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giovedì 1 dicembre 2016

Le avventure di Sì-nocchio e la necessità inderogabile del NO

Barbara Tampieri

Il volantino del SI arriva in busta anonima, per evitare forse di essere subito cestinato, o come un articolo acquistato al sex shop online e, in effetti, sfogliandolo, si ha l'idea di un "discorso di prostituzione" con l'aggravante dell'art. 600 ter. Per la mania ormai consolidata di coinvolgere sempre i minori nella propaganda politica. 
In copertina un demente di età indefinibile viene spinto da un bimbetto mentre sta su una specie di go-kart. Entrambi indossano caschi ma questi sono inutili perché l'automobilina è di legno e non si vedono nemmeno i pedali che potrebbero muoverla comunque ad una velocità assai limitata. Quindi i due non andranno da nessuna parte, se non a ribaltarsi dopo pochi metri. I caschi serviranno loro casomai solo a ripararsi dalle legnate degli italiani incazzati per le promesse da ciurme intere di marinai che stanno piovendo loro addosso nel last minute pre-referendario e che prima o poi verranno a galla come tali e come è destino di ogni materia anfibia organica. 
Complimenti ai creativi comunque, un'immagine più piddina di questa era impossibile da ideare. E se qualcuno, come questo utente di Facebook, ha avuto un raptus piromaniaco nei confronti dell'opuscolo, come dargli torto? Secondo me il fuoco lo nobilita, è perfetto, gli dà quel senso di copertina di Storm Thorgerson che gli mancava. Wish they weren't here.



Notare il logo "Sì cambia". L'ossessione del cambiamento che, secondo loro, dovrebbe essere sempre positivo. Ovvero la madre di tutte le bugie che infarciscono questo ignobile fogliaccio di pedopropaganda dei Sì-nocchi. Ricordiamo tutti, per dovere di cronaca, come questi cialtroni reagirono al precedente tentativo di modifica della Costituzione in senso piduista.


Io voterò





Non ho mai avuto alcun dubbio in proposito, come non avrei avuto esitazioni a votare Brexit e Trump e non ne avrei a votare Hofer, Le Pen e AfD (anche se quest'ultimo non mi entusiasma) contro l'orrenda Merkel. Quando sei in pericolo di affondare scopri di sapere benissimo dove sono nascosti i salvagente.

Le motivazioni del NO, se avete notato ascoltando in giro, sono assai più numerose, documentate e circostanziate di quelle del SI, che è un semplice "FOTTIMI" rivolto dall'Italia a gambe aperte al mondo intero. L'atto di sottomissione di un popolo di sottomessi, i piddini, a nome di chi non è piddino, nei confronti del nemico. Dico nemico perché questo è un referendum di guerra. Non contro Renzi, che ha la rilevanza di uno sputo nel mare, ma contro chi egli rappresenta.
I motivi per essere allarmati da questa riforma costituzionale tagliata male e spacciata per cambiamento, sono tanti. Il più importante, e a me basta solo questo, è che in Costituzione, passando la riforma, verrebbe inserita una clausola di subalternità totale alla UE. In pratica, diventeremo costituzionalmente il Manchukuò d'Europa per volere di Maria Elena JP Morgan. 
E poi invitano a votare si: Schauble, la Merkel, Prodi, l'Osce, le banche, i chitarrosi, gli intellettoidi e le Leni Riefenstahl a scottadito, tutti coloro che a vario titolo ci vogliono morti, insomma. Dei testimonial che levati. 
C'è anche chi ci vuole morti ma vota NO, come Monti, ma il motivo è che perfino lui considera questa schifezza firmata dalla ganza di Renzi come indifendibile. 
Fare peggio di Monti? Ebbene si. Ci stanno riuscendo.

Sapete, i Sì-nocchi hanno introiettato la TINA. Parlando con loro ti dicono piccati: "Ma se fai cadere Renzi, poi, chi governa, Grillo???? (l'odiato vicesostitutogatekeeper). Ci pensano un po' e poi se ne escono con un sorprendente: "Ci vorrebbe Mussolini." Oppure vanno sul lapidario: "Quelli che votano NO sono tutti gufi". (Dalla cronaca vera di Piddinia).
Inoltre non sanno assolutamente cosa vanno a votare. Per questo è stato infilato nel quesito il CNEL, per aver il gusto di farli votare su qualcosa del quale ignorano perfino l'esistenza. 
Potevano scrivere qualunque sigla, "volete abolire il COMINTERN"?  Avrebbero detto di si lo stesso, perché votano a scatola chiusa, per appartenenza e per appartenenza, lo spero, creperanno sotto i colpi della Storia che alla fine, pareggia sempre i conti con tutti. 
Dicono di si anche i sindacati che stanno firmando oscenità assolute, compreso lo scivolamento verso la sanità privata e la costituzionalizzazione della svalutazione del lavoro. I metalmeccanici sono tutti incazzati nelle fabbriche? In fondo io godo, perché sono anni che li stiamo mettendo in guardia.
Fate una bella cosa. Lunedì, mentre aspettate i risultati definitivi del referendum, revocate i contributi ai sindacati e stracciate la tessera, perché quei soldi serviranno a voi per curarvi.

Chi non si riconosce nei Sì-nocchi sappia che votando NO vota contro tutto ciò che gli sta facendo del male in questo momento. Il NO non rimuoverà la sofferenza ma la allevierà e forse, assieme agli altri terremoti politici in corso e in programma potrà impedire che il progetto distruttivo della sparizione di un'intera civiltà possa essere messo in pratica.
Quel FOTTIMI deve diventare un sonoro FOTTITI a quello stesso mondo che si permette di scrivere letterine di istruzioni a dei servi investendoli del diritto abusivo di modificare una Costituzione non avendone la dignità, né le capacità. "La cosa che preferisco", ha detto Soros in un'intervista "è poter cambiare le regole."

Ce la faremo? Non lo so. Amo i miei connazionali ma non mi fido di loro come mi fidavo dei britannici e degli americani. Spero di peccare di eccesso di prudenza. Mai come questa volta occorre che gli italiani si leghino all'albero maestro come Ulisse e si tappino le orecchie con la cera per non ascoltare la propaganda martellante delle balle renziane e non si lascino spaventare dalle sirene del globalismo made in Italy. Ripeto: vi vogliono morti, prendetene atto, perdio.
E' doppiamente difficile vincere  ma se ce la faremo sarà un giorno da ricordare.

Votate NO, fatemi questo bel regalo per l'onomastico.
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Ricetta Jp Morgan per Europa integrata: liberarsi delle costituzioni antifasciste

Report della banca d'affari statunitense, considerata dal governo Usa responsabile della crisi dei subprime: "I sistemi politici dei paesi europei del Sud e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche inadatte a favorire l'integrazione. C'è forte influenza delle idee socialiste". E cita, tra gli aspetti problematici, la tutela garantita ai diritti dei lavoratori.

Che un gigante della finanza globale produca un documento in cui chiede ai governi riforme strutturali improntate all’austerity non fa più notizia. Ma Jp Morgan, storica società finanziaria (con banca inclusa) statunitense, si è spinta più in là. E ha scritto nero su bianco quella che sembra essere la ricetta del grande capitale finanziario per gli stati dell’Eurozona. Il suo consiglio ai governi nazionali d’Europa per sopravvivere alla crisi del debito è: liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste.

In questo documento di 16 pagine datato 28 maggio 2013, dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle costituzioni dei paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti: “Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica (…) Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea” (traduzione da http://culturaliberta.wordpress.com/).

JPMorgan è stata tra le protagoniste dei progetti della finanza creativa e quindi della crisi dei subprime che dal 2008. Fino a essere stata formalmente denunciata nel 2012 dal governo federale americano come responsabile della crisi, in particolare per l’acquisto della banca d’investimento Bear Sterns. Ecco che invece dai grattacieli di Manhattan hanno pensato bene di scrivere che i problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che “i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo”.

E per colpa delle idee socialiste insite nelle costituzioni, secondo Jp Morgan, non si riescono ad applicare le necessarie misure di austerity. “I sistemi politici e costituzionali del sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se sono proposte modifiche sgradite dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)”.

Quindi Jp Morgan, dopo avere attribuito all’Europa l’incapacità di uscire dalla crisi per la colpa originaria della forza politica dei partiti di sinistra e delle costituzioni antifasciste nate dalle varie lotte di liberazione continentali, ammonisce che l’austerity si stenderà sul vecchio continente “per un periodo molto lungo”. 

di | 19 giugno 2013