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Uno strano concetto di scienza

Lunedì 30 Gennaio 2017 10:17
Scritto da Stefano Montanari

Compare oggi su Internet un post che invito tutti a leggere e a fare oggetto di meditazione: https://autismovaccini.org/2017/01/29/professore-la-scienza-e-democratica-ognuno-puo-ed-ha-il-diritto-di-controllare-domandare-e-pretendere-risposte/

Che i vaccini siano ormai diventati argomento condiviso a qualunque livello è un fatto indiscutibile. Se di vaccini parla qualche ragioniera transalpina con un curriculum che pare preparato da un comico o ne parla un bigiottiere tuttologo o qualche mamma isterica, nessun problema. Se ne parla qualche giornalista o intrattenitore televisivo la cosa è un po’ più grave, ma è facile farne la tara. Se, invece, ne dice ex cathedra un professore universitario, titolo che è indipendente dalla misera posizione di classifica dell’ateneo cui appartiene, e spara fesserie, la cosa è decisamente più grave. Ma ancora più grave è il suo censurare qualunque domanda scomoda gli arrivi ed escludere chi quella domanda ha posto dalla possibilità d’interloquire. Qualunque persona dotata anche di un minimo d’intelligenza e di oggettività non può non accorgersi che quell’atteggiamento è la più aperta confessione della condizione in cui il personaggio opera e della sua cultura. Sul resto, per ovvio che sia, taccio per pietà e per non mettere a rischio il prosieguo delle nostre ricerche sulla leucemia. Sì, perché ho subito pesanti minacce al proposito e non è giusto che chi è malato di leucemia e speri in qualche novità abbia a soffrire della situazione.

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https://autismovaccini.org/2017/01/29/professore-la-scienza-e-democratica-ognuno-puo-ed-ha-il-diritto-di-controllare-domandare-e-pretendere-risposte/

Professore, la Scienza è democratica: ognuno può ed ha il diritto di controllare, domandare, e pretendere risposte

Pubblicati su 29 gennaio 2017 da Redazione Autismo e Vaccini in Salute e Società

Ultimamente assistiamo alle solite esternazioni dell’onnipresente Professore, verrebbe da dire barone old style, che in ambito vaccinale dispensa pubblicamente una raffica di epiteti, atteggiamenti denigratori, e violenza verbale nei confronti di chiunque non la pensi come lui.

Il Professore dice che “la scienza non è democratica: tutti potrebbero avere torto ed uno solo ragione“. È avvenuto spesso nel corso della storia della scienza. Quindi potrebbe avere torto anche lui, ma di questo non dimostra di avere il benché minimo sospetto perché è sintomo di quel Disturbo Narcisistico di Personalità che riguarda anche un deficit nella capacità di provare empatia verso altri individui.

Questo atteggiamento fallace, privo di logica, e da cartellino rosso per un qualunque arbito imparziale, è alimentato anche dalla complicità dei media foraggiati dalle industrie del farmaco e dagli stessi investitori angelo che condividono col Professore la rincorsa a utili di capitale derivanti dalla produzione e vendita di prodotti farmaceutici.

Considerata la grande esperienza in campo medico del Professore, per  sua stessa “auto-investitura“, addirittura nel campo del Disturbo dello Spettro Autistico, abbiamo chiesto più volte un incontro vis-à-vis per portare alla sua attenzione alcuni bambini sofferenti di tale disturbo al fine di ricevere un’approfondita consulenza in merito a questa misteriosa patologia di cui, ancor oggi, la Scienza non è in grado di trovare una risposta che sia una.

Purtroppo, ad oggi, il Professore non ha mai risposto ai nostri cortesi appelli perché, come da sua ammissione, nei tanti incroci avvenuti sui social network tra lui e alcuni dei nostri collaboratori, dall’alto della sua sapienza, non ha mai visto né visitato un paziente [in carne ed ossa] in tutta la sua carriera universitaria. E allora sarebbe il caso che qualcuno lo informi che una cosa è la teoria scritta sui libri e l’altra è l’esperienza che si acquisisce con la pratica quotidiana sulla persona, magari facendo qualche sano esercizio di empatia [vedi sopra].

La telenevola del Professore si arricchisce di nuovi episodi all’indomani della pubblicazione del lavoro della Nanodiagnostics di Modena sulla rivista International Journal of Vaccines and Vaccination al riguardo degl’inquinanti presenti nei vaccini.

Non più di un anno fa, il Professore sosteneva questo concetto: perché io vi creda, dovete pubblicare i vostri dati su una delle riviste che fanno parte del salottino buono dove siedo io. Detto e fatto, ma non va bene. Il Professore si è irretito arrivando a sparare le più grossolane idiozie.

Evidentemente si è risentito perché ha compreso che, al contrario di quanto lui divulga, la Scienza è democratica  e aperta: ognuno può ed ha il diritto di controllare, domandare, e pretendere risposte in merito a tutto quello che la riguarda. A nessuno può essere preclusa alcuna verifica, il che implica anche un’adeguata e specifica preparazione sull’argomento in esame, indipendentemente dai titoli accademici.

Infatti, non è detto che vinca chi ce l’ha più lungo [sia esso il pistolotto, il curriculum oppure l’impact factor]. Tutto e tutti possono essere messi sotto la lente di ingrandimento, soprattutto di un microscopio elettronico, a patto che siano rispettate le regole del metodo scientifico. Neppure i premi Nobel ne sono esentati. Perciò neanche il Professore.

Noi, come non pochi altri, abbiamo tentato di porre alcune questioni attraverso la pagina Facebook con la quale il Professore dispensa proclami ai sui numerosi interlocutori. A noi, come a chiunque abbia posto domande od obiezioni scomode, il Professore non solo non ha dato risposta ma ha chiuso l’accesso dopo aver cancellato il messaggio: eppure abbiamo studiato anche noi.

Così, siamo costretti a scrivergli pubblicamente anche da questo sito Internet, sperando non solo che qualcuno lo informi ma che lui prenda in seria considerazione di rispondere e di non sottrarsi al confronto scientifico.

Ci rendiamo conto che ora più che mai il Professore avrà difficoltà dopo la pubblicazione di un articolo che riporta i risultati di indagini di microscopia elettronica condotti su 44 campioni di vaccini [http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf] e una semplice scrollata di spalle non potrà bastare.

Le regole della Scienza sono chiare

Se quei dati si mettono in dubbio e, ancor di più, se quei dati si ritengono erronei la sola cosa possibile è rifare le indagini e, con dati propri, correggere gli errori. Il resto lo lasciamo relegato ai salotti o ai bar.

Difendere la propria arrogante posizione aggrappandosi all’impact factor della rivista [che non è 0,19 come si sta facendo credere ma 2,32] è piuttosto ingenuo, non essendo la rivista, che, comunque, è peer-reviewed, ma il contenuto dell’articolo ad essere l’argomento di discussione.

Se un commento onesto e scientificamente fondato sull’inquinamento dei vaccini è gradito, ci permettiamo di porre qualche domanda ulteriore a quelle già  espresse dal Dott. Stefano Montanari:

  1. I vaccini non sono sperimentati per concessione di Legge. Su che cosa possiamo basare la nostra convinzione a proposito dell’efficacia, dell’eventuale durata della copertura e dell’assenza di effetti collaterali?
  2. Tutti i vaccini contengono alluminio, un metallo notoriamente tossico per il Sistema Nervoso Centrale. Ma contengono anche mercurio come inevitabile residuo del processo di produzione [sali di mercurio sono sempre usati come antibatterici e antifungini in fase di lavorazione e allontanarli del tutto è impossibile], antibiotici come la Neomicina notoriamente controindicata nei neonati, globuli rossi, proteine animali o umane, ecc. Perché questi contenuti dovrebbero risultare innocui nei vaccini quando non lo sarebbero in altri contesti?
  3. Qual è l’effetto del contenuto di particelle inorganiche nei vaccini?
  4. Perché la buona pratica medica non viene mai seguita quando si somministrano i vaccini? Come il Professore saprà certamente, non si controlla mai se il soggetto è già immune nei riguardi della malattia in questione né se è allergico ad uno o più componenti del prodotto. Eppure quei controlli sono chiaramente prescritti e obbligatori.
  5. Perché vaccinare contro malattie ormai di fatto scomparse? Immaginiamo che il Professore sosterrà che quelle malattie sono in agguato e restano sotto controllo grazie ai vaccini. Così aggiungiamo la domanda: al di là di convinzioni personali o di richiami a letteratura che riporta convinzioni personali non sorrette da dati sperimentali, che prove reali esistono di ciò?
  6. Che prove ha dell’esistenza dell’immunità di gregge? Consultando tutta la letteratura, nei fatti non esiste nessun dato che supporti l’idea. Anzi, Nazioni meno affezionate ai vaccini di altre hanno casistiche di malattie con numeri decisamente più bassi rispetto ad altre più propense alla vaccinazione. Veda, tra gli esempi, l’Austria paragonata alla Germania.
  7. Lei ha spesso affermato che la vaccinazione contro l’HPV sta sconfiggendo la malattia. Non solo non esiste un solo dato che lo confermi ma, anzi, gli effetti collaterali sono tali e tanti da indurre nazioni come il Giappone a fare una retromarcia e la GSK, per motivi che la ditta non ha chiarito in modo comprensibile, a ritirare il suo Cervarix. Commenti?
  8. Perché si illude la popolazione dicendo che con un vaccino si è protetti contro una determinata malattia senza entrare nei particolari specifici? Un esempio è quello che riguarda la meningite, una malattia multiforme dalle cause molteplici. Far credere che basti iniettarsi un vaccino contro un sierotipo o, usando un altro farmaco, contro quattro sierotipi significa mettere la popolazione in una condizione di sicurezza illusoria, con questo amplificando i rischi. E nemmeno si dice che nessun vaccino è sempre e comunque efficace né, in caso di efficacia conseguita, si avverte che la durata della copertura è limitata nel tempo.
  9. Che prove ha che i vaccinati che contraggono la malattia la contraggono in modo più lieve?

Di domande ne abbiamo diverse altre, ma ci fermiamo qui, auspicando che si possa instaurare un colloquio onesto e costruttivo per il bene della gente che deve ricevere risposte serie alle domande che comprensibilmente si pone.

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lunedì 30 gennaio 2017
L'Inquisizione contro i "populismi antiscientifici"

Se "1984" di George Orwell è al primo posto tra i classici più richiesti e venduti in questi giorni - chissà mai perché - Franz Kafka meriterebbe di essere al secondo posto, assieme a Bulgakov e a tutti gli autori che hanno descritto letterariamente gli orrori dell'inquisizione ideologica, non meno feroce di quella antica religiosa. 

Questa che tento di raccontarvi nel modo più obiettivo possibile è una storia incredibile, assurda, appunto kafkiana, che dimostra ancora una volta il livello di palese disonestà intellettuale a mezzo stampa nel quale siamo immersi e il ruolo che la stessa stampa ha ormai assunto come guardiana del pensiero unico, dell'ortodossia e dell'ideologia. E tutto questo non in paesi oppressi da dittature conclamate ma nel nostro occidente industrialmente avanzato. 

Faccio un passo indietro. Durante la campagna elettorale di Donald Trump mi colpì un suo intervento in un dibattito riguardo a quella che lui definì "l'epidemia di autismo" che, sempre secondo le sue parole, "stava andando fuori controllo". In quel dibattito egli dichiarava di non essere affatto contro i vaccini ma soltanto contro il loro uso combinato e in dosi eccessive. 
Un problema studiato anche nella ricerca sulla Sindrome del Golfo, una condizione che colpisce i veterani delle guerre condotte negli ultimi decenni. La sua insorgenza viene ora ufficialmente attribuita all'utilizzo di un antidoto contro i gas nervini denominato P.B., che però veniva somministrato ai soldati in una routine contro possibili attacchi batteriologici che comprendeva altri farmaci e numerosi vaccini, come quello contro l'antrace. A ciò si sommava poi l'esposizione all'uranio impoverito per quella che a tutti gli effetti era una intossicazione massiccia e contemporanea da parte di tanti diversi agenti nocivi o potenzialmente tali in associazione. Sulla sindrome del golfo e sulle leucemie che hanno colpito i reduci - anche italiani - in questi anni è calata la censura della congiura del silenzio, come accadde per le conseguenze sulla salute dei soldati e dei civili dell'uso dei defolianti come l'Agente Orange durante la guerra del Vietnam negli anni sessanta. 

L'osservazione di Trump sull'autismo divenuto epidemico in America mi incuriosì perché era qualcosa di cui comunque non mi risultava si stesse parlando molto, a differenza di altre presunte epidemie che sollecitavano massicce campagne mediatiche sulle vaccinazioni di massa da somministrare soprattutto "ai soggetti più deboli". L'autismo stesso è una condizione assai poco nota ai non specialisti. Ho dovuto ricorrere alla memoria per ricordarmi cosa mi avessero insegnato all'Università a riguardo. Ricordo vagamente che allora, vent'anni fa, si usava colpevolizzare le madri - non si sa bene sulla base di quale prova scientifica - le quali, con il loro comportamento o atteggiamento distaccato e non inclusivo, avrebbero indotto la sindrome autistica nei figli. 
Più di recente si era parlato di autismo ogniqualvolta i media si erano affannati a condannare chiunque avesse osato associarli all'uso dei vaccini, come nel caso della controversia attorno al film documentario "Vaxxed", inizialmente proposto per una proiezione al Senato, su proposta di un senatore del M5S, e poi cancellato. Ricorderete inoltre senz'altro uno dei tipici mantra del fideismo da nemesi medica: quel "Non è vero che i vaccini causano l'autismo" che presto troveremo scritto sui muri come il fu "credere, obbedire, combattere".

Dopo l'elezione di Trump e la sua decisione di nominare Robert Kennedy jr. a capo di una commissione sulla sicurezza dei vaccini - iniziativa ovviamente considerata scandalosa a prescindere dai soliti megafoni del P.U. (pensiero unico) che definiscono Kennedy "crociato antivaccinista", ho cercato il suddetto documentario per vederlo, assieme ad un altro che ho trovato per caso, sempre sull'argomento, forse ancora più significativo. 
E' questa la storia incredibile di cui parlavo all'inizio. Una storia che fa decisamente paura e che spezza il cuore per le indicibili sofferenze di intere famiglie che racconta. Sofferenze vissute nella pressoché totale indifferenza delle autorità e nell'altrettanto totale inconsapevolezza dell'opinione pubblica. Una storia emersa da un inferno in terra della cui esistenza non dobbiamo essere consapevoli e, per nascondere il quale, si scrivono articoli come questo, che vi inviterò a rileggere alla fine di questo post, per vedere l'effetto che vi farà.

"Vaxxed" è stato diretto da Andrew Wakefield che, assieme ai colleghi Dr. Simon Murch e Prof. Walker-Smith dell'Unità di Gastroenterologia Pediatrica del Royal Free Hospital di Londra aveva condotto negli anni novanta una ricerca su 12 pazienti che si erano rivolti a lui per una particolare forma di enterocolite cronica, definita in seguito IDB, una malattia infiammatoria intestinale associata all'autismo. I pazienti infatti erano bambini autistici i cui famigliari riferivano tutti la stessa storia. I loro figli erano nati normali e si erano sviluppati normalmente ma, all'età di 13-18 mesi, dopo aver ricevuto di routine il vaccino trivalente morbillo-parotite-rosolia (MMR), erano caduti improvvisamente ammalati. Febbre, convulsioni, diarrea per giorni e poi, da un giorno all'altro, la perdita delle funzioni neurologiche maturate fino a quel momento e la comparsa di una totale chiusura in sé stessi. Una condizione irreversibile e che, per quanto riguardava la malattia intestinale, cronica ed altamente invalidante fino al punto di richiedere, in alcuni casi, l'asportazione dell'intestino.
Il risultato della ricerca di Wakefield, Murch e Walker-Smith fu un articolo pubblicato su "Lancet" nel 1998 dove gli autori non scrivevano affatto che la vaccinazione trivalente MMR era responsabile del danno autistico ma che vi potrebbe essere una correlazione. Tale  correlazione deve essere attentamente studiata e, in attesa di chiarificazione sui rischi, il vaccino trivalente deve essere sospeso in favore dell'utilizzo dei singoli vaccini contro morbillo, parotite e rosolia.

Ciò che accadde dopo è difficile da credere. Come immediata risposta all'articolo, il governo laburista di Gordon Brown ritirò la licenza ai singoli vaccini contro morbillo, parotite e rosolia commercializzati fino ad allora nel Regno Unito e contemporaneamente, negli Stati Uniti, la Merck smise di produrli. Quando Wakefield chiese ai responsabili della salute pubblica britannica il perché di questa scelta sconcertante, gli fu risposto: "Se permettiamo ai genitori di optare per i vaccini singoli, ciò distruggerebbe il nostro programma MMR."
Genitori che, nel frattempo, dovevano lottare contro l'incomprensione della loro tragedia da parte delle autorità sanitarie. Come se la loro condizione dovesse essere, per ordini superiori, negata o negletta. Vi sono madri che raccontano, nei documentari, come i medici rispondessero alla loro richiesta di aiutare bambini in condizioni disperate: "Ci dispiace, ma non vogliamo che la politica entri in ambulatorio."

Nel 2004 il General Medical Council mette sotto inchiesta gli autori della ricerca dopo una denuncia presentata del giornalista divulgatore scientifico del "Sunday Times" Brian Deer, secondo il quale i tre avrebbero condotto la loro ricerca in maniera inappropriata, falsandone quindi i risultati. (Ricordo che Wakefield, Murch e Walker-Smith avevano chiesto solo prudenza nell'utilizzo del vaccino trivalente, non l'abolizione tout court dei vaccini).  
Deer è un personaggio che giudicherete voi stessi da questo secondo video: un tipico debunker di professione, quei pupazzi da ventriloquo che ripetono tutto il repertorio delle fallacie retologiche della propaganda come l'appello all'incredulità (se un'argomentazione sembra incredibile, non può essere vera) in questo caso addosso a poveri genitori devastati da una quotidiana sofferenza da girone infernale. 
Deer addirittura si presentò sotto falso nome a casa di alcune delle 12 famiglie coinvolte nella ricerca di Wakefield et al. al fine di estorcere loro informazioni sulla conduzione della ricerca da parte dei tre medici.

Alla fine delle udienze, nonostante Richard Horton, caporedattore di Lancet, avesse confermato, nella sua deposizione del 2007, l'accuratezza nello svolgimento della ricerca di Wakefield et al., e i famigliari dei bambini avessero difeso con passione l'operato dei tre medici - alcuni dei genitori dei casi più gravi si videro revocare l'avvocato d'ufficio - il 9 agosto 2009 il General Medical Council condannò i ricercatori, revocando la licenza medica al dott. Wakefield. Lancet ritirò l'articolo già pubblicato.
Sicuramente è una pura coincidenza, come dicono i debunkers, ma nel febbraio di quello stesso anno James Murdoch, alto dirigente di News International che possiede il Sunday Times, aveva accettato un posto da Direttore non esecutivo nel Consiglio di Amministrazione della GlaxoSmithKline, azienda che produce il vaccino trivalente MMR.

Dopo la sentenza, tuttavia, le testimonianze incessanti dei genitori e il parallelo aumento esponenziale dell'insorgenza dei casi di autismo nel periodo tra i 13 e i 18 mesi, durante il quale i bambini ricevono il vaccino MMR e in alcuni casi fino a sette vaccini contemporaneamente, compresi alcuni somministrati senza il consenso dei genitori - come testimoniato da denunce presentate negli Stati Uniti, hanno mantenuto vivo negli anni l'interesse per il caso Wakefield.
Il prof. Walker-Smith presentò ricorso alla Corte Suprema di Londra contro la sentenza del GMC e, nel 2012 è stato totalmente scagionato dalla nuova sentenza, la quale afferma inequivocabilmente che il caso contro i medici del R.F. H. è stato costruito apposta per screditare qualsiasi ricerca in grado di associare i danni da vaccino come l'autismo al vaccino MMR. Il giudice terminò la sentenza con un ammonimento: "che non succeda più."
La decisione della Corte Suprema di fatto scagionava anche gli altri accusati ma Wakefield non potè essere reintegrato nella professione medica per un motivo molto semplice. Non aveva i soldi per presentare ricorso, non poteva permetterselo, a differenza del prof. Walker-Smith. Per questo motivo risulta, per i pupazzi da ventriloquo, ancora colpevole.

Questo è il caso Wakefield ma "Vaxxed" racconta soprattutto del martirio dei bambini autistici. Bambini ai quali è imposta una vita fatta di dolori di pancia atroci, diarrea continua o blocco intestinale, mal di testa feroci che li costringono a sbattere la testa contro il pavimento o contro il muro. Bambini che mangiano le proprie feci, che da adolescenti possono diventare aggressivi e anche pericolosi e che, soprattutto, a causa di una disabilità permanente, sono condannati a dover dipendere per tutta la loro vita dagli altri.
La congiura del silenzio voluta dai padroni della salute sull'epidemia di autismo implica costi sociali enormi e ne implicherà ancora maggiori per il futuro, se non vi si porrà rimedio. Secondo alcuni calcoli, una malattia che colpisce prevalentemente i maschi e che ha un andamento attualmente esponenziale potrebbe, entro il 2030, rendere l'80% dei maschi irrimediabilmente disabile.

C'è un altro aspetto della vicenda che, secondo alcune testimonianze riportate in "Vaxxed", sarebbe oltremodo inquietante e meriterebbe una vera commissione di inchiesta ufficiale che ne sancisse la veridicità o meno. 
Una gola profonda del CDC, l'organismo federale che controlla l'andamento delle malattie negli USA, sostiene che l'ente era a conoscenza del fatto che vi potesse essere una correlazione tra la somministrazione del vaccino trivalente MMR e l'autismo - come affermato nella ricerca dei medici del Royal Free Hospital, perché questa era risultata significativa nelle loro ricerche interne e soprattutto nei bambini afroamericani, i cui numeri di incidenza per l'autismo erano risultati altissimi. Tuttavia, questi dati relativi ai bimbi afroamericani furono deliberatamente aggiustati o eliminati, in modo da falsificare tutta la ricerca ed annullare la significatività dei dati. Si parla di documenti distrutti, di ostruzione alla giustizia e di falso per alcuni alti dirigenti del CDC. 
Non solo la correlazione che Wakefield e gli altri avevano suggerito di cercare sarebbe stata trovata, ma il dato sconvolgente che i bambini afroamericani di sesso maschile presenterebbero un rischio maggiore di ammalarsi rispetto agli altri gruppi di bambini sarebbe stato occultato. Per paura di sollevare una controversia su una questione "razziale", forse? Può un bias culturale soffocare lo spirito del metodo scientifico che non deve per definizione farsene condizionare? Un perfetto caso in cui, in nome del profitto, le Black Lives Don't Matter.

Dopo aver visto i due documentari ho ripensato al recente
caso Zika e vi riporto queste righe da un mio post a riguardo:
"Un'altra possibile causa o concausa delle microcefalie potrebbe essere stata una campagna di vaccinazione obbligatoria di decine, se non centinaia di migliaia di donne gravide condotta nel 2014 con un vaccino trivalente contenente i virus di pertosse, tetano e difterite che è stato aggiunto all'altro vaccino trivalente morbillo, rosolia e parotite, somministrato anch'esso in gravidanza. La maggior parte delle donne gravide della campagna del 2014 risiedevano proprio nella zona di Pernambuco."
Ricordate? Bambini ai quali vengono somministrati anche sette vaccini contemporaneamente. Dai quattro vaccini che ricevevamo noi negli anni sessanta siamo passati oggi negli USA ai 69 tra prima somministrazione e richiami.
Sembra diventato lo stesso meccanismo dei derivati. Merda dentro merda, impacchettata dentro altra merda e il rischio diventa esponenziale, devastante. La stessa mentalità che nasce dall'incontinenza del profitto, un profitto senza freni, che invade, pervade e corrode ogni aspetto della nostra vita, inclusa la salute e che non può essere messo in discussione, pena la consegna all'Inquisizione.
Lo sapevate che, a differenza dei farmaci, i vaccini non vengono sottoposti agli stessi test di sicurezza? Che vengono immessi sul mercato senza l'obbligo di certificarne l'innocuità? Che le case farmaceutiche sono state esentate dal pagamento dei risarcimenti, che sono a carico dei contribuenti? E' questa l'anomalia di cui dovrà occuparsi Robert Kennedy jr. ma vi diranno che Donald Trump  è uno stronzo antivaccinista. 
Ecco perché vi hanno venduto "Vaxxed" come un film "grillino", quindi da irridere e censurare, solo perché la sua proiezione al Senato era stata richiesta da un senatore del M5S. Ecco perché il presidente del senato non ne ha permesso la visione, e perché i giornali scrivono articoli come questo che, se mi avete letto fin qui, sarete in grado di considerare nel modo che merita.
Ecco, ora potete rileggerlo, assieme a  questa pagina di Wikipedia e capirete perché c'è veramente da avere paura. 


Sperando che non mi censurino.
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Come ho scritto nell'articolo, ai tempi dei miei studi l'autismo era considerato un problema psicologico, scatenato dal comportamento di madri che non amavano abbastanza i loro figli. (!) Ora invece si sa che è una condizione neurologica, concreta, che insorge quasi sempre all'improvviso e che è in grado di far regredire funzioni già maturate. Ad esempio bambini che avevano già iniziato a camminare non riescono più nemmeno a stare in piedi. E' come se qualcosa provocasse un click nel loro cervello.
E l'organismo reagisce a questo qualcosa con una violenza assoluta.
Per quanto riguarda l'incidenza, una volta era di un bambino su 10.000. Oggi in India è di uno su 66 bambini. Il dato epidemiologico sull'incidenza è sempre il sistema di allarme che avverte che c'è bisogno di indagare sul fattore scatenante, o sui fattori in associazione. Uno di questi fattori può essere l'utilizzo contemporaneo e scriteriato di troppi vaccini. A quelli della mia generazione ne venivano somministrati 3-4. Oggi in USA i bambini ricevono fino a 69 vaccini, compresi i richiami. Già, i richiami, perché evidentemente l'immunizzazione vaccinica non copre come quella naturale.

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Se siete arrivati fino qui, già che ci siete un video da non perdere:

https://www.youtube.com/watch?v=o3P6wVUH0pc