http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2015/09/la-campana-di-bashar.html

domenica 20 settembre 2015

La campana di Bashar

La Siria. La guerra in Siria. I profughi siriani che "gattonano verso la libertà" (© L'Unità). 
Sapevate però che delle migliaia di migranti che si stanno ammassando sul lato Est dell'Europa e che non la danno a bere ad Orban, a Zeman e ad altri governanti europei fuori dal recinto dell'euro, solo 1 su 5 è veramente siriano? 
Eppure ci ripetono di continuo che scappano da Assad, da colui che "ha gettato le armi chimiche sul suo stesso popolo"
Ecco, se mi è venuta una voglia impellente, da donna incinta, di sentire la campana di Bashar al-Assad è stato proprio grazie alla prof di italiano che, l'altra sera, in uno dei pollai televisivi della Repubblica di Salotto, ha potuto fare indisturbata questa affermazione, destinata a cadere poi  miseramente dopo poco, sotto i primi colpi di fact checking della rete. Succede, a fidarsi di chi possiede certi curricula.
Tornando ad Assad, sentirete che il concetto che pronuncia più di frequente durante l'intervista con i russi è lotta al terrorismo. In effetti il suo è l'ultimo governo laico che cerca di resistere in Medio Oriente agli attacchi del terrorismo islamico. Quello famoso con il quale dovremmo essere in guerra per almeno altri vent'anni, dopo l'attacco dell'11/9 e che invece - seguite il ragionamento - viene sostenuto, finanziato e protetto dall'impero e dai suoi sopra e sottocoda affinché sconfigga gli unici governi laici del mondo arabo che si oppongono al terrorismo come espressione del jihad.
Come scrive Magdi Allam nel suo ottimo ultimo libro "Islam. Siamo in guerra", è veramente difficile capire quale gioco stiano giocando USA e Israele, sostenendo l'islam radicale, sia che si tratti di Fratelli Musulmani o ISIS ma comunque di seguaci dell'unica legge da seguire e possibilmente imporre anche al resto del mondo, ovvero la sharia.

https://www.youtube.com/watch?t=1&v=pxpeOQi94S4

Il video copre solo una parte dell'intervista, che trovate per intero qui, senza traduzione italiana. 
Se pensate che dei giornalisti russi non siano abbastanza imparziali per i vostri gusti delicati, beccatevi l'intervista ad Assad del 2013 di madonna Monica Maggioni.

https://www.youtube.com/watch?t=6&v=GHhhuP4ckuI

Giustamente però si potrebbe obiettare che Bashar, con quella bocca, può dire ciò che vuole, e bisogna quindi ascoltare il suo popolo, quello che, secondo la prof di italiano, dovrebbe considerarlo un dittatore sanguinario dalla bombola di gas sarin facile.
Ecco quindi un altro video, di una ragazza siriana che parla a Belgrado durante una manifestazione del partito nazionale serbo Orbaz. Sarà pure una militante di qualche tipo ma dice cose interessanti anche per noi, che vi traduco.

https://www.youtube.com/watch?v=PU2tP2LSgCg

"La Siria è un paese con una forte identità nazionale che, prima di questa guerra, non produceva profughi. Quelli che affollano le stazioni per raggiungere la Germania non sono i veri siriani che combattono in patria. Come mai il resto della popolazione siriana non fugge ma resta a combattere?
Dei veri profughi cercherebbero rifugio nel più vicino posto sicuro, non partirebbero per la Germania e non ingaggerebbero collutazioni con la polizia ungherese.
Perché, se l'Europa non vuole i profughi, non fa in modo di rimuovere le sanzioni al popolo siriano che sono già costate alla Siria 143 miliardi di dollari?
Perché l'agenda dell'Occidente non prevede l'aiuto all'esercito siriano per sconfiggere il terrorismo e rendere la Siria di nuovo un luogo sicuro? Perché con i fondi per i profughi non ricostruiscono invece le case distrutte?
Stanno portando via proprio le persone che potrebbero ricostruire il paese. Vogliono spezzare la Siria e il popolo siriano. Vogliono rubare i medici siriani e i nostri migliori studenti e provocare una fuga di cervelli. Dall'altra parte, le multinazionali vogliono solo forza lavoro a basso costo, in modo da abbassare i salari.
La Siria ha già perso 100.000 soldati contro l'estremismo e non ho sentito l'Occidente piangere per loro, né dichiarare di voler aiutare coloro che resistono e combattono assieme alle loro famiglie.
Tra coloro che fuggono ci sono molti jihadisti e pagano migliaia di euro per farlo. In effetti, con quello che pagherebbe una famiglia di cinque persone per raggiungere l'Europa, potrebbe comperarsi una casa in una zona sicura della Siria, iniziare una nuova attività e vivere bene.
Non sono profughi, quindi, ma migranti economici.
Del resto, dopo cinque anni di guerra le nostre coste sono ancora pattugliate e difese e non una singola imbarcazione di migranti lascia i nostri porti.
Un altro problema di questi giorni è la cacciata dei cristiani dalla Siria, ovvero da una delle prime terre cristiane, e questo assomiglia molto a ciò che accadde già in Serbia.
Attaccano la nostra identità, la nostra unità e la nostra sovranità.
Dobbiamo combattere assieme i politici che promuovono il nuovo ordine mondiale, gli interessi statunitensi e la migrazione di massa. Perché se perderemo, i jihadisti non si fermeranno alla Siria."

P.S. Colui che ha prestato la figlioletta per la gattonata lacrimogena in favore di telecamera non era in Ungheria, di fronte all'orco Orban, come riportato dall'Ansa in vena di effetto didascalia, ma in Turchia, dal noto doppiogiochista Erdogan. Probabilmente il genitore aveva anche in tasca il manuale del perfetto migrante, edizioni Soros.

Piaciuto il suono delle altre campane? Come vedete le notizie ci sono, ma non sono certo in televisione e tocca andarsele a cercare da soli.