SI DEL PARTITO UNICO AL TRATTATO DI LISBONA

 

Marco Cedolin

 

1° agosto 2008

 

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato “è un titolo di onore per il Parlamento italiano”, il Presidente della Camera Gianfranco Fini l’ha definita “una bella pagina parlamentare”, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato di “un risultato particolarmente importante”, il ministro degli Esteri Frattini   ha detto che si tratta “di un bell’esempio che l’Italia dà al resto d’Europa”. I deputati del PD di Veltroni, dell’UDC di Casini, e dell’IDV di Antonio Di Pietro hanno votato alla stessa maniera dei loro colleghi della maggioranza e insieme a loro si sono spellati le mani in un lungo caloroso applauso liberatorio. I deputati della Lega che da sempre cavalcano l’euroscetticismo, facendo incetta di voti tramite slogan come “padroni a casa nostra” e hanno chiesto più volte fosse indetto un referendum, non hanno preso parte al battimani ma diligentemente hanno espresso il proprio voto favorevole nei confronti di un documento che di fatto tarperà le ali a qualunque proposito di autonomia ed è stato approvato senza consultare i cittadini.

 

Il controverso trattato di Lisbona, già respinto a giugno dal popolo irlandese, è stato definitivamente ratificato dall’Italia, senza che gli italiani siano stati chiamati a pronunciarsi in merito a questa sorta di Costituzione europea che inciderà profondamente nel loro futuro, ottenendo l’approvazione alla Camera (al Senato l’aveva già ottenuta) con 551 voti favorevoli e nessuno contrario.

Occorre pertanto constatare e prendere atto del fatto che nessun parlamentare italiano si è sentito in dovere di contrastare l’approvazione di un trattato che renderà l’Europa un’entità astratta sempre più lontana dai suoi cittadini e sempre più succube dei grandi interessi economici, nonché ancora più prona e servile nei confronti “dell’alleato” americano. Così come nessun parlamentare italiano ha ritenuto fosse necessaria una consultazione referendaria per ottenere il consenso del popolo (dopo averlo debitamente informato riguardo al contenuto di ciò che s’intendeva ratificare) in merito ad una nuova Costituzione europea che andrà a sovrapporsi a quella del nostro Paese.

 

Si fatica veramente molto a leggere in una siffatta manifestazione di mancata democrazia e completo asservimento dell’intero Parlamento al volere dei grandi poteri economici e finanziari sovranazionali, quei titoli di onore, quelle belle pagine, quei risultati importanti e quei begli esempi di cui si riempiono la bocca le più alte cariche dello Stato. L’unica lettura di questa ennesima pagina assai poco edificante, sintetizzata in quel “nessuno contrario”, tratteggia i contorni di un Parlamento ormai incapace di svolgere quel ruolo attribuitogli dalla Costituzione, in quanto composto da un partito unico che impedisce l’esercizio di quel sano confronto fra maggioranza ed opposizione che dovrebbe essere alla base del processo democratico. Un partito unico impegnato ad applaudire sé stesso, così narcisista ed autoreferenziale da confondere la vergogna con l’onore come accaduto ieri alla Camera.

Mi permetto di aggiungere alcune cose alle considerazioni svolte dell’amico Marco Cedolin in merito al ruolo giocato dalla Lega Nord in occasione dell’approvazione del Trattato di Lisbona e, più in generale, all’interno del sistema politico italiano.

 

Estromesse dal Parlamento le nomenklature nostalgiche della falce e martello (compresa la farisaica variante verde-arcobaleno) a causa della loro doppiezza, inaffidabilità, attaccamento alla cadrega, mancanza di un progetto politico in grado di distaccarsi dal vuoto parolaio tipico della sinistra estrema, la palma dei più grandi ipocriti della politica italiana spetta sicuramente alla Lega Nord.

 

Passati dalle invettive contro “forcolandia” e il “superstato europeo” (vedi: http://www.leganord.org/segretariofederale/interviste_bossi/2002/27_ottobre_2002.pdf (1) e http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=8800,1,1 (2)) al totale asservimento alle logiche bipartisan che stanno costruendo un’Europa al servizio di banchieri, tecnocrati e massoni, i leghisti sono talmente spudorati da arrivare a dire, per bocca del loro boss Umberto Bossi, che “se non l’avesse votato la Gran Bretagna (3) sarebbe un trattato morto, ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi” (vedi: http://www.mondopoliticablog.com/tag/trattato+lisbona), come a dire “siamo consapevoli del fatto che il Trattato di Lisbona è una porcata ma, visto che tanto non possiamo farci niente, preferiamo restare allineati e coperti e cercare così di tutelare le nostre poltrone e stipendi da parlamentari”.

 

Spudoratezza che li porta a coprirsi di ridicolo quando, nel patetico tentativo di salvare le apparenze, si ergono a paladini dell’Europa dei Popoli, quegli stessi popoli che pugnalano regolarmente nella schiena tutte le volte che c’è da esprimere un voto in parlamento che riguarda la libertà e l’autodeterminazione dei popoli europei.

 

In questo contesto reazionario e repressivo si colloca la decisione, fortemente voluta anche dalla Lega Nord (Maroni in testa), di militarizzare alcune città italiane, tra cui Torino. Per presidiare pochi ettari di parco in piena città, ossia il mitico “tossic park” sulle sponde della Stura, sono stati infatti inviati nella capitale sabauda ben 80 militari, che presto diventeranno 200, manco si trattasse di controllare la Pineta di Tombolo o la foresta di Sherwood, il tutto con il pretesto d’urgenza dovuto ad una partita di droga tagliata male che, puntuale come una bomba ad orologeria, ha provocato la morte di quattro tossicodipendenti che si servivano abitualmente di merce al Parco Stura pochi giorni dopo l’approvazione, da parte del governo, del piano di militarizzazione del tessuto urbano nazionale. Governo che, per l’occasione, ha dimostrando un inedito e repentino interesse per la salute e l’incolumità dei drogati davvero sorprendente.

Gli articoli e i servizi dei media di regime ci informano della grande soddisfazione dimostrata dagli abitanti di Barriera di Milano per l’arrivo dell’esercito al tossic park: quello stesso esercito che, in caso di dimostrazioni da parte degli stessi cittadini qualora dovessero arrivare da Napoli dei rifiuti da buttare nella vicina discarica delle Basse di Stura, o dovessero ribellarsi alla costruzione dell’assurdo raccordo TAV-TAC che finirà per coinvolgere proprio il loro quartiere, potrà reprimere i tumulti secondo le regole d’ingaggio previste proprio dal Trattato di Lisbona (vedi: http://files.meetup.com/210108/Report%20Trattato%20di%20Lisbona.pdf (4)) per il quale la morte, inflitta per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione, non costituisce una violazione del diritto alla vita (art. 2 della “Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU)”, al quale il Trattato di Lisbona fa espresso riferimento). I tempi per il ritorno dei cannoni di Bava Beccaris stanno velocemente maturando.

 

Questa è la cifra reale del gioco politico al quale la Lega Nord (venduta da Umberto Bossi con tutte le sue coorti di giannizzeri e nani a Silvio Berlusconi in occasione dell’accordo per le elezioni amministrative regionali del 2000) si presta nel nome dell’ indipendenza dei popoli europei!

 

Concordo pertanto anche io con il sen. Tabladini, che chiuse il suo libro sulla grande illusione che è stata la Lega con un frase terribile e vera: “ Bossi è un uomo fortunato: infatti se ci fossero stati sul serio i millantati 200.000 Bergamaschi in armi, Bossi sarebbe finito sotto un metro di terra, giustiziato come traditore della Padania”, aggiungendo che Bossi e la Lega sono, nella sostanza, anche traditori di tutti i popoli europei.

 

Maurizio Gasparello

 

P.S.: aggiornamento del 21 agosto 2008 - Gli spacciatori si sono trasferiti, come previsto, dalle sponde della Stura a quelle della Dora Riparia. Che guaio il fatto che a Torino ci siano ben tre fiumi: aspettiamo il prossimo trasloco del tossic park sulle rive del Po appena le forze dell'ordine si saranno spostate a molestare i mercanti di morte sul Lungodora... Forse l'errore è stato quello di mandare l'Esercito, mentre invece sarebbe stata più utile la Marina, sempre che il vero problema non siano i parchi sulle sponde dei fiumi: una bella variante al piano regolatore potrebbe essere la definitiva soluzione del problema.

Quello che sfugge alla banda di cialtroni che sgoverna l'Italia è che gli spacciatori possono essere indifferentemente arrestati dalla Polizia, dai Carabinieri, dai Vigili Urbani, dall'Esercito, dalla Marina, dall'Aviazione, dalla Legione Straniera, ma se ci sono leggi che permettono alla Magistratura di rimettere in libertà i delinquenti nel giro di 24 ore il problema sono le leggi, e sarebbero queste a dover essere cambiate, non la missione dei militari. Ma questo non lo si vuole fare, perché cesserebbero i presupposti della ragione di scambio mediatico-politica tra la sicurezza (si fa per dire...) e il lasciapassare per Alì Babà e i 40 ladroni che stanno al Governo di continuare a farsi i loro porci comodi. Ma la colpa di questa situazione è di chi abbocca a questo teatrino per gli allocchi e continua a dare il proprio consenso a una classe politica che andrebbe semplicemente spazzata via.

 

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(1) BOSSI: TROPPI RISCHI PER I POPOLI DA QUESTA UE DI MASSONI

«Ma il superStato europeo non passerà»

di Gianluca Savoini

Ministro Bossi, cosa ne pensa della posizione presa dal nostro giornale in merito al Trattaro di Nizza e

all'ingresso diretto nell'Ue dei Paesi dell'Est?

«Dico che bisogna stare molto attenti, la cosa è stata fatta mele. Come ho già avuto modo di dire, bisognerebbe far

entrare nuovi Paesi in un Mercato comune europeo e non direttamente nell'Unione».

Lei teme che le differenze economiche possano creare grossi problemi?

«Altrochè. Di tutti i tipi, intanto bisognerà vedere quanto costerà il finanziamento per l'allarfamento. Inoltre, trattandosi

di Paesi disastrati dal punto di vista economico, il rischio è che si rovescino milioni di diseredati a casa nostra,

ponendo il problema della sopravvivenza dei nostri popoli e della nostra identità».

C'è chi sostiene che al Sud siano contenti per questo allargamento dell'Ue. Eppure, segretario se i finanziamenti

europei adesso andranno sull'asse Ovest-Est, non andranno più sull'asse Nord-Sud. O no?

«In linea di massima lei ha ragione. Per il Sud si rischiano tempi difficili. E non potrebbero neppure più arrivare dei

finanziamenti dalla Padania in sostituzione di quelli europei, perché al di fuori del quadro europeo sarebbe impossibile

finanziare il Mezzogiorno. E poi la "torta" del Nord è ormai molto piccola».

Va anche detto, segretario, che se questi nuovi Paesi avranno il diritto di voto, l’Europa diventerà per lungo

tempo un’Europa di sinistra.

«Anche questo è possibile, se gli sarà dato il diritto di voto in Europa».

Tornando al Sud, ha sentito che il Fondo monetario internazionale propone le gabbie salariali per il

Mezzogiorno? Come si deve interpretare questa ipotesi avanzata dal Fmi?

«È evidente che il Sud, non ottenendo più i finanziamenti, nè europei nè dalla Padania, avrà difficoltà a produrre in

maniera competitiva, nè tantomeno ci saranno imprenditori del Nord disposti a delocalizzarsi al Sud. Se i finanziamenti

europei vanno ad est, chi vorrà delocalizzare la propria attività seguirà quella direzione».

So che lei sarà costretto ad organizzare una Dieta sull’Europa, richiesta da parecchi dirigenti della Lega. Alcuni

di loro infatti sostengono che il governo avrebbe dovuto impegnarsi a fermare le conseguenze del Trattato di

Nizza.

«Le rispondo che il governo deve fare la sua parte. Però quando siamo arrivati noi al governo del paese, il "mostro" era

già in volo. La banda dei massoni, Amato e combriccola, erano già stati a Nizza ed è difficile arrestare il "mostro"

quando è in volo. È difficile saltargli sopra. Bisogna aspettare che il "mostro" atterri per riuscire a colpirlo. Ad esempio,

l’abbiamo già fermato in occasione del mandato di cattura europeo».

Avete fermato anche la "dose minima di pedofilia"...

«Tra l’altro! Adesso dobbiamo fermare il reato di razzismo, un reato ideologico gravissimo, che serve solo ad

incarcerare chi è contrario al progetto di distruzione dei popoli portato avanti dal fondamentalismo massonico. Oggi

tutti dicono che il mandato di cattura europeo era una cazzata, allora lo diceva solo la Lega».

Quindi la posizione del movimento non è negativa, in quanto obbligherà l’Europa ad andarci cauta sui diritti da

riconoscere a quei nuovi paesi. Insomma, il problema verte soprattutto sul diritto di immigrazione?

«Sì, sostanzialmente è positivo chiarire i rischi che ci fa correre l’Europa dei massoni e dei comunisti. Diciamo però che

le cose impossibili non le può fare neppure il governo, che deve aspettare che il "mostro" atterri».

Atterrerà ad esempio sulla Convenzione Ue?

«Vedrà che non ci sarà nessun Superstato europeo, ma l’Europa sarà un’unione di stati con incorporato per ciascuno il

diritto ad andarsene quando si vuole. Questi sono i limiti dell’azione politica democratica, a meno di utilizzare i metodi

dei ceceni. Ma per ora, e dico per ora, non siamo ancora in quella condizione».

I mostri però non andrebbero mai creati, perché poi non rispettano nè le regole nè i patti. Non crede, onorevole

Bossi?

«In questa sua affermazione c’è molto di vero. Ma i frammassoni e i comunisti occupano i punti più alti delle istituzioni

in molti paesi d’Europa e sono riusciti a mettere in volo il loro "mostro", frutto del fondamentalismo laico più

pericoloso. Comunque è bene che la Padania alzi bandiera di battaglia».

Ottobre 2002

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 (2) L'on. Giacomo Stucchi: «Il mandato di cattura schiaccia le sovranità nazionali, al Parlamento lo bocceremo»
No a un Superstato europeo

GIACOMO STUCCHI*

Più o meno tutti concordano sul fatto che il nostro sistema giudiziario deve essere profondamente riformato. Lo sanno gli operatori del diritto (giudici e avvocati), lo dicono i politici (tanto della maggioranza quanto dell'opposizione), lo vogliono i cittadini, che su alcune questioni specifiche si sono espressi con il referendum. Eppure, alcune forze politiche tanto della maggioranza quanto dell'opposizione anziché adoperarsi per cambiare questo stato di cose se ne fregano dei desiderata dei cittadini e rivolgono la loro attenzione ai burocrati e ai poteri forti di Bruxelles e Strasburgo che vogliono la costruzione di un Superstato europeo che annienti le sovranità nazionali.
Applicare il mandato di cattura europeo significa infatti sostituire all'"estradizione" la "consegna" di chi sia colpito da condanne definitive o raggiunto da provvedimenti restrittivi relativi a reati considerati gravi dai Paesi membri dell'Ue. I reati per i quali si prevede di poter spiccare un mandato di cattura europeo sono 32, dal terrorismo al traffico d'armi, dal riciclaggio alla corruzione. Tutto ciò significa che, se fosse introdotto il mandato di cattura europeo, un magistrato italiano potrebbe perseguire, per i suddetti reati, un cittadino ovunque si trovi all'interno dell'Ue e, viceversa, che l'autorità giudiziaria di un qualsiasi Paese dell'Ue potrebbe perseguire un nostro concittadino. In pratica, in un prossimo futuro chiunque avesse commesso uno dei 32 reati della lista potrebbe trovarsi ad essere giudicato da un tribunale lituano o scontare la pena in Estonia. Oppure, tra qualche anno potrebbe addirittura essere detenuto nelle galere turche.
Ma c'è di più. E concerne la difficoltà tecnica di applicazione di un simile provvedimento. Come è noto infatti il nostro sistema giudiziario è garantista e prevede tre gradi di giudizio, come armonizzarlo con quello degli altri Paesi dell'Ue? E inoltre, come spiegare agli altri Paesi dell'Unione le nostre lungaggini, l'inefficienza di taluni magistrati, i tempi biblici dei suddetti tre gradi di giudizio? Immaginate quanti ricorsi ci sarebbero all'Alta Corte di giustizia europea e quante volte il nostro sistema giudiziario sarebbe chiamato in causa.
Tuttavia, le questioni sin qui poste non sono neppure quelle principali. Con il mandato di cattura europeo infatti la posta in gioco è molto più alta perché riguarda il concetto stesso di Unione europea. Nei mesi scorsi è capitato spesso di intervenire, come parlamentare della Lega Nord Padania e come presidente della XIV Commissione per le Politiche dell'Ue della Camera dei Deputati, prima sul dibattito alla Convezione europea e poi su quello alla Conferenza intergovernativa attualmente in corso a Roma. Nell'uno e nell'altro caso ho sempre difeso strenuamente il concetto di libertà dei popoli dell'Unione europea e mi sono sempre apertamente schierato contro la nascita di un Superstato al quale i singoli Paesi membri dell'Ue cedano pezzi della loro sovranità. Ebbene, il mandato di cattura europeo costituirebbe, ove introdotto negli ordinamenti, il primo concreto passo verso la costruzione di questa mostruosa entità statale. E farebbe andare indietro di decenni principi e conquiste quali sono la libertà, la giustizia, la sicurezza dei cittadini.
La Lega Nord, da sempre presidio di libertà e autonomia per tutti gli uomini e le donne della Padania, non può consentire che un simile scempio giuridico e sociale si compia. E rivolgiamo lo stesso invito agli alleati, o presunti tali, della Casa delle Libertà. Come si può parlare di devolution in casa propria e poi acconsentire all'introduzione di una mostruosità come quella del mandato di cattura europeo, che altro non è che lo strumento attraverso il quale fare esercitare il potere ad un superstato? Né ci vengano a dire, gli ipocriti del centrosinistra e i superficialoni del centrodestra, che si tratta di difendere i cittadini dai terroristi, dai trafficanti di droga o dai truffanti di ogni sorta, perché per combattere questi delinquenti esistono già gli accordi internazionali e le estradizioni. Piuttosto, si tratta di farli funzionare. Come nel caso delle legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
La verità e che qualcuno sta già strofinandosi le mani nell'attesa di poter cominciare a mettere il naso all'interno degli ordinamenti nazionali dei Paesi membri dell'Ue. E' un sogno accarezzato da tempo, del quale l'introduzione della moneta unica ne è una parte, che impediremo con tutte le nostre forze. E' stato annunciato che la discussione sul mandato di cattura europeo arriverà in Parlamento nei prossimi giorni. Per quanto riguarda la Lega Nord Padania può essere bocciato senza esitazioni.
*Deputato della Lega Nord

26/10/2003

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(3)  Ricordo che la la Gran Bretagna vota il trattato di Lisbona ma si guarda bene dal mettersi in casa l’Euro…

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(4) Report Trattato di Lisbona

Lecita Privazione della Vita del cittadino da parte dello Stato

Il "Trattato di Lisbona" è un corpus di più documenti che vanno a rivoluzionare completamente

l’assetto del nostro continente. Comprende la vecchia Costituzione europea, bocciata da Francia ed

Olanda, praticamente in toto a meno di qualche elemento di cosmesi di facciata e vari altri

documenti che assimilano e modificano i precedenti. Riguardo la questione della Lecita Privazione

della Vita del Cittadino da parte dello Stato i documenti fondamentali a cui si farà riferimento

sono:

1. il Trattato sull’Unione Europea (TUE)

2. la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea

3. la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà

fondamentali (CEDU)

In questo ambito il corpus del Trattato di Lisbona crea un vero e proprio guazzabuglio. Su un

argomento così delicato, l’unica chiara ed inequivocabile risposta della nostra cultura europea,

scaturita da secoli di lotte contro l’oppressione (Jhon Locke, 1690, Saggio sull’intelletto umano) è

che la privazione della Vita del Cittadino è proibita e lo Stato non deve in nessun modo poterlo fare

impunemente. E’ solo grazie alla lezione del Prof. Karl Albrecht Schachtschneider, Professore di

Diritto all’Università di Erlangen-Nürnberg (http://www.kaschachtschneider.de/), che è possibile

ricostruire con competenza il quadro completo.

Attualmente è disponibile in rete la Versione Consolidata del trattato, ovvero la versione completa

in cui è stato sostituito tutto il "taglia e cuci" della precedente. Nonostante il processo di ratifica del

Trattato in Europa sia iniziato nei primi mesi del 2008 (in Francia a Febbraio), la versione

disponibile fino a Maggio comprendeva alcune centinaia di pagine incomprensibili tutte fatte di

rimandi, correzioni e sostituzioni, note a piè di pagina assolutamente incomprensibile per i più,

francesi compresi.

Ebbene la Versione consolidata del Trattato sull’Unione Europea dice:

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Articolo 2

L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia,

dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone

appartenenti a minoranze. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata

dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla

parità tra donne e uomini.

________________________________________________________________________________

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Articolo 6, paragrafi 1 e 2

1. L'Unione riconosce i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta dei diritti fondamentali

dell'Unione Europea del 7 dicembre 2000, adattata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo, che ha lo

stesso valore giuridico dei trattati.

Le disposizioni della Carta non estendono in alcun modo le competenze dell'Unione definite nei

trattati.

I diritti, le libertà e i principi della Carta sono interpretati in conformità delle disposizioni generali

del titolo VII della Carta che disciplinano la sua interpretazione e applicazione e tenendo in debito

conto le spiegazioni cui si fa riferimento nella Carta, che indicano le fonti di tali disposizioni.

2. L'Unione aderisce alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle

libertà fondamentali (detta CEDU, ndr). Tale adesione non modifica le competenze dell'Unione

definite nei trattati.

________________________________________________________________________________

Inoltre il fatto che l'Unione aderisca alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti

dell'uomo e delle libertà fondamentali è ribadito anche nel Protocollo n°8 intitolato:

________________________________________________________________________________

"PROTOCOLLO (n. 8)

RELATIVO ALL'ARTICOLO 6, PARAGRAFO 2 DEL TRATTATO SULL'UNIONE EUROPEA

SULL'ADESIONE DELL'UNIONE ALLA CONVENZIONE EUROPEA PER LA

SALVAGUARDIA DEI DIRITTI DELL'UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI

________________________________________________________________________________

infine

________________________________________________________________________________

Articolo 51

I protocolli e gli allegati ai trattati ne costituiscono parte integrante.

________________________________________________________________________________

Fino a qui, parrebbe tutto come di consueto: viene tutelata la libertà dell’individuo, il pluralismo e

sono rispettati i diritti umani inalienabili, tanto che l’Unione aderirebbe alla Convenzione europea

per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (come se la carta dei Diritti

Fondamentali dell’Uomo dell’ONU non bastasse più…).

Occorre però osservare che integrata nel Trattato sull’Unione Europea, vi è anche la Carta dei

diritti fondamentali dell’Unione Europea, la quale recita:

________________________________________________________________________________

Articolo 2

Diritto alla vita

1. Ogni individuo ha diritto alla vita.

2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato.

________________________________________________________________________________

Ma anche

________________________________________________________________________________

Articolo 52, paragrafo 3

Portata dei diritti garantiti

3. Laddove la presente Carta contenga diritti corrispondenti a quelli garantiti dalla convenzione

europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (detta CEDU), il

significato e la portata degli stessi sono uguali a quelli conferiti dalla suddetta convenzione. La

presente disposizione non preclude che il diritto dell'Unione conceda una protezione più estesa.

________________________________________________________________________________

Questo passaggio è fondamentale perché di fatto si sancisce la pariteticità tra Carta dei diritti

fondamentali dell’Unione Europea e Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) laddove le due carte trattano gli stessi argomenti.

Quest’ultima, a dispetto del nome, presenta diverse contraddizioni che minano completamente le

basi precedentemente poste, infatti la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti

dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) dice:

________________________________________________________________________________

Articolo 2 - Diritto alla vita

1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente

privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un

tribunale, nel caso in cui il delitto è punito dalla legge con tale pena.

2. La morte non si considera inflitta in violazione di questo articolo quando risulta da un ricorso

alla forza resosi assolutamente necessario:

1. per assicurare la difesa di ogni persona dalla violenza illegale;

2. per eseguire un arresto regolare o per impedire l'evasione di una persona regolarmente

detenuta;

3. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o una insurrezione.

________________________________________________________________________________

E’ da notare che non esiste una definizione di sommossa o insurrezione!!! Quindi le forze di

polizia hanno la massima opinabilità in questo frangente! La sommossa sono i valsusini che non

vogliono respirare amianto e uranio? Sono i vicentini che non vogliono 90 testate nucleari pronte a

distruggere l’Iran in casa propria? Sono i cittadini di Chiaino che non vogliono gli sversamenti

abusivi di rifiuti tossici o radioattivi? Sono i Ferraresi che non desiderano un triplo cancronizzatore?

O chi di noi domani quando vedrà calpestato selvaggiamente un proprio diritto fondamentale?

Inoltre aggiunge nel sesto protocollo aggiuntivo:

________________________________________________________________________________

Articolo 1 - Abolizione della pena di morte

La pena di morte è abolita. Nessuno può essere condannato a tale pena né giustiziato.

Articolo 2 - Pena di morte in tempo di guerra

Uno Stato può prevedere nella sua legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di

guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarà applicata solo nei casi previsti da

questa legislazione e conformemente alle sue disposizioni. Lo Stato comunicherà al Segretario

Generale del Consiglio d'Europa le disposizioni rilevanti della legislazione in questione.

________________________________________________________________________________

Conclusioni:

-la pena di morte è ovunque abolita in tempo di pace, per cui gli Stati che la dovessero prevedere

allo stato attuale la devono abolire. Ad ogni modo, nella transizione verso l’abolizione non

infrangono il Trattato di Lisbona se la comminano a causa dell’articolo 2 del CEDU.

-la pena di morte può essere introdotta in tempo di guerra. Certo è che grazie al patto di mutuo

soccorso fra gli stati europei in casi di attacchi terroristici, una nazione può in un attimo trascinare

le altre in guerra, quindi la probabilità che anche la provincia italiana si trovi perennemente in stato

di guerra è rilevante

gravissimo e subdolo che l’articolo 2 del CEDU permetta di sparare sulla folla impunemente.

Qui non si parla di pena di morte ma di uccidere barbaramente nel tumulto!!! Nei casi di pena di

morte in tempo di guerra, per lo meno, c’è un processo, degli avvocati, un dibattimento. In questo

caso no: è tutto immediato, senza razionalità, è pura barbarie!!! Se il comandante impartisce

l’ordine, i sottoposti possono ammazzare i manifestanti, se un celerino nel tumulto, magari preso

da paura, comincia a sfasciare crani e costole all’impazzata senza più alcun controllo, lo potrà

fare. Tutto ciò perché non vi è alcuna definizione di "ricorso alla forza resosi assolutamente

necessario".

Non è possibile accettare una simile legge perché la vita del cittadino è inviolabile! Ed è offensivo

che i nostri politici lascino tanta indeterminatezza ed opinabilità su un argomento tanto delicato!

Fatto così, no al Trattato di Lisbona!!!

Maial, non possiamo mai distrarci!

Stefano Cantelli, Ferrara, meetup 98, Grilli Estensi

Articolo pubblicato anche su: http://www.pressante.com/italia/cadrega-nord.html