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domenica 1 gennaio 2017

Buon 17, anno nuovamente rivoluzionario

Non sentite anche voi un certo odorino di centenario? Di imminente rivoluzione e rovesciamento dei rapporti di forza e della fine di tutta questa fottutissima negatività calata sul mondo come un tetro incantesimo scagliato da un mago potentissimo e incarognito? Di un diciassette che, contro tutte le nomee di sfortuna, porterà bene?
Perché l'anno appena schiattato non è stato totalmente malvagio, anche se ormai lo fanno passare solo per l'anno nero, l'annus horribilis (come direbbe Betty) delle star del circo dello spettacolo che la casualità ha voluto lasciassero una quarantina di cadaveri in pegno, in gran parte dovuti a scadenza di vite vissute assai spericolatamente ed anime vendute al demone del successo. Nessun cinismo o moralismo, semplice constatazione che, in barba al pensiero magico che vorrebbe i semidei simili agli dei in quanto ad immortalità, in fondo noi umani siamo quasi sempre artefici del nostro destino. 
Il sedici è stato positivo - dopotutto nella Smorfia rappresenta il culo - perché ci ha portato la Brexit e Trump contro ogni aspettativa e programma del Male che ci governa ma, soprattutto, ha messo le basi per la cacciata, proprio in questo diciasette,  di altri simpatici europoidi come Hollande e Merkel, attraverso un grande risveglio della volontà popolare, della voglia di determinare il corso della politica attraverso la consultazione elettorale, segno inequivocabile di riscoperta del valore della democrazia. Non dimentichiamo che, nonostante il governucolo in copia carbone del conte di Filottrano, anche Renzi, grazie al referendum che ha visto il quasi plebiscito del NO, per ora è finito lontano dai nostri occhi e, conseguentemente, dai nostri cuori.
Un triplete niente male, insomma. Per questo i burattinai schiumano di rabbia contro i popoli che osano rovinare i loro piani e strologano su come arginare il mare dell'informazione continuando a delegarla solo ai loro ignobili servi del mainstream, che nessuno più ascolta e che sono ormai percepiti come i lacché della situazione, se vi ricordate la fine che fecero i lacché. Purtroppo per loro, il bambino che gridava "l'imperatore è nudo" si è oramai replicato su milioni di ripetitori; le nudità o menzogne ufficiali vengono scrinsciottate e salvate su milioni di memorie che sono incontrollabili a meno di chiudere totalmente Internet ammettendo di essere una sporca dittatura oscurantista come la Cina, cosa che però impedirebbe agli adorati ospiti africani di navigare a sbafo 24h24.
Direte, ma al pupo diciassette non era stato nemmeno reciso il cordone ombelicale che già si verificava l'ennesima strage sanguinosa. Erdogan, che è nu fetiente ma non è scemo, sta cercando disperatamente da tempo di riposizionarsi nel nuovo corso in arrivo e per questo è stato prima punito con un mezzo golpe e poi con la freschissima strage di Capodanno nel night-club perpetrata, hanno affabulato, dal killer vestito da Babbo Natale. Non c'è niente da fare, la narrazione Oswald è più forte di loro. Non ci rinunciano nemmeno se le prime testimonianze sono come sempre quelle che contano e affermano che, oltre a Babbo Natale, sparavano anche le renne, e dando l'impressione di non aver fatto altro nella vita. E, ricordate, pochi giorni fa c'era stato quello strano man in black che aveva fatto secco l'ambasciatore russo ad Ankara.

Le ultime - speriamo - zampate del Grinch, ormai finito a comportarsi come il peggior gangsta di strada di Chicago e deciso a lasciare la Casa Bianca non prima di aver tagliato i materassi, cacato sui tappeti, frantumato tutti i vetri a sprangate e dato fuoco alla limousine presidenziale. Ma perché gettare al vento così decenni di antirazzismo, perché? Il peggior presidente della storia americana ci lascia con la consapevolezza che la comunità nera non si meritava davvero un primo presidente inquantonero del genere, che termina il suo doppio mandato trasformandosi nel presidente nero disegnato da uno del KKK.
Non se lo meritava e difatti stavolta non ha votato Hillary & the Dems, la serial mom dell'entità sovranazionale che ha superato in nequizia il vecchio complesso militare industriale di Eisenhower. Ha votato Trump e i vecchi attivisti delle Pantere Nere, quelli che si fecero la galera negli anni '60, mica i dottorini meticci con il complesso della mamma bianca di oggi, non si fanno fregare dagli inganni della propaganda di chi vorrebbe lo scontro razziale permanente in America e nel mondo. Oh, quanto bene li conoscono i loro polli!


"E' ovvio che il mainstream e la CIA ecc. stiano ancora cercando di destabilizzare il popolo americano e il presidente eletto Trump. SIATE VIGILI!"

Coraggio, mancano venti giorni e poi si ricomincerà a fare politica internazionale sul serio anche allo scoperto, smammato il teppista che, in meno di una quindicina di giorni è riuscito a far quasi rompere le relazioni degli Stati Uniti con l'alleato più importante nel M.O. Israele, con quello  strategico nel Mediterraneo, la Turchia e a provocare pericolosamente l'avversario di sempre, la Russia.
Per fortuna Putin, inviando il suo machittesencula di fine anno al rabbioso inquantonero, ha detto che preferisce attendere di poter parlare con Trump, finalmente tra adulti e di cose serie.

Ieri sera in Europa è stata anche la serata tradizionale delle menzogne presidenziali a reti unificate. Tra le certezze del diciassette, sulla quale potete iniziare a giubilare, vi sarà la cacciata del poraccio Hollande, mentre su quella della Merkel vi sono buone speranze.
Guardate lo sguardo di questa pazza,

della stessa che l'anno scorso, sempre vestita con la stagnola dei cioccolatini ma allora di rosso come la vergogna, si faceva sottotitolare in arabo il suo inno alla gioia dell'invasione mentre la feccia nordafricana, sempre pronta all'occasione a fare da goumier, stuprava le sue connazionali a Colonia.
Quest'anno ha affermato, da vera "Madre (Ma Con Quale) Coraggio" che  "combatteremo il terrorismo con la compassione". Ci vogliono più migranti, ovvero il grande ritorno del "noi tireremo diritto", tipico di tutte le dittature morenti.

Quello che non vi ha detto, limitandosi alla ripetizione dell'imperativo categorico dei leader europoidi suoi pari, il famoso "sparecchiate" a popoli europei sempre più stanchi di "diversità" imposta e coabitazione forzata con estranei che induce un inevitabile e reciproco razzismo, è che la Germania sta rimpatriando a forza molti dei migranti fatti arrivare in un primo momento con l'idea di inserirli nell'ingranaggio dello sfruttamento industriale e poi risultati inidonei e per giunta molesti. Al Jazeera sostiene
in questo articolo che siano stati 12.000 i soli afghani deportati, alcuni dei quali prelevati a casa di notte e portati via in manette. Altri migranti  se ne stanno andando di loro volontà. 55.000 l'anno scorso. Quindi con una faccia la Merkel recita la parte della compassionevole mammona dei profughi e con l'altra tenta di pararsi il culo dalle ire dei connazionali che potrebbero volerla punire alle prossime elezioni cacciando gli stessi "profughi".
Compassione merkeliana che, naturalmente, non è destinata ai greci, come non si stanca di ripetere il suo ministro che non possiamo insultare perché sarebbe oltraggio ai diversamente abili. Non è curioso che i tedeschi, che riescono a reprimere la pulsione genocidaria con tutti i popoli e popolacci del mondo non riescano a non ridiventare, nei confronti del popolo greco, i cari vecchi terminator nazisti di una volta?
Che, tra parentesi, siamo stanchi da morire anche delle loro intemperanze, possiamo dirlo?

Se gli inquantoneri piangono, quindi, le inquantodonne non ridono. Le inquantocuoche di Lenin, seppure laureate in fisica, è ora che vengano rispedite in cucina, che levino inoltre le loro menopausiche caldane dalle poltrone dei ministeri della difesa, lasciando il campo a chi la pace l'ha fatta per secoli attraverso la guerra combattuta personalmente lasciandoci gambe, braccia e la vita stessa, ovvero gli uomini. E' tempo che, anche per le donne in politica, si cominci a premiare solo il merito e la competenza e non l'inquantodonnismo di per sé che viene monopolizzato da queste streghe travestite da agnelle che utilizzano gli ultimi estrogeni in canna per irrorare il mondo del loro mammismo fasullo. Uno dei gas più venefici mai ideato da utilizzare come arma chimica, il buonismo che secca all'istante gli attributi e ci rende passive vittime sacrificali.

Come spiraglio di ottimismo per l'anno che viene, sembra che le manovre tedesche  di respingimento al mittente del pacco migranti confezionato dai vari Soros stiano convincendo anche il governo del signor conte che, con un clamoroso contrordine compagni affidato al poliziotto cattivo Minniti, annuncia che
"aumenteranno i respingimenti e i rimpatri e riapriranno i CIE".
Magari iniziare anche ad impedire alle navi delle ONG di traghettare clandestini a migliaia sarebbe un ottimo inizio. Ci si arriverà, è inevitabile. Ci arriveranno quando sentiranno il fiato degli inseguitori sul collo.
Si, decisamente, aperto il pacco migranti, una gran delusione. La merce non era mica come sul catalogo. Càpita, quando si comprano schiavi a scatola chiusa.

Ieri sera il mio televisore è rimasto volutamente spento. Un assaggio di ciò che mi sono persa vi farà capire il perché.


Ci scusiamo per l'interruzione. In sostituzione, vogliate gradire Vittorio Sgarbi.

Messaggio alla Nazione di Vittorio Sgarbi

Per conto mio, auguro buon anno ai sinceri ad oltranza, a chi non ha paura di vedere e dire la verità. A chi ha il coraggio di quella bestemmia che perfino Dio approverebbe.
A chi sa che non può esserci misericordia senza giustizia. A chi riesce a riconoscere il male trasvestito da bene, a chi non si fa incantare dalle sirene. A chi ragiona con la propria testa ed ha il coraggio di essere folle tra i sani e sano tra i folli. A chi è disposto a non credere a tutto ciò che legge e a non condividere tutto ciò che scrive chi pure si condivide. Buon anno a chi è disposto a non rinunciare alla libertà, alla parola, alla democrazia, alla civiltà, al progresso raggiunto, al benessere conquistato a morsi e calci. A chi ha voglia di difendere ancora questo meraviglioso paese. Non sarà facile ma ce la faremo. Come sempre.

Buon anno di rinascita a chi se lo merita.