http://goofynomics.blogspot.it/

sabato 28 febbraio 2015

QED 43: Sapevano

(gli stucchevoli e disinformati commenti al post precedente, nel quale esternavo tutta la mia compassione e il mio fastidio per quattro scalmanati strumentalizzati dal partito vincolista, nonché la mia ferma volontà di oppormi a questa strumentalizzazione, promossa dal partito di Repubblica, sono la prova evidente delle difficoltà di far maturare un'opinione pubblica democratica in questo paese. Non fa niente, andiamo avanti. È importante a questo punto che ricordiamo, non a noi che lo sappiamo, ma a chi arriva adesso e dall'alto dei suoi vent'anni e delle letture che crede di aver capito ci illumina di immenso, chi sono le persone alle quali abbiamo affidato il governo del nostro paese. Ci aiuta in questo andare a vedere cosa dicevano prima che tutto cominciasse...)


Dal verbale della direzione del PCI del 12 dicembre 1978 ore 11:30, dopo il discorso di Andreotti sullo SME (consultabile all'
Istituto Gramsci; ringrazio un giornalista che se vorrà essere nominato sarà nominato):


"Noi dobbiamo criticare La Malfa perché nelle sue più nobili motivazioni vi è alla base un giudizio catastrofico sull’Italia, poi perché emerge una concezione strumentale degli impegni internazionali in funzione interna (antisindacale), poi per il contributo notevole che viene dato alla campagna terroristica in atto." 

XWYZXWIHJW


(...Ricordo il contesto: la Democrazia Crisitana era contraria allo Sme, ma Andreotti venne convinto da Ugo La Malfa che per l'Italia era importante entrare. Argomenti? Molti: la geopolitica, ecc. - Giorgio La Malfa mi ha fatto un racconto molto vivido di quei giorni - ma soprattutto uno: il fatto che siccome governare gli italiani non è solo impossibile, ma anche inutile - frase attribuira a Mussolini, come ricorderete - era essenziale che la politica italiana si desse un vincolo esterno nelle regole monetarie europee. Ora sappiamo che quelle regole hanno accentuato gli squilibri non solo esterni, ma anche e soprattutto interni del paese, perché l'Italia (come gli altri paesi periferici dell'Eurozona) si è confermata a quanto ci dicono gli studi più recenti e ortodossi sul tema del vincolo esterno. La contraddizione del "vincolismo" è e rimane questa: nel momento in cui cerca di "disciplinare" un paese ancorandolo alla valuta di un paese più forte, che dovrebbe costringere i lavoratori a essere più moderati nelle richieste salariali e gli imprenditori a promuovere innovazione e produttività, al contempo rende più facile per le sue élite corrotte ed eterodirette finanziarsi con denaro facile sui mercati internazionali (gli agganci valutari normalmente rendono il paese debole più "credibile" e quindi riducono il costo del denaro per i soi residenti). Quindi di tutta questa disciplina resta solo la repressione dei lavoratori dipendenti e la promozione dei comportamenti corrotti delle élite: cosa che abbiamo visto nei paesi latinoamericani prima, e da noi dopo, con l'unica differenza che i primi si agganciavano al dollaro e noi al marco. Ora, il simpatico comunista che riferisce alla direzione era estremamente consapevole delle dinamiche in atto - come altri lo sono stati in altre direzioni. Notate che:

[1] attribuisce a La Malfa intenti terroristici - il successivo intervento, di Berlinguer, che non riporto, chiarisce che per terrorismo intende quello che intendiamo noi - e quindi stigmatizza, come noi, il fatto che delle dinamiche economiche venga data una rappresentazione sistematicamente distorta allo scopo di interferire con il processo democratico.

[2] intuisce la natura radicalmente e irredibilmente antisindacale del progetto di integrazione monetaria, che scaturiva dal fatto che dati gli assetti allora vigenti, i quali non potevano che peggiorare, questo progetto sarebbe stato piegato alla volontà di dominio del paese più forte - cosa che, come sappiamo, James Meade aveva intuito fin dal 1957: per il nostro amico XWYZXWIHJW, a differenza che per gli tsiprioti, è ben chiaro che un altro Sme non è possibile, e quindi a maggior ragione non lo sarebbe poi stato un altro euro, che era semplicemente uno Sme peggiorato con maggior rigidità e con il potere di ricatto dato dalla pretesa irreversibilità; notate: il nostro amico parla di uso strumentale degli accordi internazionali per la soluzione dei conflitti nazionali. È cioè ben conscio di quale uso sarebbe stato fatto di questa Europa: invocarla ritualmente: "ce lo chiede l'Europa". È quello che
Featherstone ci racconterà poi a posteriori.


Quello europeo non è un idealistico progetto di integrazione internazionale, è un consapevole progetto di sopraffazione su scala nazionale.

[3] contesta il giudizio catastrofico sull'Italia, cioè l'autorazzismo che per necessità logica era ed è alla base di un progetto che intendeva spossessare gli italiani della loro sovranità. Sfugge sempre, ai pensatori europeisti, che l'idea di sottrarre a un popolo sovranità perché altrimenti la userebbe male (e.g., "stampando moneta")
non è democratica. Il gioco democratico prevede che chi sbaglia paghi, non che chi gioca non sia messo in condizioni di sbagliare da un Deus ex machina tecnocratico e paternalistico. Eleggi il governo che sbaglia? Bene: starai male, te ne accorgerai, e cambierai. Ma noi non stavamo male: le case che oggi ci vogliono togliere per salvare le banche tedesche sono state costruite quando il governo "stampava", e sono fino a prova contraria ricchezza reale.



Ora si capisce un po' meglio, forse, perché sono così incazzato con quei quattro ingenuotti, che ho chiamato porci fascisti perché oggettivamente si sono fatti strumentalizzare dai mezzi di informazione al servizio del progetto antidemocratico e classista testè descritto: sono così incazzato perché non c'è nulla da scoprire, è tutto chiaro, e tutti sapevano tutto. Ma loro, quelli che contestavano - per motivi anche giusti, ma in un contesto drammaticamente sbagliato - Salvini, hanno una irrimediabile tara genetica: sono dalla parte di chi sapeva e ha tradito.

Perché sapere, come questo signore sapeva, e comportarsi come questo signore si è comportato poi, significa tradire il proprio paese.

Bene: chi indovina chi è XWYZXWIHJW vince la mia felpa verde Bastaeuro - consegna all'osteria...)

QED 42: le squadracce

"Basterebbero dieci anni di integrazione fiscale nell’area euro, magari a colpi di Eurobond, per riavere le camicie brune in Germania"

Albertus dixit, AD MMXI



Nel giorno in cui le squadracce euriste scorrazzano per Roma, per impedirci di manifestare la nostra critica al regime antidemocratico di Bruxelles (quello che secondo Monti serviva a tenere le decisioni importanti "
al riparo dal processo elettorale"), mi è sgradito farvi notare che sta succedendo una volta di più quanto avevo previsto.

La campagna di odio contro il popolo greco condotta dal Bild è solo l'inizio, ed è un bene che abbia riscontrato opposizione in Germania (in particolare da parte del "liberista brutto e cattivo"
Hans Olaf Henkel). E il vero problema è che questa campagna trova un terreno fertile perché, come vi ho detto fin dall'inizio, la vittoria del capitalismo tedesco si basa, come quella di ogni capitalismo, sull'oppressione dei suoi, prima che dei nostri, lavoratori (dove ricordo agli imbecilli, perché agli altri ormai non occorre ricordarlo, che per me sono lavoratori anche i commercianti, i professionisti, gli autonomi, e i piccoli e medi imprenditori). La Germania è piena di persone che si stanno impoverendo in termini relativi e assoluti, sulle quali una campagna di odio può fare leva con effetti destabilizzanti che sono ad oggi impossibili da prevedere. Molta gente era tranquilla il 27 luglio 1914, perché "c'era la ripresa", "lo spread era calato", e "non succederà mai più". Abbiamo letto, nel diario della mia amica, che la gente era anche relativamente tranquilla, in Normandia, mentre i tedeschi bombardavano Dunkerque. Io credo che a molti sfugga il senso di quanto sta accadendo, e che sintetizzo con le parole di un mio amico (o meglio: conoscente):

Vergogna e disonore: nel Mediterraneo e in Ucraina la gente muore a causa di Hollande, Obama e compagni e questi suonano sempre la solita musica. Barricata antifascista contro Salvini. Ma vaffanculo!

Ma dobbiamo restare calmi. La situazione si sta sfaldando rapidamente. Gli spin doctor di regime, a cominciare dal simpatico
Carnevale Maffè, propalano a tutta forza su Twitter il messaggio che noi saremmo i violenti. Noi, che non mi risulta abbiamo torto un capello a nessuno, nonostante le nostre vite siano state tutte rovinate (in misura variabile) dal regime di quelli che volevano fare il nostro bene nostro malgrado, allontanando le decisioni sul nostro futuro dal processo elettorale (atteggiamento sul quale non ho visto commenti dell'illustre collega, né credo ne vedremo mai).

Ai fascisti che sono oggi in piazza per difendere il regime di Bruxelles e i suoi potestà stranieri esterno tutta la mia compassione, che è una cosa diversa dalla pietà. Vale per loro quello che vale per ogni fascista:


(ringrazio il
gentile utente che ha inciso su una lastra di pixel questo mio tweet lapidario).

Proprio così. Un giorno Landini, o la televisione, appariranno loro, mentre sono sulla via di Salvini, e succederà a loro, a questi piccoli porci fascisti che meritano tutta la nostra compassione (che non è pietà)
quello che succede ogni giorno nella chiesa che hanno occupato per manifestare contro chi vuole liberare il proprio paese, e ristabilire una normale dialettica democratica.

Questo:


Non tutti, naturalmente, avranno il privilegio di convertirsi. Non tutti i fascisti, purtroppo, diventano antifascisti. Fra i fascisti che oggi ci attaccano ce ne sono anche che faranno
la fine di alcuni bandieristi: il vagone piombato è lì, pronto, è la crisi che secondo i padri nobili doveva educarci all'Europa, e chi ce li ha caricati, su questa crisi, non è Salvini, dal quale sul piano politico mi dividono diverse cose, e nemmeno Casapound, dalla quale mi divide praticamente tutto, ma Bruxelles, quel Bruxelles che loro continuano idolatrare lacerati fra il terrore di dover ammettere un abbaglio (ma Caravaggio dimostra che non tutti gli abbagli vengono per nuocere) e la vergogna di dover confessare la propria cecità.

Questi nostri fratelli io li ringrazio, come ringraziai Scalfari per un suo fetido editoriale di febbraio 2013, che mi convinse a correre a Parigi per prendere un'aereo che mi riportasse al mio seggio elettorale. Come sapete, allora votai Grillo, ben sapendo di non avere nulla da spartire con lui, e che il suo movimento era fuffa (avevo già scritto
questo, e molto di quello che vi scrissi si è verificato, anche se avevo sopravvalutato molto gli spazi di manovra di Berlusconi: ma il PD venne ridimensionato, Grillo vinse, e poi non seppe cosa fare dei suoi voti se non perderli, mentre Renzi subentrò come referente dei berluscones - cosa che allora non vidi e qualcuno più bravo di me avrà visto).

Li ringrazio, dico, perché come allora Scalfari mi convinse a votare contro di lui, così oggi le squadracce euriste mi convincono a fare una cosa che non ho mai fatto in vita mia: andare in piazza per dimostrare che non ho paura.

Non è colpa mia se Salvini ha capito prima di altri quello che ho scritto. Come ho spiegato in un altro tweet lapidario:

l'energia politica è la massa per la velocità al quadrato

Lui era piccolo ma è stato veloce. Attenzione: senza il calcio sui denti dato a Bersani da Grillo (mi spiace), e senza l'avanzata di Salvini (sono agnostico), noi
qui non ci saremmo mai arrivati. Magari non vi sembrerà un bel posto, o magari non volevate arrivarci. Io sì. L'ho detto fin dalla mia prima apparizione televisiva: l'ho detto in faccia all'onorevole Gozi durante Agorà che il mio obiettivo era tornare a votare PD. Ora sono meno lontano da quell'obiettivo di qualche anno fa. Se questa strada passa per dire che ne ho abbastanza di Renzi, non vedo perché non dovrei percorrerla. Se l'asini-stra non vuole leggere un libro che parla di democrazia e di quanto la disuguaglianza la minacci, dovrebbe essere un problema mio?

Così, a occhio, mi pare che sia un problema suo, e vi assicuro che la sinistra dentro l'asini-stra se ne rende conto.

Tutto è come sembra.

Ci vediamo a piazza del Popolo, sarò in ritardo, ma meglio tardi che mai...