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venerdì 11 novembre 2016

Io sono una trumpiana di merda




Volevo scrivere qualcosa sull'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti (della quale nei giorni scorsi ero sicura pur non parlandone apertamente per pura scaramanzia) ma mi sono accorta che lo avevo già fatto il 4 maggio scorso

Non c'è molto altro da aggiungere a ciò che trovate in quel post, se non qualche inevitabile osservazione post hoc.
In primo luogo, questo risultato non era affatto imprevedibile e lo avrebbe capito chiunque si fosse scomodato ad analizzare il sentiment (per usare questa parola odiosa) degli americani, anche solo guardando i video postati su Youtube dei suoi rallies, e avesse osservato attentamente la reazione a certe sue dichiarazioni durante i tre dibattiti televisivi, disperatamente sbilanciati ma invano in favore di Hitlery. In fondo, questo tipo di analisi, è ciò che si chiede di fare, a pagamento, ai corrispondenti dall'estero, non a noi blogger, per giunta gratis et amore Dei.

Ecco, questo che vi mostro è l'esatto momento in cui ho capito, e avrebbe potuto capirlo qualunque altro studioso anche amatoriale del fenomeno, non solo io che sono psicologa, che Trump avrebbe battuto Bloody Hillary e tutte le sue puttane dei media con un filo di gas. Signori, ecco il Fu-Fu-Fuck Checking:
HRC "E' una fortuna che una persona del temperamento di Trump non sia a capo della giustizia in questo paese".
DT "Perché saresti in galera".

Il povero conducator cerca di ristabilire l'ordine, bacchettando il pubblico che è esploso in un urlo liberatorio di fronte a quel "l'imperatrice è nuda" del monellaccio: "Ricordiamo al pubblico di rimanere in silenzio per non perdere tempo". Poro giucco, e allora che lo inviti a fare il pubblico?
In quel momento ho amato Donald e so che lo hanno amato tutti i maschi da 0 a 99 anni che hanno a che fare con babbione giovani e vecchie che dedicano la loro esistenza a togliere loro la parola, salvo lamentarsi della discriminazione e del sessismo nei loro confronti. Le inquantodonne, insomma.

Le stesse che oggi, all'indomani della nomina del 45° POTUS, come delle indemoniate strepitano e urlano assieme ai loro protettori a nove zeri contro quei "maschi bianchi", definizione che ormai è più offensiva di "sporco negro" nell'intenzione di chi la pronuncia, che, secondo questi brutti serpentacci velenosi che non si rassegnano, sono i responsabili, con il loro voto, della  vittoria di Varenne Trump e della sconfitta della loro ronzina dopata.
Invece il motivo della vittoria di Trump e dell'ala reaganiana del GOP  è concentrato in questo cartello in mano ad una senzatetto di Los Angeles.


"20 milioni di illegali e gli americani che dormono in tenda per strada. Votate Trump".

Una verità innegabile e per questo impronunciabile. Da bollare con l'epiteto "populista", che invece diventa, per chi lotta contro il globalismo ovunque nel mondo, una medaglia al valore. Un'altra Purple Heart da appuntarsi sul petto, una Legion D'Onore, una Victoria Cross.
Ecco, se non si fosse ancora capito, io non sono solo borghese e populista ma ora anche una trumpiana di merda. 

Percepisco benissimo in questi giorni lo sconcerto di alcuni vecchi amici su Facebook, che percossi e attoniti al nunzio stanno, ma francamente non credo sia un mio problema. 
Io continuo a volere loro bene, anche se non riescono a fare l'unica cosa giusta, e cioè, dopo avere avuto le prove schiaccianti del tradimento, smettere di essere dei sinistri per forza, di fiancheggiare i propri traditori e carnefici attraverso l'amore incondizionato per gli idoli di latta che vengono loro spacciati come campioni di onestà e onore. 
Non capisco, non capisco proprio come, di fronte al fatto inconfutabile che tutti a sinistra, tranne poche tracce come l'ossalato di calcio nelle urine, difendono il mondialismo, la globalizzazione, questo orrendo controrazzismo verso i bianchi spacciato per antirazzismo, il buonismo demoniaco suonato al contrario, il nihilismo del crepi Sansone, la devastazione del Sè attraverso l'emasculazione, l'indifferenziazione sessuale, l'esaltazione della Madre Infanticida e il costante assassinio del Padre, non desiderino di strapparsi di dosso anche l'ultimo brandello di una ideologia così distruttiva. "Ma quella non è sinistra" rispondono negando ed io, pur amandoli teneramente, li ammazzerei.
Però si sa e me ne rendo conto, smettere di essere di sinistra è come smettere di fumare, c'è chi ce la fa e chi non ci riesce. Io ci riuscii in entrambi i casi ma forse sono un fenomeno da baraccone, un freak.

Come si fa a non capire che la sinistra non può e non vuole eliminare la povertà ma anzi redistribuirla, perché senza la povertà perderebbe la ragione di esistere come lottatrice contro la povertà e più poveri ci sono - ecco perché importano africani a barconate, per aumentarne il numero - meglio è perché così si impoveriscono gli ultimi piccolo-borghesi rimasti. La dittatura della conservazione del proletariato.
L'aristocratico e il comunista si incontrarono al bar e il primo chiese al secondo, davanti ad una birra: "Tu chi odi di più al mondo?" "Il borghese" rispose il comunista. "Anch'io", rispose l'aristocratico, e nacque la loro società".
L'aristocratico odia il borghese, ovvero la classe media, perché in un'economia espansiva essa rischia di arricchirsi e di contendergli la ricchezza, che egli considera un privilegio di casta; il comunista odia la classe media per lo stesso motivo, perché essa, arricchendosi grazie all'economia espansiva, dimostra non solo l'inutilità del comunismo, ma la sua dannosità in quanto redistributore di povertà. 
So che è dura accettarlo. Poi magari un giorno ci abbronzeremo tutti al sol dell'avvenire ma per ora funziona così.
L'unica arma in grado di sconfiggere questo nemicocomunismo è l'economia espansiva, che non è il comunismo ma il capitalismo liberale keynesiano attualizzato, ovvero, a quanto pare, il libro di ricette di Trump.

Perché mai, se non per puro dogma ideologico, si dovrebbe essere contro qualcuno che considera più importante far uscire il proprio paese dalla recessione e far ripartire la domanda interna rispetto a colui che preferisce concedere a ricchi neoaristocratici omosessuali il diritto di potersi comperare un "figlio" da una donna povera ? Lo capite che "qualcuno" forse le cambia veramente le cose e "colui" certamente no?

Intanto i globalisti non hanno perso tempo e hanno scatenato i loro casseurs a progetto, le solite guardie rosse di una rivoluzione stavolta subculturale, remunerandoli pure adeguatamente. Dedicherò il prossimo post al Pacciani dell'ONU (Ordine Nuovo Universale) perché se lo merita.


Li hanno sguinzagliati per le strade d'America a berciare i soliti slogan di merda, poveri cervellini rossi fritti, imperdonabili perché noi negli anni sessanta non avevamo i mezzi per informarci e non potevamo far altro che berci tutto ciò che ci raccontavano i "rivoluzionari" ma questi no, non devono far altro che digitare sulla tastiera una parola chiave per scoprire che razza di criminali li stanno manovrando. Protestano per 20 dollari contro la democrazia e la libertà di espressione, prigionieri del nazisticamente corretto. Dovrebbero spararsi in bocca, come minimo.
Nel dopo elezione si dovrebbe parlare anche della Waterloo dei media, che ora ci viene venduta come "non avevamo capito", "ci siamo sbagliati" mentre invece si trattava di pay for play. Cercate su Wikileaks  e scoprirete che c'era la processione delle presstitute per il bacio della pantofola di Hitlery. Altro che cantonate.

Detto questo, Trump non è Dio in terra e, per farlo eleggere evitando la catastrofe Hitlery, si sono dovuti pagare sicuramente dei pegni. 
Non scassate la minchia con i banchieri e i ricchi al governo con Trump perché con Hitlery sarebbe stata guerra e con lo sceriffo Clarke, Giuliani, il gen. Flynn e Jeanine Pirro ci divertiremo come a Mirabilandia.
Non scassate la minchia con Pence, ché le cattedrali non furono fatte in un giorno e qui c'è da rimediare a quindici anni di casino. O si sterminano i neocon con il gas nervino - e lo vedo poco probabile - oppure si accetta un periodo di transizione dove la tregua, si suppone, sarà rispettata da entrambe le parti. I cari vecchi fascicoli sull'avversario funzionano sempre.
Non ascoltate gli ultimi rantoli del mainstream  che vorrebbe i dem in grado di preoccupare Trump sventolando la candidatura da telefilm di Michelle Obama per il 2020. Four more years, come si dice. Trump ha la maggioranza assoluta delle camere, quindi deve guardarsi solo da quelli del suo partito.
I neocon staranno buoni, perché la minaccia di pubblicazione delle pagine mancanti dei rapporti sull'11 settembre sono stati un bel prologo alla campagna elettorale e ora sono un Enola Gay che svolazza sulle loro teste.

Nessuno ha detto che sarà facile. Chi è l'ingenuo? Io, che non mi illudo che certi personaggetti infami possano essere eliminati da un giorno all'altro e che comunque penso che l'elezione di Trump rappresenti un cambiamento positivo (quando cerchi di aggiustare il water pensando di esserne capace e lo rompi ti tocca chiamarlo, l'idraulico) o voi che pensate di poter evitare, in un mondo dominato dai banchieri, di trattare con i banchieri? Qualcuno provò a farlo ma si beccò una triangolazione di fuoco incrociato in Dealey Plaza. Stavolta pare che le agenzie di intelligence siano dalla parte del cliente a proteggerlo e non contro. E' già un passo avanti.