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domenica 20 novembre 2016

Non è Francesca

Marco Zorzi ha lasciato questo commento a margine del post "Io sono una trumpiana di merda".

"Non mi dire che anche tu consideri questa "sinistra" come "comunista"?? E' evidente che questa è una falsa sinistra! Quella vera, da Fusaro, a Preve, a Orso, a Giulietto Chiesa, a La Grassa, etc etc etc SONO CONTRO QUESTA FALSA SINISTRA! E allora sono io che chiedo a te, ma come fai a non capire questo concetto così elementare e a chiamare ancora "comunisti" questa FALSA SINISTRA??? Questa è una falla enorme e incomprensibile nel tuo "sistema", che pur io apprezzo moltissimo."

Vedi Marco, permettimi una premessa metodologica, prima di entrare nel merito e rispondere alla tua osservazione. 
Noi psicologi siamo, specialmente in Italia, categoria pressoché inutile. Altamente professionale ma inutile. Sempre scavalcati, calpesti e derisi dagli psichiatri che, per il fatto di poter prescrivere farmaci avendo una formazione medica, facendo parte del clero ospedaliero (rubo la definizione di clero da Costanzo Preve), ed essendo quindi sacerdoti della Sacra Pillola, si sentono inevitabilmente superiori, nonostante a volte manchi loro proprio la psicologia, la dimestichezza con i meandri reconditi della mente - non solo del cervello materiale fatto di neuroni e materia bianca - indispensabile per interagire in modo completo e soddisfacente con il paziente, promuovendone la guarigione completa di corpo e mente, anche quando si tratta di un male apparentemente solo fisico. 

Nel caso poi del disagio mentale, della depressione o della vera e propria psicosi, piuttosto che consegnare al sofferente, tramite la psicoterapia, la chiave per comprendere la sua psiche attraverso quello che non è altro che un lungo, doloroso ma salvifico percorso alchemico di iniziazione all'autoconoscenza del sè, si preferisce l'atto magico ed immediato di prescrivere la pillola, dove la magia consiste troppo spesso solo nell'aumento del profitto per chi l'ha prodotta. Qualcosa che è ormai assai affine all'atto di ciarlataneria di chi vendeva le pozioni miracolose alla fiera del paese e che presto sarà sostituito dai vecchi e più sbrigativi arnesi della lobotomia e dell'elettroshock.

Noi psichiatri e psicologi dovremmo lavorare in sinergia, unire le forze per il bene di chi soffre, ognuno occupandosi del suo corno del problema, neurotrasmettitori e psiche, ma ciò non avverrà mai, perché l'interesse di questi due mondi facenti parte integrante del macromondo del Profitto, non è più il benessere del paziente, come ci si illude, ma solo la sua fidelizzazione al consumo di psicofarmaci che, senza psicoterapia associata, sono più inutili della categoria degli psicologi.
Non fu sempre così. Io fui assai fortunata di ammalarmi di depressione in un periodo, trent'anni fa, in cui ci si poteva ancora permettere di affiancare alla pillola non ancora sacralizzata la psicoterapia e potei guarire dal male oscuro. La scelta successiva dello studio della psicologia fu probabilmente nient'altro che la volontà di completare la mia conoscenza pratica con quella teorica. Dirò di più. Solo ora, dopo trent'anni, mi rendo conto che l'immane sofferenza di allora, l'andare sull'orlo dell'orrido e trovare il coraggio di guardarne il fondo per evitare di esserne risucchiati, era assolutamente necessaria e sono per questo oggi finalmente grata al Virgilio che mi ci accompagnò.

Ora, ciò premesso, e scusandomi per la nota autobiografica, l'essere psicologi, nonostante significhi l'appartenenza ai paria della comunità scientifica, rappresenta un vantaggio quando si devono interpretare alcuni comportamenti, fatti, azioni e reazioni a livello macropsicologico sociale e collettivo,  perché si possiedono gli strumenti professionali più adatti per farlo. E ciò perché la mente collettiva funziona a grandi linee come la mente individuale, pur con alcune differenze.  Utilizza anch'essa, ad esempio, tutti gli arnesi della negazione, dai più blandi meccanismi di difesa dell'IO alla negazione psicotica della realtà.
Quando si nega? Quando non riusciamo a sopportare la verità di una risposta che già conosciamo (meccanismo di difesa) o la realtà dalla quale proviene (negazione psicotica).

Tornando finalmente all'argomento che ha dato origine a questa discussione, e rispondendo nel merito al caro Marco. Mi chiedi come faccio a non capire che QUESTA NON E' VERA SINISTRA?
E' perché sono psicologa. 
Permettimi di consigliare a te e agli altri miei lettori la visione di questo video propedeutico, prima di proseguire: 

IL PD E LA COSTITUZIONE
Cosa salta subito alle orecchie? Una serie di personaggi che sono in clamorosa contraddizione con loro stessi. Che prima, ai tempi di Berlusconi, quando fingevano di contrastarlo secondo il copione, strillavano contro chi voleva cambiare la Costituzione e ora strillano contro chi vuole impedir loro di cambiarla nel modo identico a Berlusconi, ovvero secondo i dettami di quella sovragestione il cui regista allora chiamavamo con il nomignolo di P2.
Questi waltercialtroncelli si spiegano molto facilmente con la formula della sete di potere, nel senso di gestione del controllo sui livelli bassi della società; tratto comune, per la verità, alla genìa dei politicanti in genere. Il comportamento di questi in particolare è però quello di chi, pur di mantenere questo potere da kapo avendolo ottenuto con la vendita dell'anima, i trenta denari e il piatto di lenticchie, se ne frega proprio della contraddizione, non se ne preoccupa affatto. E perché? Perché chi li considera dei leader e dei capi è affetto dal morbo dell'appartenenza e non oserà metterne in discussione l'autorità, nemmeno quando è palese che non solo  questi capi si contraddicono nei fatti, il famoso "contrordine, compagni", ma non fanno più l'interesse del popolo per fare invece quello della sovrastruttura della quale sono nomenklatura e alla quale ci hanno venduti e continueranno a venderci.

Tu Marco dici:
"Non mi dire che anche tu consideri questa "sinistra" come "comunista"?? E' evidente che questa è una falsa sinistra! Quella vera, da Fusaro, a Preve, a Orso, a Giulietto Chiesa, a La Grassa, etc etc etc SONO CONTRO QUESTA FALSA SINISTRA!

Ma cosa intendi esattamente con sinistra comunista? Quella che si è incarnata nella realtà della storia del Novecento con le sue poche luci e le troppe ombre o un'altra totalmente fantasmatica, inesistente, mitologica ed idealizzata che sembra, a noi psicologi, la proiezione olografica di chi vi si identifica e che non è mai esistita se non nelle teorizzazioni dei libri sacri, da Marx a Lenin?

Perché per "vera sinistra" non credo tu ti riferisca a quella che fu distrutta negli anni '90 per far posto a chi era più ontologicamente adatto a gestire la transizione dal liberalismo al totalitarismo mondialista. Mi riferisco a quella sinistra liberale (orrore!) dei Craxi, degli Olof Palme. Gente non a caso eliminata politicamente e fisicamente per far spazio ai comunisti riverniciati da ex tali come Angela Merkel, incaricati di mettere in pratica il progetto europeo di stampo reazionario e neoaristocratico il cui manifesto fu però redatto, guarda caso, dal comunista e antifascista Spinelli.

Se oggi perdiamo tempo prezioso a disquisire su sinistra vera o falsa invece di maledirla e basta è perché abbiamo commesso tre errori fatali.
Il primo è stato l'aver evitato come la peste in quanto "fascisti" i libri che trattavano dei crimini del comunismo perché il farlo ci ha permesso di ignorarne la tendenza autogenocidaria e autorazzista, come insegna la vicenda dei Khmer Rouge cambogiani (anche quelli falsi comunisti?)
Il secondo è stato rallegrarsi della fine del socialismo liberale e del contemporaneo salvataggio fraudolento del comunismo spacciato per post-comunismo, che non presagiva nulla di buono.
Il terzo e più fatale errore è stato l'aver confuso la caduta dello stalinismo residuale (1989) con la caduta del comunismo tout court, perché l'equivoco ci ha impedito di vedere come la Reazione ne avesse conservato accuratamente la parte internazionalista, trotzkista, perfettamente adatta a gestire il mondialismo totalitario a venire. Mondialismo che, in quanto ad armamentario propagandistico ed ideologico, è infatti un tripudio di egualitarismo (verso il basso), elogio della diversità (indifferenziazione), apertura, antinazionalismo, antifascismo, antirazzismo.
Convinti da questi propositi buoni per definizione, così inequivocabilmente progressisti e desinistra, per seguire l'europeismo internazionalista dei comunisti preferiti di Kissinger (non per caso), fidandoci di una loro inesistente redenzione dal comunismo (mentre invece era solo dalla componente nazionalcomunista stalinista) siamo caduti nella trappola delle élite sovranazionali, accettando che, dopo le purghe di Mani Pulite, rimanessero solo questi infami disposti a continuare a torturare popoli interi a rappresentare la "vera" sinistra. Il risultato sono la Grecia di Tsipras e l'Italia di Renzi.
Oppure pensate veramente che l'attaccamento morboso verso l'abolizione della proprietà privata (o sua limitazione caso per caso, come scrive Spinelli), il controllo centralista della misura dei cetrioli e la distruzione del sistema capitalistico siano politiche di destra?

Non che anche a destra non siano stati traditi e abbiamo molto da ridere. Hanno creduto che la loro dirigenza lottasse contro il comunismo ed intendesse addirittura salvarli da esso, mentre invece ci andava a letto assieme e assieme a lui studiava il modo di fotterli. Non so dire sinceramente chi, tra destri e sinistri, dovrebbe essere più incazzato con la propria ideologia di riferimento, di questi tempi.
Forse è proprio giunto il tempo di riprogrammare tutta la politica rifondandola su categorie più concrete e vitali  della diatriba stucchevole e ottocentesca destra-sinistra. Ciò comporterà scelte dolorose ma inevitabili, almeno per chi era di sinistra, come il dover rinunciare all'appartenenza e accettare il salvagente lanciato da colui che era ideologicamente il nemico.

Credo quindi, per concludere, caro Marco, che sia proprio sinistra comunista. Il perché lo capisco dalla reazione dei suoi militanti, che è religiosa e non politica, come si addice a quella sinistra che per combattere la superstizione religiosa si fece essa stessa religione, attribuendosi inoltre, aiutandolo dalla religione, il primato della superiorità morale. Sinistra che si fonda sull'appartenenza, sul dogma dell'ortodossia e sul centralismo democratico, espressione dell'autoritarismo di una nomenclatura auto-designatasi a governare sul popolo e del principio che i capi non sbagliano mai e il "contrordine, compagni" non è mai contraddizione ma tattica politica.
L'errore del militante-credente è quello di pensare che questa dirigenza agirà sempre per il suo bene e non sarà mai capace di tradirlo.
Il militante vede questa sinistra come la mamma. La mamma non può farmi del male perché mi vuole bene.
Ora, se vostra madre vi vende ai pedofili, direste che "si, è vero, ma questa non è la mia vera mamma?" Ricordando che sui padri vi possono essere dubbi ma mater semper certa est, è chiaro che si tratterebbe di negazione psicotica della realtà. 

Neghiamo perché dietro a quasi tutti gli atti che hanno generato una sofferenza esistenziale, a volte alla base di vere e proprie vite rovinate, c'è la percezione di un atto di tradimento, che è francamente insopportabile. Genitori o altre figure di riferimento che hanno tradito le nostre aspettative. A volte il tradimento percepito è semplice insoddisfazione delle pretese irrealizzabili del bambino che vede l'adulto come dio onnipotente al servizio dell'egocentrismo infantile. Mamma è stata cattiva perché non mi ha portato la Luna (non ha realizzato il Socialismo).
Crescere significa rimettere a fuoco e al loro posto queste figure di riferimento e vederle come esse sono: esseri umani fallibili che, se hanno sbagliato, possono non averlo fatto per cattiveria ma per incompetenza e per debolezza e soprattutto perché non sono déi infallibili al nostro servizio.
Altre volte il tradimento è un atto reale, devastante. Mamma è stata cattiva perché mi ha venduto ai pedofili (mi ha venduto alla Reazione). Non per questo non possiamo trovare la forza di ammettere a noi stessi che una mamma può essere anche una criminale, di superare il trauma, incluso quello di non essere più obbligati ad amarla e andare avanti guardando oltre l'orizzonte.
Invece si nega. Ci si rifiuta di guardare in faccia la realtà. 
Chi si sente appartenente ad un'ideologia che lo ha tradito, pur di non ammettere di essere stato tradito tira fuori il "ma questa non è vera sinistra". Non è la mia vera mamma e io sono ancora un bambino che ha bisogno che qualcuno gli porti la Luna.
C'è anche, purtroppo, la cornutaggine di chi dice:" No, no. Tradirmi? Mia moglie non farebbe mai una cosa simile". Quella forma mentis che Battisti e Mogol avevano espresso genialmente nel "Non è Francesca".

Ti stai sbagliando chi hai visto non è
non è Francesca.
Lei è sempre a casa che aspetta me
non è' Francesca.
Se c'era un uomo poi,
no, non può essere lei.

Francesca non ha mai chiesto di più
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché
lei vive per me.
 Come quell'altra è bionda, però
non è Francesca
Era vestita di rosso, lo so,
ma non è Francesca.
Se era abbracciata poi,
no, non può essere lei.

Francesca non ha mai chiesto di più,
chi sta sbagliando son certo sei tu.
Francesca non ha mai chiesto di più
perché
lei vive per me.

Non sono mai solo canzonette.