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http://scenarieconomici.it/brexit-lappello-di-boris-johnson-sul-telegraph-please-vote-leave-on-thursday-because-well-never-get-this-chance-again-di-giuseppe-palma/

 

#Brexit L’appello di Boris Johnson sul Telegraph: “Please Vote Leave on Thursday, because we’ll never get this chance again” (traduzione di Giuseppe PALMA)

#Brexit – referendum in UK del 23 giugno 2016.

Riporto qui di seguito la traduzione in italiano dell’articolo/appello che il num. 2 del partito conservatore inglese, Boris Johnson (ex sindaco di Londra e oggi parlamentare), ha rivolto ai britannici sulle pagine del Telegraph il 19 giugno:

Di questi tempi molti si lamentano dell’esercizio del voto. Dicono che non faccia alcuna differenza. Dicono che, qualsiasi partito si scelga, tanto non manterrà le promesse. Dicono che tutto sommato non valga proprio la pena occuparsene.

Be’, dite ciò che volete ma questa campagna sul referendum segna il momento di una decisione fondamentale. Quando prenderete al vostra scheda elettorale, giovedì, avrete nelle mani il potere di trasformare l’attuale assetto democratico della Gran Bretagna verso il meglio. Potete cambiare l’intera storia europea – e sono convinto che se voterete “Leave” il cambiamento sarà enormemente positivo.

Cosa offre il campo del “Remain”? Nulla. Nessun cambiamento, nessun miglioramento, nessuna riforma. Nulla se non la continua e desolante erosione della democrazia parlamentare nel nostro paese. Se votiamo “Remain” staremo chiusi nel sedile posteriore dell’auto, guidati da qualcuno che non parla Inglese nemmeno tanto bene, e che va in una direzione nella quale noi non vogliamo andare.

Se la Gran Bretagna vota per restare nell’UE, saremo soggetti a un sistema sempre più anti-democratico, che al momento è responsabile del 60 percento delle leggi che giungono a Westminster, un fenomeno che contribuisce fortemente all’attuale apatia degli elettori, alla sensazione che non possiamo più controllare il nostro destino e che il voto non cambierà nulla.

Se votiamo “Remain” non facciamo nulla per dare una scrollata alle élite di Bruxelles che hanno imposto l’euro sul continente, che hanno gettato una generazione di giovani nel rottamatore e che se ne stanno nella più totale indifferenza di fronte alla miseria che hanno causato per amore della loro ideologia bancarottiera.

Rimarremo prigionieri di un regime commerciale che non permette al nostro paese – la quinta economia del mondo – di trattare liberamente con l’America, la Cina o l’India, o qualsiasi altra economia in crescita nel mondo. Questo perché il privilegio delle trattative è riservato esclusivamente ai gerarchi della Commissione Europea, il cui ampio personale è composto per solo il 3,6 percento di britannici.

Se restiamo vedremo il nostro peso e la nostra influenza a livello globale diminuiti, non aumentati – dato che l’UE ci spinge spietatamente fuori dalle nostre posizioni negli organismi internazionali come il FMI, l’ONU o il WTO, e perfino nel North East Atlantic Fisheries Management Board, che decide il destino della pesca in ampie aree delle acque territoriali britanniche. L’Islanda ha un posto, la Norvegia ha un posto, le Isole Faroe hanno un posto. Il Regno Unito invece è rappresentato dalla Commissione Europea.

Non siamo né più potenti né più influenti per il fatto di essere seduti alla tavola di Bruxelles – guardate ai miseri risultati delle cosiddette rinegoziazioni dell’inizio di quest’anno. Siamo soffocati. È un’illusione pensare che se votiamo “Remain” scegliamo in qualche modo lo status quo. Lo status quo non è tra le opzioni disponibili. Se restiamo dentro saremo coinvolti, volenti o nolenti, in un disperato tentativo di tenere insieme i cocci dell’euro costruendo un governo economico dell’Europa.

Abbiamo già visto che possiamo sempre essere tirati dentro in un salvataggio dei paesi debitori. Abbiamo visto – in assenza di controlli alle frontiere – come la disperazione del sud dell’Europa contribuisca all’imponente flusso di immigrazione, che non mostra segnali di diminuzione. Se votiamo per restare, temo, tutto il carrozzone UE continuerà allegramente per la sua strada. Se penso all’orgia di pacche sulle spalle, innaffiata di champagne, che ci sarà venerdì a Bruxelles in caso di “Remain”, mi viene da piangere. Non dobbiamo lasciare che avvenga.

Pensate a ciò che possiamo ottenere se votiamo “Leave”. Possiamo riprendere il controllo di enormi somme di denaro – 10,6 miliardi di sterline nette per anno – e spenderle per le nostre priorità. Possiamo riprendere il controllo delle frontiere e stabilire un sistema in stile australiano, basato sui punteggi, che sia equo sia per le persone che vengono dall’UE che per quelle che vengono dall’esterno.

Possiamo stringere accordi commerciali che la stessa Commissione UE ritiene possano creare altri 300.000 posti di lavoro. Ma soprattutto possiamo riprendere il controllo sulle leggi che vengono approvate e stabilire aliquote fiscali che siano nell’interesse dell’economia britannica. Possiamo ri-orientare la nostra economia verso il mondo intero invece che confinarci in una UE che ora conta solo il 15 percento del PIL globale.

Perché non dovremmo farlo? Quando mai nella nostra storia abbiamo commesso un errore nel credere nella nostra capacità di autogovernarci? Col procedere di questa campagna, il fronte del “Remain” è diventato sempre più isterico nelle sue minacce e nei suoi avvertimenti, al punto che ben pochi credono a queste cose ora. Il Fondo Monetario Internazionale? Solo due anni fa il Ministero del Tesoro denunciava aspramente (e giustamente) il FMI di deprimere la Gran Bretagna.

La gente riesce a percepisce i veri motivi dietro il Progetto Paura. Non c’è né idealismo né internazionalismo. C’è solo una comoda élite di politici, lobbisti e burocrati che si proteggono a vicenda e difendono i loro interessi personali.

Infine, i sostenitori del “Remain” stanno cercando disperatamente di suggerire che chiunque voglia uscire dall’UE sia in qualche modo contro lo spirito della Gran Bretagna moderna, contro l’apertura, la tolleranza e la decenza. Che nonsenso, e che insulto alle persone di tutte le etnie, partiti ed età, che vogliono semplicemente riprendere il controllo democratico in questo paese.

Siamo noi che vogliamo restituire il potere al popolo. Siamo noi che ci opponiamo a un sistema corporativista ed elitista che non ammetterà mai i propri errori. È questo il motivo per il quale crediamo nella democrazia – perché è il modo migliore che l’umanità ha trovato per correggere gli errori di chi governa. Siamo dei pazzi a gettarla via.

È tempo di credere in noi stessi e in ciò che la Gran Bretagna può fare, di ricordare che abbiamo sempre fatto il nostro meglio quando abbiamo creduto in noi stessi. Certo, possiamo continuare a fornire una guida e un sostegno all’Europa – ma a livello intergovernativo, non al sistema sovranazionale dell’UE.

Spero voterete “Leave” e vogliate riprendere il controllo del destino di questo grande paese. Se votate “Leave” ora tutti i vostri voti futuri conteranno di più. Questa opportunità non verrà una seconda volta nella nostra vita, prego solo che non ce la perdiamo“.

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http://www.telegraph.co.uk/news/2016/06/19/please-vote-leave-on-thursday-because-well-never-get-this-chance/

Please Vote Leave on Thursday, because we'll never get this chance again

 
Make it matter again: vote leave

People often complain about voting these days. They say it doesn’t make any difference. They say that whatever party they choose they get the same old broken promises. In fact, they say there is no point in bothering at all.

 Well, whatever you say about this referendum campaign, it is a moment of fundamental decision. When you pick up your ballot paper this Thursday, you have it in your hands to transform Britain’s current democratic arrangements for the better. You can change the whole course of European history – and if you vote Leave, I believe that change will be overwhelmingly positive.

What is the Remain camp offering? Nothing. No change, no improvement, no reform; nothing but the steady and miserable erosion of parliamentary democracy in this country. If we vote Remain, we stay locked in the back of the car, driven by someone with an imperfect command of English, and going a direction we don’t want to go.

If Britain votes to Remain in the EU, then we continue to be subject to an increasingly anti-democratic system that is now responsible for 60 per cent of the law that goes through Westminster – a phenomenon that contributes so powerfully to the modern voter’s apathy, the sensation that we no longer control our destiny, and that voting changes nothing.

If we vote Remain, we do nothing to rebuke the elites in Brussels who have imposed the euro on the continent, and thrown a generation of young people on the scrap-heap, and who are utterly indifferent to the misery they are causing for the sake of their bankrupt ideology.

We will remain prisoners of a trade regime that will not allow this country – the fifth biggest economy on earth – to negotiate with America, or China or India or any of the other growth economies of the world; because that privilege is reserved exclusively for the hierarchs of the European Commission, of whose vast staff only 3.6 per cent come from this country.

If we stay, we will find our global influence and weight not enhanced, but diminished

If we stay, we will find our global influence and weight not enhanced, but diminished – as the EU ruthlessly cuckoos us aside from our seat on international bodies, from the IMF and the UN and the WTO to even the North East Atlantic Fisheries Management Board, which determines the fate of the fish in so much of UK waters. Iceland has a seat; Norway has a seat; the Faroe islands have a seat. The UK is represented by the Commission.

We are not more powerful, or more influential for being around the table in Brussels – look at the pitiful results of the so-called renegotiation earlier this year. We are drowned out. And it is an illusion to think that if we vote to Remain, we are somehow opting for the status quo. The status quo is not on offer. If we stay in, we will be engaged willy-nilly in the desperate attempt to keep the euro together, by building an economic government of Europe.

We have already seen how we can be forced to bail out the debtor nations; and we have seen – in the absence of border controls – how the despair in southern Europe contributes to the substantial flows of migration, which show no sign of diminishing. If we vote to stay then I am afraid the whole EU caravan carries blithely on; and when I think of the champagne – guzzling orgy of backslapping in Brussels that would follow a Remain vote on Friday, I want to weep. We must not let it happen.

Think of what we can achieve if we vote Leave. We can take back control of huge sums of money – £10.6 billion net per year – and spend it on our priorities. We can take back control of our borders, and install an Australian-style points-based system that is fair both to people coming from the EU and from non-EU countries.

Now is the time to believe in ourselves, and in what Britain can do, and to remember that we always do best when we believe in ourselves

We can do global trade deals that the EU commission itself believes could generate another 300,000 jobs. Above all we could take back control of our powers to pass laws and set tax rates in the interest of the UK economy. We can reorientate the UK economy to the whole world, rather than confining ourselves to an EU that now amounts to only 15 per cent of global GDP.

Why shouldn’t we do this? When in the history of this country have we gone wrong by believing in self-government? As this campaign has gone on, the Remain campaign has become more and more hysterical in its threats and warnings, to the point where very few people now believe in them. The IMF? Why on earth should the Treasury expect us to believe the IMF – when it was only a couple of years ago that the Treasury was bitterly (and correctly) denouncing the IMF for running Britain down.

People can sense the true motives behind Project Fear. It isn’t idealism, or internationalism. It’s a cushy elite of politicians and lobbyists and bureaucrats, circling the wagons and protecting their vested interests.

Finally the Remainers are now desperately trying to suggest that anyone who wants to Leave is somehow against the spirit of modern Britain; against openness, tolerance, decency. What nonsense – and what an insult to the people of all races and parties and ages and beliefs who simply want to take back control of this country’s democracy.

It is we who want to give power back to people. It is we who want to stand up against the corporatist and elitist system that will never admit its mistakes. That is why we believe in democracy – because it is the best way humanity has found of correcting the errors of our rulers; and we are mad to throw it away.

Now is the time to believe in ourselves, and in what Britain can do, and to remember that we always do best when we believe in ourselves. Of course we can continue to provide leadership and support for Europe – but intergovernmentally, outside the supranational EU system.

I hope you will vote Leave, and take back control of this great country’s destiny; and if we Vote Leave, then all our votes will count for more in the future. This chance will not come again in our lifetimes, and I pray we do not miss it.