http://goofynomics.blogspot.it/2015/08/sulla-gestione-antropologica-della-crisi.html

domenica 23 agosto 2015

Sulla gestione antropologica della crisi
(vi metto in evidenza un commento appena ricevuto, che sistematizza in modo scientificamente rigoroso una serie di intuizioni che qui abbiamo via via confusamente enunciato, riferite alla psicodinamica antropologica e valoriale di certi concetti. Il problema è qui, e sono questi i motivi per i quali è estremamente improbabile che se ne esca senza uno sbocco di irrazionalità distruttiva. Ovviamente i responsabili di questa distruzione sono e restano i mediocri opinionisti che continuano ad alimentare queste dinamiche valoriali irrazionali, ricorrendo a strategie visibilmente menzognere a manipolatorie. Anche se lo sappiamo, è importante ribadirlo: chi mente è il primo violento, perché uccide la verità...)


Paolo Cogorno ha lasciato un nuovo commento sul tuo post "Tante nomine... nullum par elogium! (il 1938)":

Sulla Gestione Antropologica della Crisi:

Purtroppo anche io non mi sento particolarmente ottimista rispetto alla "gestione antropologica di questa crisi"; vedo una grande assenza culturale nella mia categoria (Psicoanalisti Psicoterapeuti) nel merito della materia economica e delle dinamiche economiche, nei nostri studi professionali (qui a Genova, il mio è sicuramente anche un laboratorio) la crisi entra drammaticamente e l'idiozia e la limitatezza comune è continuare a trattare questa materia come un fatto individuale, e non come una dinamica di gruppo, nella quale è in gioco la qualità di vita e la vita stessa delle generazioni...

In sintesi i punti critici che io vedo sono:

1)
Il Denaro è (piaccia o no) un valorizzatore e uno svalorizzatore affettivo, sganciarsi da questo "cambio" di valorizzazione dell'Ego implica un percorso che pochissimi fanno; conseguentemente nella società occidentale, il tessuto antropologico è inscindibilmente intriso e legato a categorie di povertà e di ricchezza, che guardacaso sono le stesse su cui fa leva la logica del mercato fine a sè stesso.

2)
La dinamica psicologica del Debito - Credito è una dinamica principalmente affettiva e archetipica nelle relazioni umane, non è un caso che la problematica (e la gestione) debito-credito è il perno centrale di questa crisi.

3)
Ricco e Povero alimenta una bipolarità comportamentale di tipo Depressione-Violenza. Depresso se mi sento privo di valore e di futuro (quindi privo di senso) che va bene all'establishment perché controlla meglio le masse … Violento ( e questa va molto meno bene all'establishment..) se invece, non riuscendo ad entrare in conflitto con il sistema … divento distruttivo … (che è un livello superiore all'incazzarsi.. tanto per essere chiari)

4) Entrambi i poli Depressione e Violenza sono l'altalena delle masse, entrambe le polarità hanno dinamiche inconsce di psicosi, cioè di un funzionamento della psiche (più che un disturbo, secondo me) in cui si perde il principio di realtà, ovvero si distorcono drammaticamente le proporzioni degli eventi, delle relazioni, dei valori.. (anche valori economici ovviamente).

La Violenza in un paziente si può manifestare in "agiti" (acting outs), in una massa attraverso conflitti agiti - (quindi anche guerre). La dialettica, ovvero il dialogo dove entrambe le parti hanno dignità è soppressa. lo vediamo bene nella dinamica dell'informazione o nella realtà delle stesse istituzioni europee. Peraltro ringrazio l'autore del blog per averci costantemente informato e illuminato su questo, rendendoci accessibile il linguaggio dell'economia.

5) La psicopatia e il proliferare di leader psicopatici e sociopatici SONO IL LIEVITO DEI CONFLITTI DI MASSA agiti (ovvero delle guerre). Gli psicopatici hanno caratteristiche abbastanza comuni, sono bugiardi, hanno grandi capacità empatiche ma sono affettivamente molto distaccati, provano le emozioni solo superficialmente, sono scollegati da un mondo emozionale profondo. Egocentrici etc.. etc.. fate voi i paralleli con le debite proporzioni.

Posso solo aggiungere che negli ultimi anni osserviamo una variante:
la diffusione di psicopatici che non hanno particolari qualità carismatiche, ma che sono espressione diretta di altri psicopatici burattinai... e attraverso i media hanno comunque successo e seguito (forse che la specie in questione si sia appiattita rispetto agli esemplari del 900 ?)


Sono tutti punti da approfondire ovviamente…

Le soluzioni ci sono? Certamente sì, bisogna vedere se abbiamo il tempo di consapevolizzare la maggior parte di quelli che possono contare (o andare a contare...). Diversamente la storia farà il suo corso antropologico di distruzione e ricostruzione.

Un saluto a tutti, e un grazie per la ricchezza culturale di questo blog..

Paolo Cogorno


(meravigliosa sintesi. Sono ormai convinto che la storia farà il suo corso...)

(p.s.: uno dei motivi per i quali dovete votare questo blog, è per portare all'attenzione di tutti post come questo...)