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mercoledì 7 ottobre 2015

Bagnai imbecille!

Andrea ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Confiteor (gli idioti)":

Salve, sono un aspirante docente e seguo da tempo il blog.


Riporto un episodio risalente a domenica scorsa, 4 ottobre, svoltosi all'internazionale di Ferrara. Seguivo un dibattito intitolato 'Sotto esame: cosa vuol dire fare politica sull'istruzione' al quale partecipavano insegnanti della scuola secondaria di secondo grado. Al termine, dopo che il dibattito aveva toccato i punti relativi alla carenza di democrazia nel processo di costruzione e dibattito delle riforme legate alla scuola, la mancanza di fondi e il ricorso alle leggi delega, il ruolo degli insegnanti svilito da anni di propaganda e addirittura una citazione del foglio excel taroccato di Alesina riguardante l'austerità espansiva, ho chiesto di fare un intervento.


Notando che molti dei punti toccati richiamavano il tema della crisi economica, dello svilimento della democrazia e della costituzione, ho pensato (ingenuamente) di trovare, da parte degli oratori, un interesse a sviluppare il tema.


Mi sbagliavo.. quanto mi sbagliavo. Questo è il video dell'intervento, dura 2 minuti.


https://www.youtube.com/watch?time_continue=2&v=349UMCXg-OE

La sera, mentre sconsolato tornavo a casa ripensando alle parole d'astio dell'oratore e al conseguente applauso della folla, mi è tornata alla mente un passaggio di un'intervista di Tommaso Segantini fatta a Noam Chomsky, letta qualche giorno prima: "In fact, recovery from the Great Depression was actually faster in many countries than it is today, for a lot of reasons. In the case of Europe, one of the main reasons is that the
establishment of a single currency was a built-in disaster, like many people pointed out. Mechanisms to respond to the crisis are not available in the EU: Greece, for example, can't devalue its currency."

Pensavo a questo paradosso: lo stesso Internazionale che spesso ospita Noam Chomsky con una pagina a lui dedicata, ha un pubblico che non ne condivide l'opinione e probabilmente non la conosce nemmeno. La stessa, peraltro, del cattivissimo professor Bagnai.


Ora, riguardando il video provo rabbia pensando all'ignoranza e all'arroganza che certi intellettuali sfoggiano, agli applausi che si prendono e a tutte le persone che stanno pagando e pagheranno sulla propria pelle tutto questo.


Volevo solo farvi sapere che non tutti gli insegnanti sanno di sapere.


Postato da Andrea in
Goofynomics alle 7 ottobre 2015 13:19




































Ma stradaje a ride!





















































Caro Andrea,

non ti buttare giù.

Intanto, prima che me ne dimentichi, il mio avvocato ci terrebbe tanto a sapere chi è la persona che mi ha dato dell'imbecille e mestatore. È una sua curiosità, l'avvocato ci tiene molto a saperlo, e per ovvi motivi ho tutto l'interesse a essere gentile con lui. Io, per me, sai, di certe critiche non mi interesso, preferisco ragionamenti più articolati, come quelli svolti da Majone e D'Attorre a S. Gimignano:
https://www.youtube.com/watch?v=p9zPQjAT7vM

Converrai con me che vale più la pena di partecipare a eventi come questo, che come quello al quale hai partecipato tu. Una "internazionale" di provincia, del resto, rischia di essere due volte provinciale: per il suo esserlo, e per la sua ansia di non volerlo essere.

Incidenti di percorso.

Però una cosa te la chiedo dal profondo del cuore. Sorveglia il tuo lessico. Non so cosa si creda di essere il tuo simpatico interlocutore, ma ti assicuro che per motivi etimologici la lingua italiana ti vieta di chiamarlo intellettuale. Quando mi dici come si chiama (e se non me lo dici tu, me lo dirà un altro) potrai forse chiamarlo indagato (se capisco bene per quale motivo il mio avvocato vuole conoscerlo...).

Ma "intellettuale"!...

Dai, per favore!...

Non esageriamo!

Nel merito: posso anche essere convinto che non tutti gli insegnanti "sappiano di sapere", cioè, nel lessico di questo blog, che non tutti gli insegnanti siano piddini (antropologici). Tu ne sei un esempio, ne era un esempio la mia amica nel post che tu commentavi, ne sono altri esempi gli altri (pochi) insegnanti che hanno commentato qui e altrove lamentando la totale incapacità di ascolto dei propri colleghi, e preconizzando la loro migrazione in massa dal movimento di gestione del consenso (il PD) al movimento di gestione del dissenso (il 5 stelle), sempre in conto Dipartimento di Stato (de sinistra, beninteso: c'è Obama)!

Resta il fatto, e il tuo caso lo esplicita molto bene, che la stragrande maggioranza degli insegnanti è composta da presuntuosi incapaci di approfondire e in quanto tali vittime designate dei messaggi demagogici che il potere confeziona per loro, e veicola loro attraverso certi futuri indagati (questi ultimi, peraltro, del tutto inconsapevoli di farsi latori di un messaggio fortemente reazionario: vedi alla voce "non chiamiamoli intellettuali").

Lo ridico: la stolta presunzione della classe docente italiana, la sua incapacità di ragionare secondo logiche che non siano quelle della mera appartenenza politica, cioè la sua incapacità di ragionare (punto), è una delle più potenti forze di conservazione del sistema, forse quella cruciale.

Qui ci sarebbe da allargare il discorso, perché in questo atteggiamento la disinformazione mefitica di "intellettuali" dei quali ci siamo occupati di recente (e torneremo a occuparci) ha giocato un ruolo determinante. I tuoi colleghi vanno scusati. Non erano nati tutti per essere leoni. Molti erano nati per essere animali più miti e meno intraprendenti, e la qualità della loro elaborazione concettuale è, ahimè, quella dei pastori che il caso ha messo sulla loro strada. In fondo, a livello di ciclo di istruzione secondario non è richiesto, come sarebbe richiesto ai miei colleghi (i quali non sempre lo fanno), che uno sappia riconoscere un lavoro di ricerca scientifica quando lo incontra. Io ho compassione di loro (mi riferisco ai tuoi colleghi, soprattutto), perché posso immaginare che chi ha una visione così distorta dei processi in atto farà molta fatica a non restarne completamente schiacciato (e infatti, applaudendo compatti il futuro indagato, di fatto i tuoi colleghi ponevano la testa su un metaforico ceppo, quello sul quale si abbatterà la mannaia dei tagli consustanziali al progetto sociale "europeo": cosa che, come il mio lavoro di ricerca ha dimostrato, negli anni '70 era chiarissima agli intellettuali - quelli veri - e ai politici italiani - quelli veri).

Parce sepultis.

Bisogna però che voi, voi che avete fatto un minimo sforzo, voi che rappresentate la parte migliore del paese, voi che avete deciso di abitare nell'unico luogo di resistenza al fascismo dell'opinione, voi, vi facciate un pochino meno fessi (non dico più furbi).

Infatti, se da un lato a me tocca applicare il "qui autem scandalizaverit unum de pusillis istis, qui in me credunt, expedit ei, ut suspendatur mola asinaria in collo eius et demergatur in profundum maris" (a qualcuno devo pur ispirarmi), dall'altro sarebbe il caso che voi applicaste l'"estote ergo prudentes sicut serpentes". Che cosa vuoi che ti dica un futuro indagato se tu gli nomini Bagnai? Quello che ti ha detto!
Ma se c'è una cosa che dovreste avere imparato qui da me, è che nominarmi, oltre a essere spesso inopportuno, è sempre  non necessario, perché io, a differenza di certi futuri indagati, ho sempre messo in chiaro di non essere un pensatore particolarmente originale. Più esattamente: i miei contributi originali si situano a un livello tecnico al quale non potete accedere e che non vi interessa, ma per quanto concerne il nucleo del mio messaggio divulgativo vi ho chiarito fin dal principio che citare me non era assolutamente necessario: c'erano decine e decine di altri autori da citare! Ed è tanto meno opportuno oggi, che altri intellettuali come Gallino hanno finalmente detto la verità.

Scusa: non potevi citare lui? Avresti mandato in corto circuito il futuro indagato, e avresti reso meno facile scatenare l'applauso liberatorio delle future bestie da macello.

È così difficile arrivarci?

In un mondo nel quale tutti hanno il coraggio delle altrui idee, capisco che tu possa aver visto un valore etico ed estetico nel fare atto di testimonianza. Ma io non ho bisogno di martiri: a me servono vittorie. E tu hai perso perché hai commesso un errore tattico.

Ricordatelo, e con te se lo ricordino le altre persone di buona volontà che, per motivi meramente affettivi, sono disposte a perder tempo nel tentativo frustrante e vano di salvare dalla mannaia le vittime designate.