http://ilblogdilameduck.blogspot.it/

 

sabato 5 settembre 2015

Armi di migrazione di massa

L'importanza del gesto

Grazie a questo articolo di Maurizio Blondet, ho potuto scoprire un'interessantissima ricerca che analizza, senza tanti filtri emotivi ma in modo scientifico, il fenomeno delle migrazioni di massa dal punto di vista strategico. Questi spostamenti sempre più frequenti di masse di persone verso quei paesi che, ecco la stranezza, in vari modi sono sottoposti alle pressioni economiche e politiche che provengono da interessi sovranazionali o nazionali specifici, sono sempre più sospetti. Sembrano francamente provocati ad arte. 
Difatti, lo studio di Kelly M. Greenhill pubblicato in volume dalla Cornell University Press nel giugno 2011, e precedentemente oggetto di un articolo pubblicato nel 2008 sulla rivista specializzata "Civil Wars" (vol. 10, n. 1, pagine 6-21), è in grado di togliere ogni residuo dubbio sul fatto che siamo di fronte ad una nuova arma non convenzionale, quella che l'autrice chiama "arma di migrazione di massa".

Greenhill individua ed analizza più di cinquanta esempi di dispiegamento di quest'arma a partire dal 1953 e riassunti nelle tabelle che seguono, più di metà dei quali riuscirono ad ottenere lo scopo prefissato. Un risultato entusiasmante, commenta l'autrice, se si pensa che la percentuale di successo delle operazioni militari e diplomatiche convenzionali di coercizione impiegate ad esempio dagli Stati Uniti va dal 19 al 37,5%. Da come si evince dalle tabelle seguenti, l'arma è stata utilizzata sempre più di frequente e da una moltitudine di interessi internazionali e sovranazionali. Era del resto già opinione condivisa nel mondo scientifico che il massiccio afflusso di migranti dall'Est europeo e dalla DDR nella Germania Occidentale avesse contribuito alla caduta del Muro di Berlino ed accelerato la riunificazione tedesca. Prerequisito questo della futura unificazione germanocentrica dell'Europa attraverso la moneta unica. Dato che potrebbe fornirci utili indizi sull'identità dei possibili mandanti, o challengers, come li chiama Greenhill, della crisi attuale.


fonte

L'autrice ritiene che l'arma di migrazione di massa venga utilizzata a scopo punitivo per influenzare il comportamento e la politica dei paesi bersaglio, sfruttando a proprio vantaggio interessi interni al paese e giocando sui costi che ricadrebbero sulla popolazione civile locale. A differenza dei risultati che si ottengono convenzionalmente attraverso le armi ed il dispiegamento della forza militare, nel caso della migrazione organizzata ad hoc, l'uso della minaccia della bomba demografica è in grado di ottenere, nel paese target, scopi che convenzionalmente non potrebbero essere raggiunti.

L'arma di migrazione di massa rientra quindi a tutti gli effetti nel campo delle operazioni psicologiche e, aggiungo, nel set di strumenti dei fautori ed esecutori della Shock Economy.
Come spiega Greenhill, di fronte ad un improvviso afflusso di migranti, gli stati che fino a quel momento hanno predicato l'accoglienza senza condizioni vengono posti di fronte ad un ricatto morale: difendere i propri cittadini ed entrare in contraddizione con i propri principi di apertura e tolleranza, oppure rimanere coerenti ad essi, andando però contro gli interessi dei propri cittadini?
Proprio per le loro caratteristiche liberali e democratiche, i paesi occidentali sono i più vulnerabili al ricatto dell'arma di migrazione di massa e, difatti, i casi analizzati da Greenhill dimostrano che, nonostante il problema abbia riguardato anche paesi illiberali, i primi sono stati i più tradizionalmente bersagliati. Addirittura, secondo Greenhill, l'arma di migrazione di massa sarebbe addirittura l'arma perfetta per sottomettere gli stati a democrazia liberale. Ai voleri di chi democratico non è, evidentemente.
L'arma tuttavia, per il fatto di utilizzare persone (che ne subiscono in primis gli effetti devastanti) e non strumenti di precisione, non è sempre infallibile e può ottenere effetti indesiderati o addirittura ritorcersi contro l'aggressore. Perché, secondo Greenhill, la sua efficacia dipende dalla reazione dei paesi aggrediti rispetto all'aggressione. L'arma avrà successo, in pratica, se i paesi target giudicheranno inferiori i costi della resa rispetto a quelli della resistenza ad oltranza. 

Se ha ragione Greenhill, in base ai dati da lei raccolti analizzando i precedenti storici, venendo all'attualità, dove è in corso uno dei più fenomenali impieghi a tenaglia dell'arma di migrazione di massa ai danni dell'Europa, potremmo ipotizzare che avrà più possibilità di resistere uno stato forte, anche economicamente e sovrano (ad esempio l'Ungheria di Orbán) di un altro debole e privato di sovranità (pensate all'aggressione in corso alle isole greche, ad un paese già stremato dall'austerità economica imposta dalla UE). 
Secondo questo modello infatti, gli stati governati da partiti politici orientati ideologicamente al multiculturalismo ed all'internazionalismo se non palesemente antinazionalisti saranno più propensi a volere e dovere cedere al ricatto.
Secondo l'autrice, gli interessi imperiali internazionali e sovranazionali che utilizzano l'arma di migrazione di massa sfruttano le contraddizioni e gli interessi (anche materiali) politici ed economici interni e contrapposti della nazione bersaglio, blandendoli e, possiamo ipotizzare, concedendo loro le briciole della torta, forzandoli ad andare contro le norme e le leggi, utilizzando al contempo veri e propri ricatti verso quegli attori politici che resistono all'aggressione. Ogni riferimento alla caduta di Berlusconi nel 2011 è puramente casuale (?)

Non è straordinario? Non vi si stanno sturando le meningi come le orecchie quando saliamo di quota in montagna? 
A questo punto come non pensare, riavvolgendo il nastro, agli innumerevoli proclami della nostra classe dirigente, soprattutto collocata nel campo desinistra fuori ma mondialista dentro, riguardo a certe ineluttabilità da far accettare ad una popolazione interna intrinsecamente inferiore: "E' chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronte a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle, perché c'è una crisi in atto visibile, abbiamo bisogno di una crisi." 
E ancora, doverosamente omaggiando i padri dell'euro: "Un bel giorno ci sarà una crisi e si creeranno i nuovi strumenti."

Citando Greenhill:
fonte

Vi fischiano pure le orecchie? Bene. Ricordate il caso delle ondate migratorie dall'Albania nel 1990-1991, riportate anche da Greenhill nella tabella 1., e come furono risolte allora, mediante la concessione di aiuti e soprattutto la reazione ferma di una classe politica che non ammainò immediatamente bandiera bianca ma riconobbe il ricatto ed agì di conseguenza? Altri tempi. 
Da noi oggi si predica, a tamburini di latta unificati, la resa incondizionata.

Avete ancora dubbi? Per capire quanto questo studio sia importante per analizzare l'attualità in corso, e vi rimando al testo per tutti gli eventuali approfondimenti, guardiamo ai paesi maggiormente oggetto di attacco migratorio ed alle sue possibili motivazioni:

1) Francia. Perché il Front National rappresenta una forma di resistenza nazionale non solo alle ondate migratorie ma alle politiche di austerità imposte dalla UE ed è molto probabile che ottenga la vittoria alle prossime elezioni presidenziali del 2017. (Crisi di Calais).

2) Gran Bretagna. Per la difesa dell'interesse nazionale, risalente, riguardo alla problematica dell'euro, ai tempi dell'ultimo governo della signora Thatcher, strenua oppositrice della moneta unica in quanto strumento di cessione di sovranità e, ma questo i nostri partitodemocratici non lo capiscono ancora, antidemocratico. Per la minaccia di Brexit, ovvero di uscita del Regno Unito dalla UE, paventata dal governo conservatore di Cameron. (Crisi di Calais)

3) Italia. Per la crescente insofferenza dell'opinione pubblica nei confronti della moneta unica, le politiche di austerità recessiva, la crisi economica e la minaccia rappresentata dall'aumento di consenso verso i partiti nazionalisti come la Lega Nord, di protesta tour court o in sospetto di gatekeeping come il M5S a svantaggio dei partiti "collaborazionisti". Per gli amanti dei ricorsi storici, questa crisi dei barconi is the new Sbarco in Sicilia.

4) Ungheria e Repubblica Ceca. Per l'opposizione dei presidenti Orban e Zeman alla UE, la ritrosia ad entrare nella moneta unica, la dimostrazione che, al di fuori della UE e della sua moneta capestro, le economie sono libere di crescere. (Crisi dei profughi siriani)

5) Austria. Per la minaccia rappresentata dai movimenti e partiti nazionalisti e le minacce di uscita dall'euro che si concretizzano in iniziative referendarie che ottengono grande successo popolare. (Crisi dei profughi siriani).

6) Grecia. Per essere il paese a maggior rischio di uscita forzata per sopravvivenza dalla moneta unica, ma anche per essere al contempo il paese più debole del fronte, governato da un partito debole e collaborazionista minacciato anch'esso dalla crescita in consenso dei partiti nazionalisti. (Crisi dei profughi siriani.)

Se non è una guerra continentale, se non mondiale, questa, non saprei come definirla. 
Chi sono i possibili challengers? Alcuni sono facilmente riconoscibili, senza escludere la presenza di altri attori in seconda fila o dietro le quinte. Facciamo qualche ipotesi sui primattori immediatamente riconoscibili.

Gli Stati Uniti, o meglio, l'Entità economico-militare che ha preso il potere negli Stati Uniti all'inizio del millennio, che vuole imporre i suoi trattati economico-strategici con il TTIP, inseguire la sua agenda militare di dominio del "nuovo secolo americano" e nascondere i disastri planetari delle crisi provocate dalla sua finanza neoplastica. Che questa Entità inoltre stia disinvoltamente utilizzando il revanchismo islamico e le sue mire di Reconquista sull'Europa in maniera che definire sciagurata, se non folle, è poco, è più che un sospetto. Vedi il ruolo enigmatico dell'IS. 
Israele: che sarebbe ben contenta - Netanyahu l'ha detto più volte espressamente - di vedere gli ebrei che vivono nei paesi liberi e democratici d'Europa costretti a trasferirsi, dietro la minaccia dell'ondata migratoria islamica, nella cittadella del fallimento del sionismo, per tentare di mantenerlo ancora in vita. Ancora più vicini alla bocca del Moloch, per giunta! Una cittadella che dimostra la validità del modello di Greenhill perché, a parte la dotazione nucleare tattica che ha sempre il suo perché e dà rispetto in società, resiste difendendo gli interessi dei suoi cittadini e respingendo, anche con la forza, i migranti. A ragione, aggiungo.
La Germania, che cerca di nascondere la pelliccia del lupo mercantilista sotto il cappuccetto rosso della Madre Coraggio salvatrice dei profughi siriani.  A lei il meglio, a voi gli scarti. E quanto è bbuona la Merkel. 
L'Unione Europea. Una costruzione artificiale, antidemocratica, antiparlamentare ed illiberale che serve gli interessi locali (il mercantilismo della Germania) ed intercontinentali (sottomissione all'agenda neocon), alla quale è permesso dai suoi protettori di nascondere il proprio fallimento e prossima decomposizione angariando i paesi deboli della periferia sud con lo strumento della moneta unica e della Banca Centrale.
Non è escluso che a questi attori se ne possano aggiungere altri come la Russia, la Cina, i BRICS, i paesi arabi ed altri, e che coloro che vengono definiti challengers siano in realtà le maglie di una rete molto più complessa di interessi sovranazionali, prettamente finanziari, che è difficile racchiudere entro etichette nazionali e che manovrano ed utilizzano, al fine della diffusione della propaganda e della fornitura di agenti esecutivi, organismi internazionali, governativi e non governativi, gruppi di pressione, mezzi di informazione, ecc.

V'ho fatto la pirreviù. Riuscite adesso a cogliere appieno il simbolismo di questa immagine: la bandiera, la retorica, il marketing, perché proprio Vienna, e a sentire il tanfo insopportabile di falsità?


giovedì 3 settembre 2015

L'Anello si è svegliato

Giulia ha lasciato questo commento al post precedente:
Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
E' la Costituzione, cosi' per dire. Il concetto di sovranità era talmente basilare che il Padri Costituenti non avevano bisogno di discuterne più di tanto. E' trasversale sia alla destra che alla sinistra nel senso che la sovranità e' semplicemente il potere di decidere. A quei tempi si discuteva di quale classe sociale dovesse avere la sovranità perché c'erano gli stati e non si percepiva il pericolo che a decidere fosse qualcuno fuori dalla nazione. E invece hanno fatto il capolavoro. Hanno mascherato da internazionalismo (principio caro alle sinistre marxiste) uno spostamento del Potere dai luoghi dove il potere si esercita, nell'iperuranio. Perché se oggi si prova a percorrere dal basso verso l'alto la catena di comando di una regola che decide delle nostre vite, si finisce nel non-luogo dove delle potentissime non-persone senza volto governano il mondo.
Brava Giulia, grazie, hai centrato un punto importante. Quello della deresponsabilizzazione del potere, attuata proiettando su di noi le sue colpe e riuscendo a convincere quelli che, ad esempio, destinano il 2xmille al PD, di essere responsabili essi stessi della miseria, della distruzione dell'ambiente, degli esodi, delle guerre - come quelle scatenate in Medio Oriente per eliminare gli unici governi laici della regione e sostituirli con altri sempre più fondamentalmente islamici. Responsabilità, anzi COLPA, Schuld, con validità retroattiva fino al peccato originale di Adamo ed Eva.

Se un negriero (nero) vendeva i suoi simili al negriero bianco nel Settecento è colpa nostra. Se Mussolini partecipò al banchetto colonialista, arrivando per altro quando tutti gli altri predatori erano ormai all'ammazzacaffé, è colpa di chi è nato negli anni Sessanta e che, secondo il Roveto Ardente, ha gozzovigliato senza pensare a chi sarebbe vissuto nel 2060. Se oggi le multinazionali e la Cina saccheggiano l'Africa, la colpa è di Mussolini che non si parò a petto nudo di fronte alle navi dei negrieri portoghesi.
Se Netanyahu, mentre ancora sogna una Israele che si distenda fino all'Eufrate, paga i rwandesi affinché se ne tornino a casa e con i migranti economici in genere si comporta peggio di Orbán (si, l'IDF spara, signore mie, care putains au bon coeur), con l'inevitabile conseguenza che, se i migranti non vanno da loro e dagli altri paesi arabi ricchi, allora vengono da noi - e forse la cosa è voluta, ebbene, è colpa di Salvini.
Perché siete così calmi e rassegnati ad accettare colpe che non sono vostre, a non ribellarvi a chi vi vuole morti? Avete introiettato in senso politico-esistenziale le cinquanta sfumature di grigio?
Sveglia, cazzo! Quando i media si agitano tanto, tirano fuori i bambini morti - non bambini a caso ma quelli che paiono a loro, usano la parola SHOCK a ripetizione, e soprattutto vogliono farvi espiare i mali dell'intero mondo, cosa che nemmeno Gesù Cristo accetterebbe di nuovo di subire, dovrebbe scattarvi l'allarme, il salvavita, perché è segno che siete stati nominati come vere vittime sacrificali. Voi europei e voi italiani. Voi che dovete accettare l'inevitabile, la vostra fine, la vostra sottomissione e resa incondizionata di fronte a chi ha iniziato questa terza guerra mondiale per distruggere tutto il mondo, e che stavolta ci riuscirà davvero se non accadrà qualcosa di appena meno che miracoloso.

Siete così carini come agnelli sacrificali. Il pelo e il belato vi donano. Mi aspetto che prima o poi qualcuno attribuisca agli italiani l'aggettivo di deicidi e che essi lo indossino come un cilicio del quale andar fieri, belando, fino al patibolo.
"Ultrasecolare" addirittura. Si vede che non è keynesiano e che ignora che, per fortuna nostra, nel lungo periodo saremo tutti morti. 
(Il linguaggio corporeo è straordinario. Osservate il sussulto del pomo di adamo di Travaglio alle parola "inferiorità" pronunciata dal sociopatico: meglio di un picco sul grafico di un poligrafo. Però il "ma che cazzo sta dicendo" - che avrebbe incenerito chi non è abituato ad essere contraddetto - se uno non ce l'ha non se lo può dare. Peccato, Marco. Migliaia di pagine sull'infamità di Berlusconi, che io ho letto tutte avidamente, e nemmeno un'incazzaturina in diretta per il Doktor Morti che stava insultando anche te e i tuoi figli.)
Ormai vi sentite proprio vittime inside. Vi sento, idioti sdolciniani penitenziagitisti, come muggite come vacche al macello quando i vostri volonterosi carnefici, i boia, i cinici e schifosi spin doctor-morte vi scodellano sul social la foto dell'annegatino migrante che dovrà convincervi a sacrificare i vostri, di figli, sull'altare della cessione dell'Europa in pronta consegna all'ipernatalità del terzo mondo e all'Islam trionfante. Si, si, siamo colpevoli, avete ragione, siamo dei poveri scemi. Sopprimeteci, per carità. Siamo tutti Isacchi in cerca d'Abramo, senza un Dio che gli abbasserà la mano in tempo. Che non ne rimanga nessuno, di noi. L'Italia è di tutti, che vengano anche i saturniani da Saturno, che un meteorite ci distrugga, piuttosto che nasca un altro bambino italiano.
I lemmings in confronto sono animali intelligenti. Eppure non riesco ad odiarvi perché siete la mia gente e siete stati abbindolati, molestati e sedotti dalla peggiore razza schifosa di traditori che non sempre si riesce a smascherare in tempo. A volte riescono a convincerti così bene di essere i buoni che ci metti cinquant'anni a capirlo, che ti hanno fottuto. I maledetti xenofili che conosceva anche quel bonaccione e amante dell'Uomo di J. J. Rousseau:


Gli enciclopedisti fassisti!
Oggi uno che parla come il presidente ungherese Viktor Orbán è il Male: "Per noi oggi, la posta in gioco è l'Europa, lo stile di vita dei cittadini europei, i valori europei, la sopravvivenza o la scomparsa delle nazioni europee, anzi più esattamente, la loro trasformazione irriconoscibile. Oggi, la questione non è semplicemente in che Europa vorremmo vivere, ma anche se esisterà ciò che oggi chiamiamo Europa." 
Lo stile di vita europeo che dovrà essere sostituito da quello del migrante, ormai lo sapete. E' diventato virale (e io l'ho pubblicato già l'anno scorso, ingrati). 

Orbán, che non è attaccato solo per i migranti, figuriamoci, ma perché sta dimostrando che fuori dall'euro i paesi crescono e non muoiono, come accade alla
Repubblica Ceca di Zeman, anch'essa under attack con l'arma biologica della massa migrante deportata, è considerato un nemico dai "giapponesi" per i quali la Resistenza non è mai finita e per i quali la democrazia non è l'accettazione dell'esistenza di un avversario con il quale confrontarsi democraticamente, appunto, ma l'avere la propria sconcezza piddina al potere per questa Festadellunità permanente. Un potere assoluto e indiscutibile come quello delle coop in Emilia Romagna, oltretutto ammantato dell' insopportabile superiorità morale che ti dà l'autocoscienza di essere buono. Non bastavano le damazze con il nasetto all'insù; ora, per il Festival dell'Orgoglio Anti-italiano si sono mobilitati i carmelitani scalzi e riattivati geni autorazzisti come Iulo, il fustigatore delle clienti dei macellai. Tutti convinti dell'intrinseca inferiorità italiana, come direbbe il nonno di Spread e della necessità di arrendersi all'avanzata della Retrocessione nei secoli bui.
Vi do una brutta notizia. E' invasione e si tratta proprio di Eurabia, Kalergi o non Kalergi. 
Tanti indizi vanno a formare una prova, si dice.Vediamone alcuni, inferiti analizzando il frame attuale ed osservando i fatti:
1) Arrivano soprattutto islamici. Da ogni parte. Dall'Africa e dall'Asia. Gli islamici non si europeizzeranno, come mentono le pretesse e i preti xenofili, saremo noi a doverci islamizzare, probabilmente a forza. E' solo questione di numeri. Fu previsto che il ventre delle loro donne avrebbe dato loro la vittoria finale.
2) Chi sbraita da quattordici anni contro il terrorismo islamico non ha alcuna seria intenzione di distruggere l'ISIS, la sua ultima incarnazione, che fornisce l'alibi per la fuga dei profughi dal Medio Oriente. L'ISIS è un attore in commedia. L'ISIS è uno spauracchio, ma chi viene combattuto ed è stato già abbattuto dall'impero neocon nella trentennale "guerra contro il terrorismo" post 11 settembre non sono i governi confessionali islamici (che nemmeno partecipano alla redistribuzione dell'accoglienza dei veri profughi) ma gli unici governi laici che l'Islam abbia mai espresso. Quelli dove le donne potevano togliersi il velo e lavorare. Compresi i governi dei cattivi Saddam e Gheddafi, caduti i quali sono stati moltiplicati i morti e i profughi, e ora quello del siriano Assad, compatriota di quell'esserino spiaggiato e divorato dagli sciacalli della disinformazione. 
3) Il termine terrorismo islamico è sempre più spesso sostituito sui media da terrorismo, tout court. Se il sospettato è inequivocabilmente islamico, ora comincia ad essere quasi sempre "presunto" terrorista. Così tra un po' i terroristi, con un semplice click, saremo noi. E tenete presente che dall'11 settembre 2001 a poco tempo fa il nemico pubblico numero uno era il terrorismo islamico e ce lo ripetevano continuamente. Ora il nemico pubblico numero uno è chi rifiuta i migranti e, in seconda battuta, ma le cose sono collegate, chi si ribella al Nuovo Ordine Mondiale.
4) Il progetto di ripopolamento dell'Europa sponsorizzato dalle Entità Mondialiste, in barba a tutte le passate campagne allarmistiche sulla sovrapopolazione mondiale che per decenni lo spin ha indicato come uno dei mali della modernità: la massima preoccupazione per il contenimento della popolazione, i "nel 20xx sulla Terra ci saranno x miliardi di persone!!", "meno male che la Cina ha la politica del figlio unico", il controllo delle nascite e gli incentivi di fatto alla denatalità in Occidente. 
Piccola parentesi. Le famigliole che vedo passeggiare nei giorni di festa hanno quasi tutte due marmocchi al seguito. Il che mi pare un numero giusto per permettere a tali famiglie di mantenerli bene. Quindi, che "non nasca più nessuno" mi pare un'esagerazione, un prodotto, anche questo, dello spin per convincere gli italiani che sia giusta per loro la via dell'estinzione. Se gli italiani (scusate se distinguo tra italiani e stranieri ma sono fassista come Rousseau) potessero permettersi di formare una famiglia con due o tre figli senza i patemi d'animo economici odierni e le deportazioni da Trapani ad Ortisei degli insegnanti, per abituarli allo stile di vita del migrante,. non vi sarebbe alcun bisogno di importare le forestiere coniglie. 
5) Avete letto bene la lettera che ha ricevuto Giorgia Meloni dal sedicente Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), prima che il governo si accorgesse della gaffe della censura di fatto ad un parlamentare? 
Non le contestano mica il razzismo o il fastidio che provano ormai tanti cittadini italiani per l'eccesso di stranieri in giro a bighellonare in attesa, Dio non voglia ma non si sa mai, è già successo, del diritto di preda che si accorda agli eserciti di occupazione, ma solo la contrarietà rispetto alla preponderanza islamica dell'immigrazione ed ad eventuali infiltrazioni terroristiche con essa. Ovvero contestano ad un parlamentare italiano il fatto di essersi accorta che si tratta di Eurabia e di dirlo pubblicamente ai suoi elettori.
In fondo è la stessa cosa che accadde al Papa emerito (dimissionato? Dimissionario? Esodato? Inadatto a far ingurgitare, perchè incapace di indorarla mediaticamente, la capsula di cianuro ai fedeli?), colui che era in carica prima del Papa con la fanzine e le figurine. Ricordate la lectio magistralis di Papa Ratzinger il 12 settembre del 2006 all'Università di Ratisbona, dove accennò, citando Manuele Il Paleologo, alla natura potenzialmente violenta dell'Islam? Non l'avesse mai fatto. Per smentire il Papa islamofobo vi fu chi, in nome dell'Islam, manifestò inequivocabilmente la sua natura violenta.

Si torna sempre lì, alla grande domanda, quella che ci toglie il sonno. 
Perché l'Occidente, se è veramente minacciato dal terrorismo islamico, come ci ripetono dal 2001, non fa altro che facilitare l'instaurazione dei vari califfati in tutto il mondo arabo, mentre le signora Katz ci terrorizza con i suoi smaccatamente propagandistici snuff movies dei tagliagole, presentati come una piaga ineluttabile, un inevitabile castigo divino per le colpe, (siamo tornati alla COLPA) degli occidentali?
Qual è il messaggio? Prossimamente un Jihadi John o bande di neo-goumiers stupratori nel vostro quartiere, quindi preparatevi a farvi difendere da noi e dai nostri efficientissimi squadroni della morte?
E' dura pensare ed è quasi incomprensibile che i peggiori nemici dell'Islam stiano usandolo come cavallo di Troia per ridurre l'Europa ad un immenso carnaio ad immagine e somiglianza degli Stati Disomogenei d'America, ad un immenso campo di battaglia da affidare ai contractors, ma come fare a togliersi questo sospetto, questo tarlo? Difficile anche pensare che non finisca in un massacro mai visto precedentemente. Altro che sei milioni.
"L'America è violenta, girano armati". No, è il trailer di cosa diventeremo noi con la società multietnica forzata, per giunta castrata del patriottismo, che è l'unica cosa che tiene insieme Washington con S. Francisco, in nome dell'internazionalismo del "la Terra è di tutti e non esistono frontiere" degli amanti dei Goti, delle sinistre bene e degli altraguancisti cattolici ma non cristiani. Se non ci credete e siete multiculturisti, assuefatti agli anabolizzanti del volemose bene a senso unico, riguardatevi "Gangs of New York" di Scorsese.

(1)

Monti: “c’è qualcosa di intrinsecamente inferiore nell’Italia”

Il senatore a vita Mario Monti ieri sera, 2 settembre 2015, è stato ancora ospite televisivo su La 7 durante il programma “In onda”. Parlando con il giornalista Marco Travaglio ha tirato fuori dal cilindro l’ennesima perla del suo repertorio arrivando al vilipendio della nostra Patria ed all’insulto verso ogni italiano che, a differenza sua, non sia un servo prono al volere della finanza internazionale.

La frase pronunciata è sconcertante ed il fatto che sia stata rivolta come domanda al giornalista Marco Travaglio non modifica la sua natura. Monti, prima della domanda, fa proprio il pensiero racchiuso nella stessa chiedendo semplicemente a Travaglio se lo condividesse o meno:

“Volevo chiedere a Travaglio, il fatto che abbia dato l’impressione anche lei di pensare che,in aggiunta a certi limiti dei governanti o di certi governanti, c’è però, lei dice, un paese poco serio un paese cialtrone, allora dobbiamo, io ho riflettuto molto su questo tema, credo come tutti noi, dobbiamo davvero convincerci che c’è qualcosa di intrinsecamente inferiore nell’Italia e quindi, o rassegnarci o vedere la soluzione in un ultra secolare processo di educazione delle future leve degli italiani, cioè può dirci una parola sul bilanciamento tra accusa ad un Paese ed accusa a singoli governanti“.

In sostanza Monti insulta l’Italia definendola un Paese intrinsecamente inferiore agli altri ed afferma che il suo pensiero, di cui chiede a Travaglio l’eventuale condivisione, sia che l’inferiorità riguardi propriamente il popolo italiano e non solo i suoi governanti, insomma gli inferiori siamo tutti noi!


lunedì 31 agosto 2015

Ci salveranno i cattivi, perché i supereroi ci vogliono morti

Eh si, cari. Toccherà sporcarsi i vestitini belli andando a chiedere aiuto al supervillain Putin, sperando nella generosità della Matrioska Rossija, e a chiunque altro possa aiutarci a salvarci da questo porco e fottuto delirio mondialista. Foss'anche il Demonio in persona o chi viene dipinto come tale. Vi do la brutta notizia. Potremmo doverci servire di fascisti, nazionalisti, populisti, mafiosi, razzisti, canaglie redente, putains au bon coeur, canaglie ma con una dignità ed afflitti da quel difetto congenito imperdonabile e schifoso che è il patriottismo. Siete avvertiti. In tempo di guerra si mangiano anche i gatti, a stufatino. Ve ne toglierete la voglia.

Questo perché i buoni, i supereroi: Capitan America, gli Uomini Ragno, i Batman vestiti di bianco, gli Uomini Invisibili e le Wonder Women, ottuse, cretine e più cattive e nefaste dei loro maschi, ci vogliono morti. Lo stanno facendo, ucciderci, proprio con il loro buonismo velenoso, all'arsenico, che ci avvelena giorno per giorno. 
Se non ci accorgeremo in tempo dell'ennesimo inganno, ovverosia che in questo orrendo filmaccio di inizio millennio i cattivi non sono quelli che ci vengono indicati come tali, ma quegli altri, moriremo come tanti Napoleoni nelle nostre Sant'Elene, isolette da dove, esiliati in quanto appestati dall'Ebola della nostra inferiorità morale di smascheratori della realtà ed indagatori dell'incubo europeista e mondialista, quindi fascisti e razzisti, i supereroi ci esilieranno per banchettare felici e indisturbati sulle rovine dell'Europa. 
Riusciranno a farlo assieme ai "nuovi europei", ai mutanti del melting pot artificiale ed altamente tossico ed esplosivo da loro creato e che stanno usando come suprema arma di distruzione di massa; assieme ai loro goumiers che attendono solo il via libera per, quando saranno in numero sufficiente, scatenare saccheggi che potranno oscurare la memoria di Nanchino? No, perché la guerra civile come prassi e come nuova arma rivoluzionaria, della rivoluzione transmediterranea, ovvero la nuova potenziale barbarie di importazione, dei metodi da Utu e Tutsi, il razzismo - che è sempre reciproco, e loro lo sanno perfettamente - agito sul campo, agito in senso psichiatrico, agieren in senso freudiano, porterà solo alla reciproca distruzione. La materia a collidere con l'antimateria. Non è scontro di civiltà, caro Huntington, ma l'inciviltà lanciata consapevolmente a bomba contro la civiltà da chi si è illuso di poterla dominare e invece nasconde, facendolo, un'inconscia voglia di autodistruzione. Perché il buonismo, che ti fa vedere tutti buoni, ti impedisce di capire che la bontà è un'eccezione perché l'Uomo, in quanto Uomo, è cattivo. Una bestia immonda che si scatena appena lo metti nel giusto contesto. E' etologia. Metti dei dominanti in una gabbia con altri dominanti o con dei sottomessi e sarà carneficina. Non è Hitler, è Dio padre onnipotente ed eterno, per chi ci crede. La Natura, per i laici.

Stanno scatenando l'apocalisse contro quest'Europa che vogliono distruggere dopo secoli di cultura inarrivabile ed illuminata da multiformi ingegni - altro che solo salvata dalle guerre fratricide, luridi figli di puttana! - e dalla quale nacquero la democrazia, lo stato di diritto e il potere parlamentare che, per la prima volta, hanno permesso anche al cialtrone del voto di appartenenza di contare e decidere del destino del suo vicino di casa. Democrazia che tuttavia ci permette di esprimerci, di parlare (ancora per quanto?) perché comprende, di serie, il concetto di libertà. Democrazia che ora viene svilita, asservita agli interessi degli apprendisti stregoni che, prigionieri del loro pensiero magico, si illudono che, all'ultimo momento, arriverà il Magus ex machina a fermare le loro scope impazzite che stanno inondando il mondo di denaro fasullo e di cavarsela con un calcio nel culo, mentre invece creperanno anche loro con il collo segato quando le scope molleranno i secchi ed impugneranno i coltelli dei loro compari d'Anello tagliagole.

Questa scelleratezza, questo giocare con il cerino acceso in un deposito di dinamite, ha qualcosa che assomiglia tanto alla vendetta di chi, per il fatto di aver trovato il regulus per mutare la merda in oro e, chissà, essere arrivato a dominare il fulmine, il terremoto e la tempesta, è convinto di essere Dio e di poter lanciare la sfida ultima a sé stesso. Un Dio vendicativo e feroce che tradendo la sua natura umana, ha perso completamente il lume della Ragione. Continuo a pensare al cowboy demente che cavalca la bomba atomica al grido di "Hee Haw!!" nel finale del "Dr. Stranamore" di Kubrick. Sarebbe colui Dio? Un imbecille totale? "Si", ci dicono, "non è meraviglioso, pezzenti?"

I buoni vorrebbero che non capissimo che quello che stanno attuando, da una parte impoverendoci con il loro sterco fasullo e dall'altra dresdizzandoci ogni sera con tonnellate di melassa immigrazionista che, invece della pietà, non fa che incendiare il nostro razzismo latente (non c'è mica da vergognarsi, il razzismo non esiste solo quando non ve ne è motivo) e finiranno per farci perfino cominciare a guardare con simpatia i cappucci bianchi del Ku Klux Klan, non è altro che il vecchio colonialismo reloaded. 
Ci hanno fatto l'Australia, il Canada, per non parlare degli Stati Uniti, con quel metodo infallibile. 

Prima mandano in avanscoperta bonari preti di campagna e fratacchioni a benedire i nativi e a distribuire collanine, sigarette e stecche di cioccolata e a predicare la tolleranza e l'apertura verso le altre culture. Multiculturalismo è bello; la tradizione locale, il tuo dialetto sono brutti. Anzi, fascisti. Devi aprirti al mondo.
Poi partono i bastimenti carichi di galeotti e puttane per marcare il territorio. 
Solo alla fine dell'operazione, eventualmente, attivano le santedonne e i santuomini pellegrini, i bravi emigranti e i volonterosi zappatori.
Nessuna civiltà precedente ha comunque  mai retto il frontale dell'invasione del proprio territorio e tutti gli invasi hanno dovuto sempre difendersi - ahimè invano - con la violenza. Ditelo alle buonesse che credono di ammansire il migrante infoiato sventolando la gaia bandiera della pace e dell'accoglienza come muleta di fratellanza.

Non vogliono che si chiami invasione, i supereroi, ma io fascisticamente me ne frego. Nel nostro caso, ma in quello dell'intera Europa, pensiamo alla povera Grecia, sfruttando la concomitanza di una feroce crisi economica sistemica, scatenata da loro stessi, hanno intensificato l'invio di navi cariche di disperati che dura per altro da decenni, con un'alta percentuale di veri poveri e veri bisognosi di asilo provenienti dalle guerre imperiali e che devono essere ipocritamente "salvati". 
Stanno comunque già alzando il tiro. Continuano a chiamarli profughi, così ti senti in colpa se cominci a chiederti se non siano troppi tutti questi sconosciuti attorno a casa, ma invece dei poveri ed affamati fanno sbarcare giovinastri pretenziosi ed arroganti, convinti della superiorità della loro razza nera, intrisi di balotellismo, reclutati al paese dai gatti&volpe che li hanno convinti a seminare gli zecchini nel campo dei miracoli e fatti salire sui gommoni dagli omini di burro che hanno promesso loro il Paese dei Balocchi e che, una volta giunti a contatto con la nostra durezza del vivere e la risicata generosità delle cooperative, si incazzano contro i bianchi rassisti. Fateci caso. Siamo sempre i bianchi rassisti. 

Secondo me siamo già alla fase successiva, all'ondata degli avanzi di galera - di cui i loro paesi immagino si liberino volentieri - che stanno cominciando a delinquere pesantemente, assaltandoci in stile Johannesburgh,(dove le case isolate devono essere difese con reti elettrificate), ammazzando, stuprando e rubando il rubabile. 
Eppure, anche di fronte all'efferato assassinio di due anziani in Sicilia da parte di un criminale che non aveva alcun titolo a venire nel nostro paese e che era ospitato nel centro di accoglienza oggetto di inchieste di magistratura sulla cosiddetta Industria dell'Accoglienza, c'è chi insiste ad imbrattare i giornali con la propria merda buonista, giustificando, perdonando, obbligandoci a porgere con la forza quella maledetta altra guancia e facendoci ingoiare l'insopportabile ingiustizia dell'accusa di razzismo a senso unico, dell'ingoia e taci perché così è deciso. Nel silenzio complice di autorità inesistenti che non sanno dire una parola di conforto ma solo fare la lurida morale ai propri cittadini esasperati, giocando con il fuoco in un territorio dove la Mafia potrebbe recuperare il suo antico ruolo di difensore degli indifesi, e che ribadiscono solo, con il loro silenzio, la loro complicità e il fatto che siamo soli ed appunto indifesi di fronte a questo grandioso progetto di destrutturazione e ristrutturazione violenta dell'Europa. 
 
Sembra un secolo invece che la nostra classe dirigente reagì come sappiamo quando l'Albania ci mandò una nave di galeotti a scopo intimidatorio. Mettendo in piedi l'operazione Pellicano, ovvero "la dislocazione di 700 militari italiani al comando del generale Antonio Quintana in Albania, con il compito di evitare esodi, gestire gli aiuti umanitari, distribuire generi alimentari e assicurare la cooperazione tecnica." Era il 1991 e, rispetto ad oggi, sembravamo perfino ancora un paese sovrano. Anche i comunisti come Napolitano erano per gli immediati respingimenti di persone che, ieri come oggi, non avevano alcun requisito per goderne dell'indiscutibile diritto d'asilo. Si potevano ancora chiamare addirittura clandestini e chi tra loro delinqueva, delinquente.
Poi qualcosa è cambiato. Sono arrivati i maledetti anni 2000, il guanto in faccia a Dio è stato lanciato e il mondo ha iniziato a girare al contrario come un disco satanico. Stiamo velocemente regredendo agli anni bui ma potremmo fare ancora meglio. Arrivare a quella clava con la quale combatteremmo la quarta guerra mondiale dopo aver combattuto la terza. Come diceva Einstein.

P.S: Ho sempre odiato i film post-apocalittici alla "Mad Max". Ora so perché.