http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/2682-i-vaccini-a-carosello.html

Come spesso accade ai vecchi, la mattina io mi alzo presto. E così è stato anche oggi.

In attesa del notiziario delle sette, avevo la radio sintonizzata sul primo programma dove era in corso una trasmissione “di approfondimento” chiamata Voci del Mattino. Ultimo ospite era tale prof. Alberto Villani, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria, chiamato a parlare di vaccinazioni.

Credo

sia inutile riferire come il Professore, sollecitato dall’intervistatore, un certo Gianmarco Trevisi, abbia tuonato contro quegli “irresponsabili” che non vaccinano i bambini e come, riprendendo un sostantivo del conduttore, abbia definito balla l’idea che la vaccinazione antimorbillo abbia a che fare con l’autismo. A sostegno della tesi è stata subito citata un’autorità come il Ministro della salute tedesco (per la cronaca tale Philipp Rösler). Di cattiva informazione, poi, si è parlato riferendosi a chi fa passare notizie che riguardino la vera o presunta nocività dei vaccini.

Io non ho alcuna intenzione di entrare in polemica con questi signori, però non posso esimermi dal far notare che il signor Trevisi ha fatto sapere ai suoi credo non poi pochissimi ascoltatori che il morbillo uccide più dell’HIV e degl’incidenti stradali. Giusto perché si sappia, nella sola Europa i morti per incidenti della strada superano i 120.000 l’anno e dieci volte tanto accade nel mondo, mentre nel 2012 (non ho informazioni più recenti) i morti per AIDS sono stati 1.600.000 a livello mondiale. Riprendendo un dato riferito dal Professore, i morti per morbillo sono uno su 10.000 e, aggiungo io, l’OMS ne conta 122.000 nel 2012. Insomma, RAI1 denuncia la cattiva informazione facendone di pessima.

Come spesso accade in questi casi, poi, non si fa differenza tra chi muore di morbillo e chi muore con il morbillo, due concetti ben diversi. Di fatto i bambini che sono denunciati come morti di morbillo presentavano spesso gravi deficit sanitari e forse sarebbero morti contraendo qualunque malattia che andasse ad aggiungersi ad un quadro di salute a dir poco precaria. La stessa cosa accade con tante altre malattie, influenza in primis.

Quando si fa informazione e non becera pubblicità, si devono fornire dati e concetti in modo oggettivo, e oggettività vuole che la quasi totalità delle pubblicazioni mediche passi in modo più o meno occhiuto attraverso le aziende farmaceutiche, ormai sole sponsor di quella che viene definita ricerca. È opportuno sapere che i centri indipendenti di ricerca sono quasi inesistenti e quei pochissimi che sopravvivono lo fanno tirando la cinghia e dovendo preoccuparsi per prima cosa della loro sopravvivenza. Chi vuole campare deve accettare i quattrini dell’industria con l’obbligo, naturalmente, di sottostare ad una censura spessissimo già preventiva assolutamente feroce. Insomma, nulla di ciò che può in qualche modo turbare uno dei pochi business fiorenti che restano può vedere la luce. In definitiva, a differenza del sig. Trevisi, io non riuscirei ad aggettivare come autorevole nessun lavoro sui vaccini uscito sulle grandi riviste oggi in circolazione.

Prescindendo dal giornalista su cui non perdo tempo, io non ho idea della statura scientifica del prof. Villani. Immagino che sia un buon pediatra ma la scienza è altro. E uno dei requisiti dello scienziato, quello vero, intendo, è l’oggettività, di fatto un sinonimo di onestà. Che il Professore non abbia fatto menzione degl’incidenti da vaccino significa forzatamente una delle quattro possibilità: 1. ha un’esperienza modesta; 2. non ha mai letto i bugiardini acclusi alle confezioni di vaccino; 3. non ha mai analizzato un vaccino; 4. mente.

La mia abitudine è di parlare solo di ciò che conosco e ciò che conosco è che su 26 vaccini che ho analizzato 26 erano inquinati da micro- e nanopolveri solide, inorganiche, non biocompatibili. Del 27° non posso ancora dire niente perché la Procura della Repubblica che mi ha chiesto l’indagine non mi ha per adesso sollevato dall’obbligo di segretezza. Di fronte ai risultati ottenuti, tutti incontrovertibili e testimoniati da fotografie di microscopia elettronica ed analisi di spettroscopia a dispersione d’energia, mi chiedo che cosa ne sappia il prof. Villani e mi chiedo pure se lui inietterebbe nei suoi figli pezzetti di acciaio o di piombo o di tungsteno. Mi chiedo, in aggiunta, se il prof. Villani abbia idea di che cosa accade all’organismo, cervello non certo escluso, quando entra a contatto con questi corpi estranei non solo palesemente incompatibili ma pure ineliminabili.

Sforzandomi di essere uomo di mondo, io capisco la necessità del prof. Villani di non dispiacere all’industria farmaceutica e capisco pure il sig. Trevisi che, probabilmente coltissimo in altri settori, qui è ignorante come una capra e, ahimè, non fa bene il suo mestiere di fornitore di notizie vere.

Sia chiaro: pur conoscendo i limiti teorici di quella che è una buona idea se sfruttata con intelligenza, come ho sempre detto io non sono aprioristicamente contro i vaccini. Però chiedo chiarezza e ciò che ho sentito stamattina alla radio nazionale è con tutta evidenza una paccottiglia che non fa onore né all’emittente di stato né al medico che si è prestato ad un’avvilente spot pubblicitario. Mi pare ovvio che, assistendo alle vendite da fiera di paese che vengono messe in atto dai media, da tanti addetti ai lavori sulla cui preparazione, per non dire dell’onestà, temo sarebbe avventato giocare un centesimo e dagli enti di controllo che non controllano, i sospetti siano del tutto legittimi. Se non ci fosse niente da nascondere, non ci sarebbe bisogno di mentire in modo così spudorato. Quanto a chi siano gl’irresponsabili, forse c’è tanta materia per meditare.

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leggere anche:

http://ilcorrosivo.blogspot.it/2015/02/le-case-farmaceutiche-richiamano-litalia.html

mercoledì 4 febbraio 2015

Le case farmaceutiche richiamano l'Italia.

Marco Cedolin

Come possiamo leggere in un articolo di Repubblica di questa mattina, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, avrebbe richiamato l'Italia, alla luce di un netto calo delle vaccinazioni obbligatorie per i bambini, che avrebbero raggiunto il livello più basso degli ultimi 10 anni.
In tutta evidenza una brutta gatta da pelare per il ministro della Salute Beatrice Lorenzin che in un prossimo incontro a marzo, richiesto proprio dall'OMS, sarà tenuta a rendere conto al padrone di questo pesimo sgarbo che gli italiani stanno facendo alle multinazionali del farmaco.....
Stando al rapporto dell'Istituto superiore di sanità sarebbero in calo tutte le vaccinazioni ed in particolar modo quelle contro una malattia ferale (alla quale fortunatamente la nostra generazione è miracolosamente sopravvissuta) come il morbillo che l'OMS intendeva eliminare entro il 2015, data che probabilmente finirà per venire procastinata nel tempo proprio a causa della debenaggine degli italiani.

Insomma, per farla breve e non tediare troppo chi per bontà si impegna a leggere queste poche righe, gli italiani non stanno impegnandosi a vaccinare i propri bambini, contro morbillo, rosolia, pertosse, ecc, tutte malattie che un tempo neppure troppo lontano i bimbi "subivano" al modico costo di qualche giorno di scuola perso e magari una settimana a letto con un febbrone da cavallo, ottenendone in cambio una buona dose di anticorpi.
Le case farmaceutiche (di cui l'OMS è espressione), senza domandarsi se gli italiani lo facciano perché sono pigri, o piuttosto in quanto inizino a sospettare che gli effetti collaterali delle vaccinazioni siano di gran lunga più pericolosi del rischio connesso alle suddette malattie, danno una tirata d'orecchie al ministro Lorenzin. 
Il ministro si cospargerà il capo di cenere ed assicurerà che non succederà più. In Italia, con tutta probabilità, partirà una campagna di stampa contro i genitori che non vaccinano i figli, magari coniando anche il termine vaccinofobi che fa tanto politicamente scorretto, diranno che sono dei cattivi genitori e li metteranno alla pubblica gogna. Se mai non funzionasse, sanno bene che potranno sempre minacciare di portarli via alle famiglie, quello funziona sempre, così il fatturato delle multinazionali farmaceutiche rimarrà rinchiuso in una botte di ferro.