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sabato 18 giugno 2016

Renxit: perché (non) votare PD (per ora).

Il programma del PD
Caro Primo Ministro, 

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un'azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.

Il vertice dei capi di Stato e di governo dell'area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell'euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l'Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.

Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti. Nell'attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1.Vediamo l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed é cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l'aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l'efficienza del mercato del lavoro.

a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

b) C'é anche l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L'accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione. 

c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2.Il Governo ha l'esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
 

a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L'obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell'1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. E' possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l'età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
 

b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
 

c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l'assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo. Vista la gravità dell'attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.


3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell'amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l'efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l'uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell'istruzione). C'é l'esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.


Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.
 

Con la migliore considerazione,
 

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet

(qui)


Il discorso alle camere
Question: I would like to have your comments on the uncertainty created by the recent Italian elections, where most voters voted for parties that reject the fiscal discipline that you advocate.

Draghi: As you have seen, markets – after some excitement immediately after the elections – have now reverted back more or less to how they were before. I think markets understand that we live in democracies. The euro area comprises seventeen countries. Each country has at least two sets of elections: national and regional. So that makes 34 elections over a time span of about three or four years. That’s democracy and it’s very dear to all of us. All in all, markets were less impressed than politicians and you. You also have to consider that much of the fiscal adjustment Italy went through will continue on automatic pilot.

(qui)


La realizzazione del programma

Punto 1.a ("privatizzazioni su larga scala, in particolare nella fornitura dei servizi pubblici locali")
Svolgimento: ex multis:
- rete elettrica: il 30 luglio 2014 viene ceduto il 35% di CdP reti a State Grid International Development Limited, società interamente controllata da
SGCC (commento).
- acqua: art. 7 del D.L. 12 settembre 2014 n. 133 "
Misure urgenti per l'apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l'emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivita' produttive", cosiddetto "Sblocca Italia" (qui un commento).

Punto 1.b ("riformare ulteriormente il sistema della contrattazione salariale collettiva")
Svolgimento: il Jobs Act, ovvero, in particolare il Ddl 15 giugno 2015, n. 81 "Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183" (cioè di questa legge delega: Legge 10 dicembre 2014, n. 183, "Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attivita' ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro").

Prima c'era anche stato il D.L. 20 marzo 2014, n. 34 ("decreto Poletti"), convertito con modificazioni dalla legge 16 maggio 2014, n.78, recante: "
Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese".

Punto 1.c ("revisione delle norme che regolano il licenziamento e l'assunzione dei dipendenti")
Svolgimento: sempre il Jobs Act, ovvero, tecnicamente, questi decreti emessi in virtù della legge delega:

- Ddl 4 marzo 2015 n. 22 "
Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183." (aka riordino degli ammortizzatori sociali).
- Ddl 15 giugno 2015 n. 80 "
Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell'articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183."

- Ddl 14 settembre 2015, n. 148 "
Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183."
- Ddl 14 settembre 2015, n. 149 "
Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell'attivita' ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183."
- Ddl 14 settembre 2015, n. 150 "
Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 10 dicembre 2014, n. 183."
- Ddl 14 settembre 2015, n. 151 "
Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunita', in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183."

(qui alcuni contributi - saprete separare il grano dalle melanzane).

Punto 2.a ("intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico")
Svolgimento: riforma Fornero, ovvero art. 24 "Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici" del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici" (c.d. decreto "Salva Italia"), successivamente convertito con la legge 22 dicembre 2011, n. 214. La legge passò alla Camera col voto di questi deputati, e al Senato col voto di questi senatori.

Punto 2.b ("andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit")
Svolgimento: Legge 23 luglio 2012, n. 114 "Ratifica ed esecuzione del Trattato sulla stabilita', sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria tra il Regno del Belgio, la Repubblica di Bulgaria, il Regno di Danimarca, la Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l'Irlanda, la Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, l'Ungheria, Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d'Austria, la Repubblica di Polonia, la Repubblica portoghese, la Romania, la Repubblica di Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia e il Regno di Svezia, con Allegati, fatto a Bruxelles il 2 marzo 2012" (per gli amici: Fiscal compact).

Punto 2.c ("una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio")
Svolgimento: pareggio di bilancio in Costituzione, ovvero art. 1 della L. Cost. 20 aprile 2012 n .1 "Introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Carta costituzionale". La legge è stata approvata il 30/11/2011 alla Camera da questi deputati,e il 15/12/2011 al Senato da questi senatori.

Punto 2.c ("mettere sotto controllo la spesa delle autorità regionali e locali")
Svolgimento: art. 2 della L. Cost. 20 aprile 2012 n .1 "Introduzione del principio di pareggio di bilancio nella Carta costituzionale". La legge è stata approvata il 30/11/2011 alla Camera da questi deputati,e il 15/12/2011 al Senato da questi senatori.

Punto 3 ("abolire o fondere alcuni strati amministrativi intermedi come le province")
Svolgimento:  Art. 23 della Legge 22 dicembre 2011, n. 214 ("riforma Monti" delle Province, contenuta nel decreto "Salva Italia", dichiarata incostituzionale con la sentenza n. 220/2013 della Corte Costituzionale); la Legge 7 aprile 2014, n. 56 "Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni" (legge Delrio) modificata radicalmente dalla Legge di stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190); la Legge 6 agosto 2015 n. 125 "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali: conversione in Legge del DL 78/2015", e naturalmente la riforma Boschi, della quale ci occuperemo in seguito.

Una considerazione tecnica
Chi segue il lavoro di questo blog fin dal primo articolo (ma anche chi non lo ha fatto: basta appunto leggersi
il primo articolo) sa che il presupposto logico fondamentale del programma dei governi sostenuti dal PD (Monti, Letta e Renzi), cioè quello che occorresse agire in fretta con misure di austerità perché si rischiava la bancarotta dello Stato, era fattualmente errato.

Vi ricordo che quando tutti questi provvedimenti legislativi sono stati presi la Bce aveva già stabilito 
in questo documento che la crisi dell'Eurozona era nata da squilibri del settore finanziario privato (si vedano le conclusioni, al par. 6). Sapete anche che dal 2013 in poi questa è diventata non solo la posizione "tecnica" della Bce, ma anche quella ufficiale. Sapete poi che nei vari rapporti sulla sostenibilità fiscale la Commissione Europea ha sempre riconosciuto che il debito pubblico italiano era sostenibile sia nel breve che nel lungo periodo (e quindi non sussisteva l'urgenza sottolineata con tanta enfasi dal programma del PD, pardon, dalla lettera della Bce): lo vedete ad esempio nel rapporto del 2012 (in particolare a p. 42). Sapete infine che perfino i colleghi che avevano fornito supporto ideologico a questo approccio della Bce (o del PD, che poi è lo stesso), lo hanno infine dovuto ritirare dichiarando sostanzialmente di essersi sbagliati (ma senza ammetterlo, cosa per la quale mi sono concesso una moderata indignazione).

Insomma: non c'è nemmeno uno dei provvedimenti presi dal governo della Bce sulla base della lettera del PD... ops!, scusate: volevo dire: dai governi sostenuti dal PD sulla base della lettera scritta dalla Bce (converrete che è facile confondersi...) che fosse minimamente fondato in termini economici. A scanso del solito imbecille che "lui la sa luuuuuuuuuunga" mi affretto a dire che questa frase si riferisce alla fondatezza rispetto agli obiettivi dichiarati! Quali fossero gli obiettivi non dichiarati... bè, lo sappiamo, perché sono stati
dichiarati anche loro: ho anche chiarito a suo tempo la logica sottostante (quella non dichiarata, che a differenza di quella dichiarata non strideva coi risultati ottenuti), e perché perseguirla sarebbe stato suicida, in una audizione alla Camera nel dicembre 2013 (quando molto ancora poteva essere salvato).

Un aneddoto: i due mari
Giova premettere, a beneficio degli ultimi arrivati, che quella di "piddino" è una categoria antropologica. Il piddino non è il pudino e non è il PDno (anche se in ques'ultimo caso la pronuncia può trarre in inganno), e la differenza è stata categorizzata
qui. Il piddino è qualsiasi bipede implume (e spesso imberbe) che sappia di sapere.

Per inciso, sono mie definizioni, questo è il mio blog, e quindi:

1) non me ne fotte niente di cosa ne pensiate (cioè se le troviate funzionali, appropriate, espressive o meno);
2) se volete intervenire nelle discussioni di questo blog dovete attenervi ad esse, o aprire il vostro blog (dove posso già dirvi che non verrò, ma solo per mancanza di tempo).

Chiusa la parentesi metodologica, vengo all'aneddoto.

Come tanti di voi, anch'io frequento, e soprattutto frequentavo, molti piddini. Il loro nome, del resto, è Legione.

Uno di questi, un musicista, più o meno intorno al periodo in cui io mi esprimevo alla Camera nel modo che avrete visto, una sera, dopo una prova, preso da un accesso di autorazzismo mistico, con lo sguardo perduto nel vuoto, quasi in trance, profferì estatico queste parole: "Non è meraviglioso che proprio un popolo come il nostro, così cialtrone, così corrotto, sia riuscito a produrre due mari di questa profondità?"

Sconcerto negli astanti: il Tirreno fa i suoi 3785 metri di profondità (vicino a Ponza: occhio se ci passate, non mi fate impicci...), ma l'Adriatico, porello, arriva a malapena a 1222 metri (che per un mare non sono poi tanti...).

Percepito lo sconcerto, questo sesquipedale piddino, con un sorriso condiscendente, si rivolse agli astanti: "Ma che avete capito? Sto parlando di Monti e di Draghi!"

Già. Secondo questo tronfio, patetico trombone, la cui presunzione superava solo l'abissale incompetenza (spero che mi legga, non ho tempo di andare a casa sua a dirglielo), Monti e Draghi stavano salvando l'Italia!

Esito naturale della vicenda: tanto hanno salvato l'Italia, i due Marii, che ora, sterminato dal programma della Bce, il trombone è diventato ortottero...

Una considerazione politica
Sento fare discorsi molto poco razionali sulla condotta da tenere nel voto di domani alle elezioni amministrative. Poco razionali e, mi affretto ad aggiungere, molto dilettanteschi. Come sempre (il nostro
dombas è alfiere di questo modus operandi, ma a noi piace ricordarlo così) il dilettantismo si ammanta di verità pseudotecniche imparucchiate da qualche trafiletto di giornale, che suonano così profonde, così equilibrate, e sono invece minchiate senza capo né coda alla luce sia del buonsenso che della dottrina.

La prima di queste è l'idea che siccome domani si vota alle amministrative, allora bisogna lasciare da parte gli aspetti politici e concentrarsi sui problemi del territorio. Insomma, parafrasando un noto comunista: non importa se sia piddino o ortottero, basta che tappi le buche nelle strade.

Questa bella frase, che sentiremo ripetere a tanti tromboni da qui a dopodomani, non ha alcun senso perché il voto "amministrativo" è a tutti gli effetti un voto "politico" (con significato e risvolti nazionali) per almeno due ordini di motivi, uno più evidente, e l'altro meno (trascuro di segnalarvi il fatto che
se non avesse rilevanza politica non cercherebbero in tutti i modi di impedircelo...).

Il motivo più evidente è che grazie ai governi della Bce, e alle loro riforme in senso neocentralista e deflazionistico, la capacità degli amministratori locali di risolvere i problemi è comunque condizionata dalle dinamiche economiche e politiche nazionali. Questo significa, in buona sostanza, che ci può anche essere un PDno che, pur essendo PUDino, magari è una brava persona e saprebbe tappare una buca. Il punto è che il PD, grazie all'introduzione del pareggio di bilancio in costituzione, ha di fatto reso estremamente ardua (quando non paralizzato) l'azione dei livelli inferiori di governo (come notano
Gallo e Di Carpegna Brivio; con tutto il rispetto per il maestro, vi esorto a leggere con attenzione l'allieva...). Non ha alcun senso eleggere un sindaco "onesto" del PD se poi il PD non gli dà i soldi per operare, e quindi occorre prima dare un forte segnale di dissenso politico verso il PD anche nelle elezioni locali, e poi, se e quando il PD cambierà corso, ricominciare a votarlo.

Questo anche perché (e questo è il secondo motivo) dopo la riforma della legge elettorale amministrativa con l'elezione diretta del sindaco (Legge 25 marzo 1993, n. 81), e ancor più dopo il Porcellum con le sue simpatiche liste di nominati, di fatto il sindaco di un comune di medie dimensioni ha molta più legittimazione politica di un qualsiasi deputato, nel senso che riceve più voti dagli elettori di quanti non ne ricevano i
peones che entrano in Parlamento perché si trovavano in una lista di nominati. Il voto di domani, per questo motivo (evidenziato dai giuristi) è quindi più "politico" del voto delle "politiche".

Insomma: chi voterà domani darà soprattutto un segnale politico. La domanda alla quale risponde il voto di domani quindi non è "chi sarà più bravo a rifarmi (senza soldi) il marciapiedi sotto casa?".

La domanda alla quale dovrete rispondere domani è: mi sono piaciuti i governi ai quali la Bce ha tracciato il solco, mentre il PD lo difendeva strenuamente?

Se la vostra risposta è sì, la mia considerazione è: beati voi!

Senza possibilità di errore fate parte o di una eletta minoranza, o di una sterminata maggioranza, entrambe felici. O siete così ricchi che i governi Bce/PD hanno fatto i vostri interessi (nel qual caso buon pro, ma allora che ci fate qui?), o siete così imbecilli da non capire che la Bce (cioè il PD) non è un comitato di beneficenza, non è l'internazionale socialista, non è la Caritas: delle classi subalterne se ne fotte, per la buona ragione che non è suo compito preoccuparsene, nel contesto delle regole europee, per tanti motivi che ci siamo detti mille volte.

Tuttavia, se non siete molto ricchi (tanto da essere al sicuro) o molto imbecilli (tanto da non rendervi conto di quanto sta accadendo, nel qual caso vi do un'altra possibilità: volete rileggere la cazzo di lettera della Bce e poi il modo in cui il PD l'ha pedissequamente attuata?), credo che non abbiate altra possibilità, domani, che andare a votare, e votare contro il PD,
qualunque sia l'alternativa e chiunque sia il vostro compagno di viaggio.

Non è un fatto personale: è solo che siccome il PD ha realizzato il programma della Bce, e siccome il programma della Bce è espressione di un organismo che non ha alcuna legittimazione politica e non risponde ad alcuno dei controlli e contrappesi propri di uno stato di diritto, votare contro il PD è l'unico modo che avete per opporvi a un sistema nel quale i programmi di governo vengono dettati da organismi fondamentalmente ademocratici.

Insomma: votare contro il PD è l'unica (e forse l'ultima) possibilità che avete per difendere la democrazia (posto che ciò vi interessi).


Le obiezioni del piddino
Immagino la lista infinita delle obiezioni. "Ma come! Mi stai chiedendo di votare come Alemanno!", "Ah, io per un grillino non voterò mai!" "Ma quello è appoggiato dalla Lega!", e via scemenzando.

Allora, io voto a Roma, come Alemanno, ma per chi lui voti non lo so e non mi interessa (se mi interessasse chiederei).

Vi spiego una cosa: il mio problema non è lui, quello che pensa, o cosa fa il suo partito, ormai ridotto alle dimensioni di un muone (finalmente anche a destra si litiga come a sinistra)! Il mio problema non è cosa pensa Alemanno ma cosa mi ha fatto il PD: e anche per quelli di voi per i quali è un problema cosa pensa Alemanno (beati voi che avete di questi problemi!), vi assicuro che un problema molto più grande è cosa vi sta facendo il PD. Io sto cercando di farvelo entrare in testa per il vostro bene, ma se non ci riesco amen: da qualche parte entrerà.

Certo che a me non fa piacere votare ortottero (dove l'alternativa al PD sia un ortottero: quindi a Roma e Torino)!

Forse dovreste ricordarvi a chi state parlando. State parlando a quello che per primo, in questo paese di fini politologi di questa coppola di architrave, ha squadernato la
political economy del simpatico partito-non partito (in particolare qui), quando c'erano ancora gli imbecilli che pensavano fosse un movimento "progressista" e soprattutto critico verso l'Europa (perché non ci sono solo gli orfani di Tsipras, ricordiamocelo: ci sono anche quelli di Grillo)! A quello che nel suo ultimo best seller (modestamente lo nacqui) ha definito il grillismo "malattia senile del liberismo" (perché tale è)! A quello che sa perfettamente come il 5 stelle sia il piano B del grande capitale, la carta da spendere quando Renzi sarà bruciato (cioè molto presto)!

E, soprattutto, a quello che mai e poi mai, per nessun motivo, vorrebbe votare come voterà il sesquipedale piddino dell'aneddoto che vi ho riferito!

Eppure mi toccherà farlo, contro la Bce.

La Lega?... Sentite, di questo parliamo con calma un'altra volta, ma vi anticipo il tema: il PD è la sinistra di governo, subalterna alla Bce (vi ho dimostrato che le ha portato l'acqua con le orecchie, ma se fosse stato olio bollente avrebbe goduto ancora più nel farlo...). Poi c'è la sinistra cosiddetta "critica" (de me nona), che è subalterna alla Lega. Sì, perché, scusatemi se ve lo dico, ma rifiutarsi di considerare l'euro, o l'immigrazione, o qualsiasi cosa influisca in modo devastante sulla vita delle classi subalterne, rifiutarsi di affrontare questi temi "perché sono temi della Lega" significa, in tutta evidenza, farsi dettare l'agenda politica (se pure in negativo) dalla Lega. E io, proprio perché non sono leghista, non sopporto di aver contatti con chi, come SEL, si fa dettare l'agenda politica dalla Lega! Una sinistra che fa scegliere a Salvini di cosa occuparsi non mi interessa. Sapete bene quale percorso mi abbia portato a considerare il PD (e i governi che esso sosteneva) un nemico politico, un nemico del mio paese: è un percorso antecedente alla svolta critica o pseudocritica (non mi interessa) di Salvini. Se lui è stato furbo, forse gli altri potevano essere meno pirla (
io ho provato a coinvolgerli ben prima che Claudio riuscisse a convincere Salvini), e in ogni caso che l'austerità fosse destinata a fallire, e che essa sia stata messa in opera da governi del PD, è un fatto.

Il mio problema è la democrazia, e quindi la Bce (
amplius: il principio di indipendenza della Banca centrale dagli altri poteri costituiti... ma oggi non voglio farvela difficile).

I governi del PD ostacolano la democrazia in due modi entrambi gravi perché strettamente connessi.

Del primo vi ho già parlato: il PD incarna la totale e assoluta subalternità a linee politiche che, indipendentemente dal fatto di essere disfunzionali, controproducenti, suicide per il nostro paese, sono del tutto esogene, scaturiscono da un organo privo di qualsiasi rappresentatività democratica, sono del tutto avulse da un qualsiasi processo elettorale (e sappiamo che questo è un risultato non casuale:
è parte integrante del disegno europeo secondo i padri fondatori). Questo è il primo modo in cui il PD ha stuprato la nostra democrazia.

Ma il no al PD, cioè a Renzi (perché ormai anche il PD è un partito azienda) è soprattutto un voto di opposizione a una nuova figura politica:
quella di un premier che assomma in sé poteri fortissimi senza prima passare per le urne. Un premier che ricorda Incitatus: la parodia della sovranità. Siamo ormai nella terza repubblica: la repubblica di Napolitano, Monti e Bce, la repubblica dello spread, la repubblica commissariata in nome dell'euro. Certo, Monti: perché Monti era organico alla Bce tanto quanto era organico al PD, perché il PD è organico alla Bce tanto quanto lo era Monti, e quest'ultimo non ha perso occasione per dimostrarlo. Ditelo ai parenti dell'ultima vittima del programma della Bce.

Io ho già la coscienza a posto. Quando sarebbe ancora stato possibile evitare tanti lutti, ho avvertito, ho messo in guardia. Ricordate? Era il novembre del 2011, quando avvertivo che l'austerità (cioè Monti, cioè il PD, cioè la Bce)
avrebbero fatto aumentare le sofferenze, mettendo a rischio la tenuta del nostro sistema bancario. Non è servito. Poi le cose sono andate come temevo, e ora lo vedono tutti.

Io ho la coscienza a posto. Ma domani andrò a votare contro chi ci ha fatto questo. Non ho potuto impedirglielo: ma loro non possono impedirmi di ringraziarli!

Voi fate come volete: siete, anche voi, come me, artefici del vostro destino.