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sabato 26 settembre 2015

Confiteor (gli idioti)

Fratelli, deposta ogni superbia vengo a voi per confessarvi un mio peccato di pensiero. Seguiranno alcuni peccati di parole.

Ricordate questa foto?

(fonte).

Voi cosa avete pensato quando l'avete vista? "Boia, che botta!" O anche: "Visto Renzi? Fa tutto quello che a Berlusconi non sarebbe stato permesso fare!" O anche: "Celerini assassini!", ecc.

Io non sono riuscito a fare altro che rivolgere alla sfortunata, cui va la mia solidarietà, una semplice domanda: "Ti piace l'euro?"

E voi direte: "Ma sei un maniaco! Che c'entra l'euro! Quelli erano centri sociali che protestavano contro Renzi per via dell'
Italicum, o della "buona scuola", o non ricordo" (e non se lo ricordano forse nemmeno loro). "Cosa avrebbe a che vedere questa protesta politica con la moneta! L'euro è solo una moneta!"...

Ecco, parliamone, parliamo degli idioti, di quelli che "l'euro è solo una moneta...".

Sono quattro anni,
fin dall'inizio di questo blog, che vi avverto del fatto che la crisi che stiamo vivendo non è una crisi di debito pubblico ma di competitività, cioè di debito estero. Insomma, quello che oggi dice anche Giavazzi, il quale però non dice quello che voi avete capito e Monti ha confessato: che l'austerità sarebbe stata necessaria per riportare in equilibrio i conti con l'estero, perché tagliare la spesa pubblica significa tagliare i redditi privati, e quindi, in un sol colpo, le importazioni, e il costo del lavoro (via disoccupazione, come vi avevo altresì spiegato). E voi direte: "Bè, ma dai, ridurre i costi è bello, così si diventa più efficienti!"

E gnente...

Non ce la fate...

Quello che per l'imprenditore è un costo, per il dipendente è una entrata, ma questo nel dibattito sfugge, anche perché, appunto, si parla sempre di "costo del lavoro", e mai di retribuzioni...

L'austerità serviva a creare disoccupazione, che serviva a forzare al ribasso il costo del lavoro (cioè i vostri redditi, di tutti voi, nessuno escluso), che serviva a far ripartire le esportazioni, che servivano a ripianare le posizioni passive sull'estero del paese. Un film visto mille volte e che vi ho descritto in ogni e qualsiasi possibile modo.

Naturalmente in questo contesto erano necessari due ordini di provvedimenti legislativi: quelli che favorivano i licenziamenti (Jobs act), e quelli che limitavano la democrazia (Italicum, riforma del Senato, ecc.). Sì, perché naturalmente l'aggiustamento tramite disoccupazione e taglio dei salari è una scelta politica: scelta che è stata fatta quando si è inibito l'aggiustamento tramite cambio, che non ha
mai e da nessuna parte seriamente danneggiato i salari dei lavoratori (escluse alcune economie sudamericane per i motivi che sapete). Più esattamente: inibire l'aggiustamento tramite il cambio, cioè entrare nell'euro, è stata una mossa decisiva per attaccare i diritti dei lavoratori e lo Stato sociale, e di questo si aveva piena coscienza politica negli anni '70, e piena coscienza scientifica nei decenni successivi. E siccome questa scelta politica va contro gli interessi della maggioranza, è chiaro che per renderla politicamente sostenibile, oltre a espandere la propaganda, occorre comprimere la democrazia.

Insomma: se difendere il lavoro è di sinistra, l'euro è di destra.

Ma oggi gli "intellettuali" di "sinistra" se lo sono dimenticato...

Perché?

I motivi sono tanti, e complessi, ma oggi mi voglio soffermare con voi sui due più schifosi, che riguardano, in particolare, i nostri amici insegnanti: la presunzione, e la certezza di avere le chiappe al sicuro.

Partiamo da quest'ultima.

Vi ho detto che tutti sarete colpiti, e quando dico tutti, intendo tutti, e anch'io (che, fra l'altro, sono già stato colpito in termini di lucro cessante da diversi provvedimenti di blocco degli stipendi, come tutti i miei colleghi. Non c'è stato il danno emergente, il taglio, ma arriverà, vedrete...).

Tutti. Capito cosa significa tutti?

Voi direte: "Ma se il problema è la competitività, allora che c'entrano il medico o il magistrato? Loro mica esportano?" Eh, poveri cocchi... Ma come fate, ad esempio, a fare i medici, senza capire che cos'è un organismo? Ve lo faccio spiegare da un altro che non era stato capito, con parole sue, dove a 10% dovete sostituire 20%, perché questa è l'entità dell'aggiustamento di cambio che ci occorrerebbe, e quindi l'entità del taglio (passato, presente, o futuro) dei vostri salari nominali:


Ecco. Questa pagina dove Keynes descrive le conseguenze per l'Inghilterra della decisione di Churchill di rientrare nel
gold standard con un cambio sopravvalutato del 10% si attaglia perfettamente alla situazione italiana, dove l'euro ha determinato, nel tempo, una sopravvalutazione reale del 20%. Peraltro, ribadisco: il fatto che queste dinamiche fossero note implica che chi ci ha consegnato ad esse lo abbia fatto in larga parte scientemente.

La conseguenza socialmente più distruttiva di un cambio fisso sopravvalutato (come necessariamente è l'euro per i paesi "deboli") è che esso automaticamente innesca una guerra fra poveri. Le industrie esportatrici sono colpite per prime (e l'Italia è un paese di industrie esportatrici). Ma poi deve toccare agli altri, perché si ristabiliscano, con un compromesso al ribasso per tutti, condizioni di vita sopportabili per i primi che sono stati colpiti. Si scatena, insomma, una larvata guerra civile, nella quale, come in ogni guerra civile, tutti perdono, perché quella che viene persa è la cosa più importante: il senso di comunità, di solidarietà, la percezione di un interesse comune, che non viene percepito perché non c'è più, viene sostituito da un devastante "io speriamo che me la cavo".

La volete vedere la guerra fra poveri in azione?

Eccola: oggi i medici si lamentano dei tagli. Ma dove erano quando gli insegnanti protestavano per la buona scuola? E gli insegnanti dove erano mentre imprenditori e operai si gettavano dalla finestra?

Ognuno, finché toccava agli altri, se ne è stato tranquillo a casa sua, a giocare coi propri figli, con la serena coscienza di aver fatto (o di non aver fatto) il proprio lavoro e la stolta presunzione di essere intoccabile.

Ma non è così.

Sarete toccati tutti, e tutti in modo ingiusto.

Ma voi siete idioti. Pensate a
ta idia, ai fatti vostri, e non c'è santi di far maturare in voi un minimo di coscienza di classe, soprattutto se si usa il linguaggio dei fatti, per parlare a tutti, e non il polveroso, stantio e autoreferenziale linguaggio liturgico della "sinistra". E allora, perdonatemi, ma:



E poi, oltre all'egoismo gretto, all'incapacità di allargare i propri orizzonti, c'è l'altro fetido peccato che condanna questo paese: la presunzione.

Parlavo una sera con un'insegnante che ha capito, e le esprimevo con rabbia il mio dolore nel constatare l'impossibilità di far capire ai suoi colleghi quanto sta accadendo loro. E la sua risposta è stata: "Ma è così: gli insegnanti sono presuntuosi". Cioè piddini, in senso antropologico, cioè persone che sanno di sapere, ma non sanno un beneamato cazzo. D'altra parte, li capisco. Questo Stato già da tempo li bistrattava. E allora, purtroppo, per tenere coeso il proprio eguccio più o meno fragile è chiaro che l'unica risorsa a disposizione, nello sfaldarsi del prestigio sociale, diventa la coscienza di una propria presunta superiorità intellettuale.

Posso capirlo.

Ma posso anche pensare, con un minimo di
Schadenfreude, che se chi insegna storia ai miei figli non è in grado di vedere la Storia ripetersi, forse è meglio che vada a fare un altro lavoro.

O no?

Perché quello che sta succedendo è già successo, anche qui.
Il fascismo (storico) è austerità, come forse converrebbe che chi insegna il fascismo studiasse, ed è anche stato (guarda caso) moneta "forte" (quota 90, a valle della decisione di Churchill di cui al brano di Keynes che vi ho citato), e la moneta unica europea nasce come progetto nazista. E se gli insegnanti di storia che pensano di sapere tutto, e che pensano che l'euro sia solo una moneta perché gliel'ha detto Gallino (quale pesante responsabilità porta con sé quest'uomo...), non leggono più, forse avranno almeno la bontà di guardare un video che pone loro qualche domanda:

Ma a che pro? Loro, gli insegnantucoli, quelli che col ciglio assolutamente asciutto hanno visto crollare i lavoratori dei settori esposti alla concorrenza, le risposte le hanno tutte. Gliele hanno messe in bocca i loro sciamani. È stato impressionante ieri osservare su Twitter il livello dei seguaci di Gallino, dopo che il Fatto Quotidiano ha pubblicato la sintesi di
questo post: "l'economia è come la filosofia, non è una scienza...".

Questo è il livello di demenza collettiva al quale si arriva quando persone autorevoli emettono messaggi fuorvianti travalicando l'ambito delle proprie competenze.

 Ed è così, sulla base dell'incompetenza e della menzogna (tecnica), che si costruisce un ceto medio intellettuale tutto idiozia (etimologica) e presunzione. Questo ceto medio intellettuale, ad oggi, è l'ostacolo più rilevante nel percorso di maturazione di una coscienza collettiva dei nostri problemi. Non sono quindi convinto che la strage che la crisi farà di questo ceto, che non è una strage di innocenti, ma di colpevoli o al più di ignavi, sia qualcosa di totalmente negativo. Qualcuno, riavvicinato alla durezza del vivere, deporrà la propria presunzione e capirà. E toccherà a tutti: prossima fermata, i miei colleghi; fermata successiva: i magistrati.

Ma la maggior parte di loro continuerà a vivere nel pensiero magico, a pensare che Renzi ce l'abbia con loro, perché è cattivo come la matrigna di Biancaneve, e che la colpa sia della coruzzzzzzzzzione che ha fatto aumentare il debito pubblico.

L'umità di leggere un dato non l'avranno mai, questi idioti, e la loro idiozia tirerà a fondo tutto il paese.

Ed ecco perché, a fronte della prima foto, dentro di me non ho trovato altro che sarcasmo.



(...ieri sera qualcuno ha pensato che con "strage degli idioti" mi riferissi a una cosa successa in Arabia Saudita, che peraltro ignoravo: non ho televisione e i giornali li leggo solo se ci scrivo. Saranno tutti querelati. Keynes reconnaitra les siens...)