http://www.affaritaliani.it/politica/pignoramento-della-prima-casa-da-renzi-ok-374535.html

 

Non passano le mozioni presentate alla Camera dalle opposizioni – M5S, Area popolare, Fratelli d’Italia, Sel – che impegnavano il Governo a definire con chiarezza l’impignorabilità della prima casa. I testi approvati - si legge su http://www.mafia-capitale.it/ - sono molto blandi e impegnano il governo solo a “a valutare l’opportunità di adottare iniziative di rango normativo volte ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza“.
 
LA PRIMA CASA RESTA PIGNORABILE
 
Nel pieno della crisi greca il Governo Renzi ha pensato bene di opporsi all’impignorabilità della prima casa, bocciando – nel dettaglio – la mozione presentata dal Movimento 5 Stelle che prevedeva “la sospensione per 36 mesi della procedura espropriativa immobiliare” qualora “l’immobile non sia sottoposto a sequestro e a confisca in attuazione della legislazione contro la criminalità organizzata” e l’assunzione di “iniziative per prevedere, al contempo, l’istituzione di un fondo, con dotazione annua di almeno dieci milioni di euro, per la remunerazione degli interessi ai creditori“.
 
LA DENUNCIA DEL M5S
 
“Il governo e la maggioranza – spiegano i deputati del M5S – hanno votato contro la nostra mozione a protezione della prima casa. Avevamo chiesto la sospensione per 36 mesi delle espropriazioni immobiliari e l’istituzione di un fondo da dieci milioni di euro, a favore dei loro creditori, che avrebbe salvaguardato oltre undicimila famiglie che, già da domani, possono trovarsi in mezzo ad una strada. Invece si è preferito dare dieci milioni di euro al porto di Molfetta per fare un favore al senatore Azzollini su cui pende una richiesta di arresto. Rinunciando ad un F35 si potrebbero salvare 144mila famiglie, con i debiti del giornale l’Unità, pari a 95 milioni di euro, si potrebbero salvare 105mila famiglie. Il no significa che a questo governo non importa nulla delle famiglie italiane“.
 
I membri M5S della commissione Giustizia ritengono vergognoso il voto contrario alla mozione sulla sospensione dell’espropriazione della prima casa a prima firma Andrea Colletti che rimarca come “i cittadini in difficoltà non sono nulla per i partiti politici, possono vivere sotto ad un ponte. La mozione che abbiamo presentato si può cancellare se ci fosse il reddito di cittadinanza, un aiuto concreto a chi è in momentanea difficoltà. In Italia non c’è solidarietà verso chi è in difficoltà, il voto contrario di tutta la maggioranza permette da oggi di perdere la prima casa anche per un piccolo debito, diciamo grazie a Renzi, è lui che porta via il bene primario degli italiani. Siamo un paese dove il Governo porta sempre più alla disperazione ed alla povertà le famiglie“.

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http://www.secoloditalia.it/2015/07/prima-casa-oggi-pignorabile-mossa-tradimento-governo-renzi/

La prima casa da oggi è pignorabile: mossa a tradimento del governo Renzi

La prima casa diventa pignorabile. Lo ha deciso la maggioranza che sostiene il governo Renzi che ha bocciato le mozioni dell’opposizione, tra queste una di Fratelli d’Italia, che chiedeva di sospendere le procedure di espropriazione relative a immobili adibiti ad abitazione principale. Formalmente c’è stato un via libera dell’Aula della Camera alle mozioni di maggioranza sulle iniziative volte a sospendere gli espropri delle prime case. Ma i testi approvati, di fatto, non garantiscono nulla: sostanzialmente impegnano il governo solo a «valutare l’opportunità di adottare iniziative di rango normativo per ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza». Un ulteriore impegno, previsto dalla mozione del Pd, impegna il governo «a valutare l’opportunità di effettuare un’analisi approfondita ed aggiornata al fine di definire le misure da mettere in campo per arginare il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale». Tutti respinti i documenti della opposizione, volti a bloccare gli espropri delle prime case. Tra queste appunto la mozione di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale nella quale si chiedeva che la prima casa non fosse pignorabile. Come ha spiegato Gaetano Nastri illustrando nell’Aula della Camera a fronte della grave crisi economica che perdura colpendo le famiglie, «il governo deve ad adottare le opportune iniziative, anche normative, volte a ridurre il fenomeno delle espropriazioni di immobili adibiti ad abitazione principale, prevedendo l’impignorabilità totale della prima casa di abitazione». Una richiesta caduta nel vuoto.

Prima casa pignorabile: no alla mozione di Fratelli d’Italia

«Da oggi è possibile perdere la prima casa anche per un piccolo debito, diciamo grazie a Renzi, è lui che porta via il bene primario degli italiani. Siamo un paese dove il governo porta sempre più alla disperazione ed alla povertà le famiglie», denunciano i deputati di M5s. Accanto alla contestazione dei deputati del Movimento 5 Stelle è arrivato anche l’allarme di Paola Binetti. «Sorprende – denuncia la deputata di Area poolare – che il governo per dare parere favorevole alla mozione chieda che venga tolto proprio il primo punto: quello che parla di impignorabilità della prima casa. Ciò in flagrante contraddizione con quanto disposto sia dal decreto-legge “del fare”, in cui all’articolo 52 si dice chiaramente che l’agente della riscossione non può dare corso all’espropriazione se la casa è l’unico immobile di proprietà del debitore» sia «con la sentenza della Corte di cassazione, del 12 settembre 2014, che stabilisce l’impignorabilità da parte di Equitalia». Richieste cadute nel vuoto.

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http://www.huffingtonpost.it/2015/07/07/pignoramento-prima-casa-governo-si-oppone-allo-stop_n_7742692.html

Pignoramento prima casa, Governo si oppone allo stop e fa passare solo un impegno all'analisi sul fenomeno

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Sì dell'Aula della Camera alle mozioni di maggioranza sulle iniziative volte a sospendere gli espropri delle prime case. Non passano tuttavia le diverse mozioni presentate dalle opposizioni (M5S, Area popolare, Fratelli d'Italia, Sel) che impegnavano il Governo a procedere a definire con chiarezza impignorabile la prima casa.

I testi approvati sono invece abbastanza blandi: sostanzialmente impegnano il governo solo a "a valutare l'opportunità di adottare iniziative di rango normativo volte ad individuare misure di natura economica per la gestione dei mutui ipotecari per la prima casa in sofferenza, con particolare riferimento ai nuclei familiari, soprattutto quelli numerosi, che si trovano in situazione di temporanea insolvenza". Un ulteriore impegno, previsto dalla mozione Pd, impegna il governo "a valutare l'opportunità di effettuare un'analisi approfondita ed aggiornata al fine di definire le misure da mettere in campo per arginare il fenomeno dei pignoramenti degli immobili adibiti ad abitazione principale".

Non passano invece i documenti presentati in Aula alla Camera dalle opposizioni, che chiedevano di bloccare il pignoramento delle prime case. Nel dettaglio, la mozione M5S prevedeva "la sospensione per 36 mesi della procedura espropriativa immobiliare" al ricorrere di determinate condizioni - fra cui ad esempio che "l'immobile non sia sottoposto a sequestro e a confisca in attuazione della legislazione contro la criminalità organizzata" - e ad "assumere iniziative per prevedere, al contempo, l'istituzione di un fondo, con dotazione annua di almeno dieci milioni di euro, per la remunerazione degli interessi ai creditori". La mozione di Area Popolare prevedeva invece di "sospendere gli espropri relativi alla prima casa" e di "affrontare con misure adeguate lo stato di estrema indigenza" delle famiglie italiane. La mozione di Sel richiedeva inoltre "una sospensione di 12 mesi dei procedimenti di esecuzione immobiliare esecutivi a carico degli immobili adibiti ad abitazione principale". La mozione di Fratelli d'Italia impegnava invece il Governo a "iniziative urgenti volte a sospendere le procedure espropriative relative ad immobili adibiti ad abitazione principale e a stanziare le risorse necessarie al finanziamento di tutti gli strumenti atti a sostenere i soggetti e i nuclei familiari che versino in una condizione di temporanea sofferenza finanziaria".

Protestano le opposizioni. Per il Movimento 5 Stelle è "vergognoso il voto contrario alla mozione sulla sospensione dell'espropriazione della prima casa", che si potrebbe "cancellare se ci fosse il reddito di cittadinanza, un aiuto concreto a chi è in momentanea difficoltà. In Italia non c'è solidarietà verso chi è in difficoltà, il voto contrario di tutta la maggioranza permette da oggi di perdere la prima casa anche per un piccolo debito, diciamo grazie a Renzi, è lui che porta via il bene primario degli italiani". Sorpresa anche Paola Binetti (Ap), la quale ricorda che "la prima casa costituisce un elemento fondamentale del patrimonio delle famiglie italiane e il fatto che sia aumentato in modo elevato il numero dei pignoramenti registrati in Italia in questi ultimi anni accentua in modo significativo la sensazione di ansia e di precarietà in cui vivono molte famiglie. Sorprende che il Governo per fare parere favorevole alla mozione chieda che venga tolto proprio il primo punto: quello che parla di impignorabilità della prima casa. Ciò in flagrante contraddizione con quanto disposto sia dal decreto-legge 'del fare', in cui all'articolo 52 si dice chiaramente che l'agente della riscossione non può dare corso all'espropriazione se la casa è l'unico immobile di proprietà del debitore. E con la sentenza della Corte di cassazione, del 12 settembre 2014, che stabilisce l'impignorabilità da parte di Equitalia e ne estende la validità anche per i procedimenti in corso. Sorprendente- conclude la Parlamentare- quindi il parere del sottosegretario ma essenziale la tutela del diritto dei cittadini alla prima casa".